Canoni per le vongole, Sambi critica: “Le diminuzioni avvengono solo in periodo elettorale”

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Comacchio. Ritorna al centro della discussione politica locale la questione dei canoni demaniali idrici per l’allevamento delle vongole, con nuove controversie che coinvolgono la Regione Emilia-Romagna e la gestione dell’emergenza legata al granchio blu. A sollevare la questione è Filippo Sambi, capogruppo della Lista Civica nel consiglio comunale di Comacchio, che in un comunicato incisivo denuncia disparità di trattamento, ritardi e assenza di risposte da parte delle istituzioni.

Secondo Sambi, il problema dei canoni – ovvero le spese per l’utilizzo dei canali destinati alla molluschicoltura – è noto da tempo. Già nella precedente legislatura regionale, i consiglieri Marco Mastacchi (Lista Civica Emilia Romagna) e Marco Fabbri (Partito Democratico ed ex sindaco di Comacchio) avevano messo in evidenza come il canone demaniale marittimo, stabilito dallo Stato, fosse notevolmente meno gravoso rispetto a quello idrico, fissato dalla Regione. Questa disparità aveva portato a richiedere una revisione al ribasso dei canoni regionali, richiesta però respinta dalla Giunta guidata da Stefano Bonaccini.

La stessa proposta è riemersa nei giorni scorsi sotto forma di emendamento presentato dal consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Fausto Gianella, ma anche in questo caso la Giunta attuale, presieduta da Michele de Pascale, ha confermato la linea del passato, bocciando l’intervento.

Pochi giorni dopo, tuttavia, il tema è riapparso nel dibattito politico locale grazie all’intervento del candidato sindaco del Pd a Comacchio, Walter Cavalieri Foschini. In questa occasione, sottolinea Sambi, la Regione avrebbe aperto alla possibilità di ridurre i canoni idrici per il 2026. Una tempistica che solleva interrogativi: “Era solo una questione di opportunità politica?”, si chiede il capogruppo, insinuando un legame con le prossime scadenze elettorali.

Nel mirino anche la gestione complessiva della crisi che ha colpito il settore negli ultimi tre anni, aggravata dalla diffusione del granchio blu. Secondo Sambi, la Regione avrebbe dovuto intervenire autonomamente con misure di sostegno, senza attendere pressioni politiche o richieste formali.

Critiche vengono mosse anche alla mancata concessione di autorizzazioni in acqua bassa, in particolare nell’area C4 della Sacca di Goro. Una richiesta avanzata dal Consorzio delle cooperative di Comacchio, respinta dalla Regione con la motivazione della necessità di ulteriori studi scientifici. Una decisione che, secondo Sambi, impedisce alle imprese di tentare di operare “a proprio rischio d’impresa”, in assenza di alternative.

Il tono del comunicato si fa ancora più severo quando si parla di una possibile “morte economica del settore”, attribuita alla linea della Giunta regionale. Accuse pesanti, che si inseriscono in un clima di crescente tensione tra operatori del comparto e istituzioni.

Infine, nel mirino finisce anche il commissario straordinario per l’emergenza granchio blu, Enrico Caterino. Sambi ricorda un impegno preso pubblicamente il 1 dicembre 2025, durante una seduta del Consiglio comunale di Comacchio, in cui il commissario avrebbe promesso deroghe ai blocchi imposti dalla Regione. Impegno che, ad oggi, secondo il capogruppo, non avrebbe avuto seguito.

Non solo. Sambi denuncia la mancanza di risposte alle comunicazioni ufficiali inviate al commissario, parlando di numerose Pec rimaste senza riscontro. Da qui la richiesta di un intervento della Presidenza del Consiglio dei Ministri, affinché venga verificata la gestione del demanio marittimo da parte della Regione.

La richiesta finale è quella di un piano realmente emergenziale, capace di affrontare le cause della crisi e non solo i suoi effetti. “Due azioni da intraprendere subito – conclude Sambi – prima che tutto crolli.”

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