Alloggi ERP. Fiorentini: “L’unica reale inattività è quella del Comune di Ferrara”
di Leonardo Fiorentini*
Leggo con stupore le affermazioni dell’assessora Cristina Coletti, che continua a imputare alla Regione ritardi e incertezze riguardo alla normativa sull’edilizia residenziale pubblica. La verità è ben diversa: attualmente l’unica vera stagnazione è quella del Comune di Ferrara, che continua a procrastinare un adeguamento necessario in seguito alla giurisprudenza costituzionale.
La sentenza n. 1 del 2026 della Corte costituzionale ha stabilito un principio molto chiaro: nell’accesso alle abitazioni popolari, il bisogno abitativo deve avere la priorità sui criteri di radicamento territoriale. La Consulta ha escluso che ci sia una correlazione ragionevole tra gli anni di residenza e il bisogno di un alloggio, fatta eccezione per il diverso tema dell’anzianità in graduatoria.
Non ci troviamo quindi di fronte a una questione politica o ideologica, ma a un preciso indirizzo costituzionale che tutte le pubbliche amministrazioni sono tenute a rispettare nell’interpretazione e nell’applicazione delle normative. Le normative regionali non vincolano in alcun modo i Comuni ad applicare punteggi per la residenzialità storica. Pertanto, non c’è alcun motivo per continuare a perdere tempo. L’interpretazione orientata dalla Costituzione non è una facoltà: è un obbligo per ogni ente pubblico, a meno che il Sindaco non abbia deciso di ignorare il giuramento prestato all’inizio del mandato.
Continuare a cercare stratagemmi per procrastinare questo adeguamento, questo sì, genera incertezza. Ed è proprio l’atteggiamento del Comune a incrementare il rischio di contenziosi. Lo avevamo richiesto in precedenza con un’interpellanza dei gruppi Civica Anselmo e la Comune di Ferrara e successivamente con una risoluzione che chiedeva semplicemente di allineare il regolamento comunale ai principi stabiliti dalla Corte costituzionale, bocciata dalla maggioranza. Lo abbiamo ribadito quando il Comune è stato costretto a sborsare decine di migliaia di euro di debiti fuori bilancio per difendere in giudizio disposizioni del regolamento ERP poi risultate chiaramente incompatibili con i principi costituzionali. L’esperienza dimostra quindi che i ricorsi non derivano dall’applicazione della Costituzione, ma dalla sua ostinata elusione.
È curioso che chi oggi parla di protezione dei cittadini continui a sostenere un criterio di “residenzialità storica”. C’è un solo motivo, che è del tutto ideologico e propagandistico, ovvero quello di continuare a mettere le persone con bisogno abitativo le une contro le altre, continuando a ripetere lo slogan “la casa agli italiani”, mentre non si fa nulla per rendere disponibili più case popolari. La casa popolare non è un premio per la permanenza sul territorio: è uno strumento di tutela di un diritto sociale fondamentale, che dovrebbe essere garantito a tutte e tutti, e non utilizzato a fini elettoralistici.
Se davvero l’intento è assegnare rapidamente gli alloggi disponibili e fornire risposte alle persone in difficoltà, il Comune ha già tutti gli strumenti per farlo, modificando il regolamento in conformità ai principi costituzionali e collaborando con la Regione invece di alimentare un conflitto politico permanente.
L’assessora Coletti smetta di trasformare la Costituzione in un ostacolo burocratico. La vera responsabilità istituzionale consiste nell’applicarla, non nel cercare ogni volta un motivo per rinviarne gli effetti.
*Consigliere comunale Civica Anselmo
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