“Cinque notti con Epstein”, il gioco sulle vittime del pedofilo conquista gli studenti statunitensi.
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Rimanere in vita per cinque notti sull’isola di Jeffrey Epstein, cercando di evitare gli abusi. L’orrore vissuto dalle vittime del finanziere pedofilo diventa fonte di ispirazione per Five Nights at Epstein’s, il videogioco online che sta conquistando gli studenti delle scuole statunitensi e che da settimane accumula migliaia di accessi su varie piattaforme di giochi indipendenti. Nel frattempo, sui social si moltiplicano i video virali di giovani che mostrano ai propri follower le loro sessioni di gioco o si riprendono mentre giocano in aula.
Come funziona
“Riuscirai a superare la notte?”, è la sfida proposta all’utente, catapultato nella villa di Little Saint James, luogo centrale degli abusi su ragazze e minorenni. Il modello di riferimento è Five Nights at Freddy’s, un survival horror più innocuo che nel corso degli anni ha dato vita a diverse varianti. Tra queste, Five Nights at Diddy’s, in riferimento al rapper Sean Combs, condannato per reati legati alla prostituzione.
L’obiettivo principale rimane invariato rispetto alla versione originale: sopravvivere per cinque notti consecutive, da mezzanotte alle sei del mattino. Tuttavia, nel nuovo gioco, emerso durante l’esplosione dell’interesse social per la desecretazione degli Epstein files, gli abusi si trasformano in una simulazione interattiva. I giocatori devono tenere d’occhio le telecamere di sorveglianza per assicurarsi che l’imprenditore non si avvicini a loro e, se si trovano in pericolo, devono distrarlo altrove emettendo suoni di bambini: pianti o risate. Se l’utente viene scoperto, il gioco termina.
L’ambientazione inquietante riproduce le stanze del resort caraibico, basandosi sulle immagini pubblicate lo scorso dicembre dai democratici della commissione di vigilanza della Camera americana: dalla piscina esterna con palme, alla stanza con la poltrona da dentista e alla camera da letto.
Il boom sui social
A lanciare l’allerta sono insegnanti e famiglie statunitensi, preoccupati per il rischio di desensibilizzazione dei più giovani e banalizzazione della violenza sessuale. Tuttavia, sui social i video continuano a proliferare: ragazzi che giocano in aula, sui propri banchi, persino utilizzando i dispositivi scolastici, accumulando milioni di visualizzazioni. “Ci ho giocato durante la lezione di inglese, stavo morendo”, racconta un’utente su TikTok. “Chi è Epstein?”, chiede un’altra ragazza nei commenti.
La possibilità di accedervi gratuitamente dai browser, senza necessità di installare il gioco, consente di eludere gli avvisi di sicurezza sui computer scolastici. Tanto che ci sono anche utenti che creano video-tutorial: “Come giocarci sul pc in aula”.
Secondo Bloomberg, episodi simili sarebbero stati segnalati in vari istituti della contea di Wake, nella Carolina del Nord, così come in alcuni distretti scolastici dello Utah. E nonostante i tentativi delle piattaforme di limitarne la diffusione, il contenuto continua a circolare aggirando i filtri.
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