Ferrara al centro dell’inclusione: avviato il progetto Fenice.

Ferrara al centro dell'inclusione: avviato il progetto Fenice. 1

di Emanuele Gessi

È stato firmato presso la Camera di Commercio il protocollo d’intesa relativo al progetto “Fenice – Lavoro inclusivo, Valore condiviso”. Un titolo che racchiude un programma ben definito. L’iniziativa – che unisce istituzioni, cooperative sociali, associazioni di categoria e aziende – si concentra sul reinserimento sociale delle persone in situazioni di vulnerabilità attraverso l’occupazione. Da qui deriva il richiamo alla rinascita dalle ceneri, evocato dalla simbologia della fenice. Infatti, il piano attribuisce un ruolo di riscatto e di integrazione al processo di inserimento nel mercato del lavoro per coloro che partono da posizioni svantaggiate. È importante sottolineare che “le vere protagoniste – osserva Biagio Missanelli, presidente del Consorzio Ferrara Prossima – sono le aziende. L’obiettivo è incentivare il settore profit a adottare pratiche concrete a favore del non profit, in un’ottica di scambio reciproco di valore”.

Il protocollo è stato siglato – lunedì mattina, 13 aprile – da 8 associazioni di categoria, sotto la promozione del capofila Consorzio Ferrara Prossima (che comprende Cidas, La Pieve, Il Germoglio e Azioni.Coop): tra queste, Concooperative Romagna-Estense e Legacoop Estense, insieme a Cia, Coldiretti, Cna, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti.

Il progetto Fenice si rivolge a tutte le imprese della provincia di Ferrara, indipendentemente dal settore, e, in prospettiva, anche all’area Romagna-Estense e ad altri distretti limitrofi. Coinvolge inoltre istituzioni ed enti locali – tra cui Comuni, servizi sociali e sanitari e realtà come le case circondariali – interessati a promuovere percorsi di inclusione lavorativa. Le aziende possono accedere, attraverso il sito www.ferraraprossima.org, a una piattaforma integrata di servizi.

Di fronte a “almeno 1000 persone con che nel territorio ferrarese possiedono un potenziale di disponibilità lavorativa”, riporta Gianluca Gardi, direttore del Consorzio Ferrara Prossima, la sfida proposta da questo progetto è di “trasformare lo svantaggio in risorsa”, rendendo le aziende “parte attiva”. Una missione che si traduce in supporto, fornito dal Consorzio al mondo imprenditoriale interessato, per il rispetto degli obblighi previsti dalla legge 68/99 e per l’attivazione di percorsi di assunzione più strutturati. Così come nel qualificare in chiave etica la propria catena del valore e nello sviluppare progetti di responsabilità sociale d’impresa.

Un piano operativo di cui si avverte la necessità, poiché “dobbiamo abituarci anche in questo territorio a un’economia che non si misura solo in termini di Pil, ma nella capacità di generare coesione, fiducia e inclusione”, afferma Mauro Giannattasio, segretario generale della Camera di Commercio di Ferrara e Ravenna. Che desidera chiarire un ulteriore aspetto: le imprese generative superano quelle estrattive. Intendendo che “dobbiamo imparare a premiare quelle aziende che fanno della relazione con la comunità il proprio core business, isolando chi invece viene, prende e non restituisce”. In questo contesto, il progetto Fenice consente alle aziende che praticano coesione, senza rendersene conto, di acquisire consapevolezza e valorizzarlo.

Ferrara al centro dell'inclusione: avviato il progetto Fenice. 2“Come Legacoop Estense – commenta Chiara Bertelli, direttrice di Legacoop Estense – consideriamo essenziale che le imprese possano avvalersi di strumenti di inclusione reali ed efficaci, affinché la responsabilità sociale non rimanga un principio formale, ma si traduca in pratiche concrete, con vantaggi per l’intera comunità. Fenice è uno di questi strumenti: grazie alle competenze delle cooperative sociali, rende possibile l’inclusione lavorativa e l’emancipazione delle persone con fragilità”.

“Il progetto – prosegue l’assessore comunale alle Politiche Sociosanitarie, Cristina Coletti – rappresenta un modello innovativo di reinserimento sociale e lavorativo, sostenuto fin dalle sue fasi iniziali con risorse e strumenti operativi dall’Amministrazione comunale. Il valore di questo accordo risiede nella capacità di mettere in rete competenze diverse, costruendo percorsi reali di autonomia e lavoro per le persone fragili, facendo dell’inclusione una vera leva di sviluppo, oltre che di coesione. Fondamentale è il coordinamento, che consente di evitare sovrapposizioni e creare sinergie efficaci. Questo approccio ci permette di affrontare le sfide sociali con maggiore efficacia. Ringrazio tutti i soggetti coinvolti per l’impegno condiviso”.

“La forte adesione delle organizzazioni datoriali – sottolinea Ruggero Villani, direttore generale di Confcooperative Romagna-Estense – testimonia il valore del progetto Fenice. Si tratta di un segnale significativo, che riconosce il ruolo strategico della cooperazione sociale nel trasformare l’inclusione lavorativa in una leva per l’intero sistema produttivo. Grazie a questa sinergia tra profit e non profit, e al Comune di Ferrara, l’inserimento lavorativo delle persone fragili non è più solo un obbligo normativo, ma una scelta di responsabilità sociale capace di generare valore concreto per imprese e comunità”.

Al tavolo anche l’Agenzia per il Lavoro, rappresentata dal dirigente del servizio territoriale Nord di Ravenna e Ferrara Andrea Panzavolta, “osservatore interessato” del progetto, che evidenzia l’urgenza, poiché “non possiamo negare che partiamo da una situazione complessiva che ci preoccupa”. Con un mercato del lavoro ferrarese dove “in teoria il fabbisogno delle imprese è molto elevato, ma le caratteristiche delle persone che si affacciano al mercato del lavoro non sempre corrispondono alle esigenze delle aziende”.

È Maria Luisa Langella, della Fondazione Don Calabria per il Sociale ets, a ricordare infine che verrà creato un vero e proprio Albo delle imprese solidali, facendo della responsabilità sociale un elemento centrale di strategie occupazionali concretamente inclusive, “non per realizzare una classificazione delle aziende, ma per riconoscere pubblicamente il merito di chi si impegna a praticare i valori della coesione”.

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