Otello Cenci eletto nuovo presidente del settore Cultura, Turismo e Sport di Confcooperative Emilia Romagna.
Otello Cenci è stato eletto nuovo presidente della Federazione Cultura Turismo Sport di Confcooperative Emilia Romagna. L’elezione si è svolta al termine dell’assemblea regionale che ha avuto luogo questa mattina presso il Palazzo della Cooperazione di Bologna, un’occasione di dialogo sui cambiamenti in corso e sulle prospettive future nell’ambito dell’economia sociale. “Voglio innanzitutto esprimere la mia gratitudine per la fiducia e la responsabilità che mi viene conferita in questo momento cruciale per la Federazione. Si apre una nuova fase, che rappresenta un’importante opportunità per connettere esperienze, competenze e relazioni già esistenti nelle nostre cooperative”, ha affermato Cenci. La Confcooperative Cultura Turismo Sport Emilia Romagna è la Federazione che rappresenta e coordina le cooperative impegnate nella produzione culturale, nell’offerta turistica e nelle attività sportive, promuovendo sviluppo, innovazione e progettualità condivise all’interno del sistema cooperativo regionale. Si tratta di una realtà complessa e radicata sul territorio, con 149 cooperative associate, 9.125 soci e 1.869 occupati, per un valore complessivo della produzione che supera i 128 milioni di euro: un sistema che esprime competenze e progettualità diversificate, contribuendo in modo significativo alla vitalità economica e sociale delle comunità locali. Otello Cenci, originario di Rimini e nato nel 1971 (55 anni), è regista, autore e direttore creativo, nonché presidente della cooperativa Made Officina Creativa, un ente con sede a Rimini attivo nella progettazione e produzione culturale, teatrale e audiovisiva. Da anni opera all’interno del sistema cooperativo, aderendo a Confcooperative e partecipando alle attività della Federazione, contribuendo allo sviluppo di progettualità legate anche al welfare culturale. Nel suo percorso ha ideato e diretto spettacoli teatrali, eventi e produzioni audiovisive, con particolare attenzione al legame tra arte, territorio e comunità. Dal 1998 è anche direttore e responsabile Spettacoli del Meeting per l’amicizia fra i popoli di Rimini, uno dei principali eventi culturali a livello nazionale. “Il mio impegno sarà semplice e concreto: lavorare insieme, valorizzando le persone disponibili e interessate a farlo. Ritengo che la specificità della cooperazione risieda proprio nel valore delle persone, prima ancora delle cooperative stesse e certamente prima di ogni logica puramente economica – ha aggiunto Cenci -. In questo percorso, il welfare culturale rappresenta un ambito strategico: l’attività della Federazione può diventare uno strumento reale di benessere, inclusione e sviluppo dei territori, un terreno comune su cui unire energie e visioni diverse”. L’assemblea, intitolata “Interpretare il cambiamento. Scenari futuri per cultura turismo e sport nel paradigma dell’economia sociale”, è stata aperta dal saluto del presidente di Confcooperative Emilia Romagna Francesco Milza e dalla relazione della presidente uscente della Federazione Chiara Laghi, che ha guidato l’organizzazione negli ultimi due mandati. “Negli otto anni trascorsi abbiamo affrontato fasi storiche che hanno messo in evidenza quanto questi settori siano fondamentali per il benessere delle persone, per la qualità della vita e la capacità di pensiero – ha dichiarato Laghi –. Cultura, turismo e sport contribuiscono in modo determinante a rendere più ricca e significativa l’esperienza delle comunità, condividendo un minimo comune denominatore: quello di produrre valore e significato. La nostra Federazione è oggi sempre più chiamata a interpretare i cambiamenti in atto, promuovendo il modello cooperativo che anche in questi ambiti può rappresentare una risposta concreta ai numerosi bisogni presenti, a partire da quello di aggregare soggetti e fare rete”. Durante la mattinata, gli interventi di Pierlorenzo Rossi, direttore generale di Confcooperative Emilia Romagna, Paolo Venturi, direttore di AICCON Research Center, e Luca Mortara, consulente senior di VVA Business Consulting, hanno fornito chiavi di lettura complementari sui cambiamenti in corso, richiamando il ruolo sempre più centrale dell’economia sociale nel rispondere a trasformazioni profonde. In un contesto complesso e in continua evoluzione, è emersa con forza la funzione delle cooperative della Federazione come infrastrutture capaci di unire comunità, generare valore diffuso, economico ma soprattutto sociale e culturale, e contribuire alla costruzione di modelli di sviluppo più sostenibili e inclusivi, con particolare attenzione all’intergenerazionalità, configurandosi così come presidi territoriali insostituibili. “La Federazione rappresenta un pilastro fondamentale all’interno del sistema di Confcooperative Emilia Romagna, capace di unire esperienze diverse e di valorizzarne il contributo in una logica di rete – ha dichiarato il presidente di Confcooperative Emilia Romagna Francesco Milza –. Gli ambiti in cui operano queste cooperative costituiscono una componente essenziale della qualità della vita delle comunità e dello sviluppo dei territori, prima di tutto con la funzione di centri di aggregazione. In questa fase, più che mai, diventa necessario accompagnare percorsi di crescita che rafforzino la capacità di queste realtà di collaborare, innovare e generare impatto nei contesti in cui operano”. A chiudere i lavori è stata la presidente nazionale della Federazione Cultura Turismo Sport, Irene Bongiovanni. “La nostra distintività in questi settori risiede nell’essere imprese mutualistiche – ha sottolineato la presidente nazionale -. In questi anni abbiamo costruito alleanze strategiche con diversi soggetti, che ci hanno permesso di dare sempre più concretezza al nostro operato: un percorso che deve essere rafforzato, nella consapevolezza che questi settori incidono profondamente sul benessere delle persone. In particolare, per l’ambito culturale e creativo esistono oggi le condizioni per una crescita significativa, capace di fare di questi ambiti una leva sempre più rilevante per uno sviluppo sostenibile”.
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