Festival estivo. Le forze di opposizione richiedono “un cammino comune per i grandi eventi”
Tutte le forze di opposizione nel Consiglio comunale di Ferrara richiedono l’avvio di un dialogo istituzionale riguardo al futuro dei grandi eventi nella città. I gruppi del Partito Democratico, Civica Anselmo, La Comune di Ferrara e Movimento 5 Stelle hanno presentato una richiesta urgente per la convocazione di una commissione consiliare congiunta focalizzata su questo tema, prendendo come esempio il Ferrara Summer Festival 2026.
La richiesta, indirizzata al presidente del Consiglio comunale Federico Soffritti e ai presidenti delle commissioni competenti, è firmata dai consiglieri Sara Conforti, Anna Chiappini, Davide Nanni, Massimo Buriani, Enrico Segala, Matteo Proto, Elia Cusinato, Fabio Anselmo, Leonardo Fiorentini, Arianna Poli, Anna Zonari e Marzia Marchi.
Nel documento si riconosce che “il Ferrara Summer Festival contribuisce all’attrattività turistica della città e produce effetti economici sul territorio”, ma si sottolinea come “negli ultimi due anni si sia sviluppato un complesso dibattito pubblico riguardo al rapporto tra grandi eventi, qualità della vita dei cittadini, sviluppo economico, tutela della salute, mobilità e utilizzo degli spazi pubblici”.
Le opposizioni ripercorrono gli eventi degli ultimi mesi, ricordando le segnalazioni fatte dai residenti di piazza Ariostea già nel 2025, il contenzioso amministrativo emerso durante l’edizione 2026 e le decisioni del Tar. Nel testo si evidenzia inoltre che “la stessa Amministrazione Comunale ha annunciato la creazione di un gruppo di lavoro volto a valutare possibili localizzazioni alternative per il Ferrara Summer Festival, confermando la rilevanza strategica della questione”.
La richiesta richiama anche le diverse opinioni emerse nel dibattito pubblico, dai residenti alle associazioni di categoria, passando per le organizzazioni sindacali, osservando che “le varie posizioni convergono sulla necessità di una riflessione strutturata riguardo al modello di programmazione, localizzazione e gestione dei grandi eventi”.
Secondo i gruppi firmatari, “il Consiglio Comunale, attraverso le proprie Commissioni Permanenti, rappresenta il luogo istituzionalmente più appropriato per condurre il confronto all’interno di un percorso pubblico, trasparente e partecipato”, poiché “la complessità della questione richiede un approccio basato sull’ascolto, sull’analisi dei dati, sulla valutazione degli impatti e sulla costruzione di indirizzi condivisi”.
Nel documento viene inoltre ribadito che “un confronto realmente equilibrato non può limitarsi alla valutazione delle ricadute turistiche ed economiche, ma deve considerare con pari dignità la tutela della salute e del riposo, la fruibilità ordinaria della piazza, la conservazione del patrimonio storico e monumentale, l’accessibilità, la mobilità e la qualità della vita del quartiere”.
Per le opposizioni, infatti, “il compito delle istituzioni non è scegliere tra eventi e residenti, né tra sviluppo economico e qualità della vita. Il loro compito è creare le condizioni affinché tali interessi possano coesistere attraverso regole, programmazione, trasparenza e partecipazione”.
Nella richiesta si chiede quindi la convocazione di una commissione congiunta con la partecipazione degli assessori competenti e l’invito a una delegazione dei residenti di piazza Ariostea, oltre ai rappresentanti di Ascom Confcommercio, Fipe Confcommercio, Confesercenti, Assohotel, Cna, Confartigianato, Cgil, Cisl e Uil.
L’obiettivo dichiarato è quello di fare della seduta “il primo incontro di un percorso istituzionale condiviso finalizzato alla definizione di un modello stabile di programmazione, localizzazione e governance dei grandi eventi cittadini”, affrontando temi quali “l’analisi delle ricadute turistiche, economiche e occupazionali”, “la valutazione degli impatti urbanistici, ambientali, acustici, logistici e sociali”, “il confronto sulle possibili localizzazioni future”, “la costruzione di una programmazione pluriennale” e “l’individuazione di strumenti permanenti di consultazione e monitoraggio”.
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