Peruffo: “Difendere chi lavora oggi per permettere di farlo anche domani”
di Paola Peruffo*
Ho letto con grande interesse le considerazioni espresse dai giovani agricoltori di ANGA – Confagricoltura Ferrara sul futuro del settore agricolo e sulla difficoltà, sempre più evidente, di garantire un vero ricambio generazionale.
Sono riflessioni che sento particolarmente vicine anche per la mia storia personale. Provengo da una famiglia di estrazione contadina e conosco il valore di un mondo nel quale il lavoro, la famiglia, la terra e il senso di comunità sono sempre stati profondamente legati.
Credo ancora oggi che il contesto agricolo e rurale possa rappresentare uno degli ambienti migliori nei quali costruire e far crescere una famiglia. Ma non possiamo ignorare una contraddizione: proprio mentre chiediamo ai giovani di tornare a guardare alla terra, iniziare da zero un’attività agricola è diventato estremamente difficile se non quasi impossibile.
Servono capitali importanti, accesso al credito, terreni, mezzi, conoscenze e capacità di affrontare un mercato sempre più complesso. Questo vale per tutti i giovani, ma credo sia necessario prestare un’attenzione ancora maggiore alle donne che scelgono di lavorare e fare impresa in agricoltura. Conciliare un’attività impegnativa e senza orari con la maternità e la vita familiare può rappresentare ancora oggi un ostacolo enorme. Eppure proprio le donne possono portare nelle aziende agricole innovazione, capacità gestionale, diversificazione e una nuova idea di sviluppo dei nostri territori.
Il Governo guidato da Giorgia Meloni ha indicato chiaramente giovani e donne tra le priorità per il futuro dell’agricoltura, intervenendo con strumenti destinati al ricambio generazionale, all’accesso al credito e agli investimenti e al sostegno dell’imprenditoria femminile. È una direzione che condivido e dalla quale mi auguro arrivino risultati sempre più concreti, perché una strategia per il futuro dell’agricoltura si misura soprattutto dalla possibilità reale per un ragazzo o una ragazza di poter dire: “Voglio fare questo lavoro, posso permettermi di iniziare e posso costruirci il mio futuro”.
Ma una parte fondamentale della partita si gioca anche in Europa. All’Unione Europea dobbiamo chiedere di più. Non possiamo continuare ad aggiungere vincoli, burocrazia e costi alle aziende agricole europee e contemporaneamente indebolire le risorse destinate alla Politica agricola comune. Se consideriamo davvero l’agricoltura strategica per la nostra sicurezza alimentare, per l’ambiente e per la tutela del territorio, dobbiamo trattarla di conseguenza.
Difendere l’agricoltura significa quindi difendere chi oggi continua a lavorare nei campi, ma soprattutto creare le condizioni affinché qualcuno scelga di farlo anche domani.
*Direttivo provinciale di Fratelli d’Italia
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