Caso Savini, Fabbri replica all’interrogazione: “Non ci sono stati tentativi di interrompere le comunicazioni con la stampa”
Il sindaco Alan Fabbri ha fornito una risposta all’interrogazione presentata l’11 maggio dai consiglieri comunali Anna Zonari, Leonardo Fiorentini, Fabio Anselmo e Arianna Poli riguardo alla situazione che ha portato alle dimissioni dell’assessora Francesca Savini. I consiglieri hanno sollevato tre questioni: le motivazioni per cui la notizia dell’’incidente stradale è stata resa pubblica solo alcuni giorni dopo i fatti, l’eventuale esistenza di contatti con le forze dell’ordine o altri enti istituzionali per evitare comunicazioni alla stampa e la coerenza della gestione della questione con i principi di trasparenza istituzionale.
In merito al primo punto, il sindaco dichiara di non essere “in grado di conoscere le ragioni” per cui i media abbiano riportato la notizia solo dopo alcuni giorni, suggerendo di rivolgere la domanda direttamente alle testate giornalistiche coinvolte.
Anche sulla seconda questione, la risposta è chiara. “Per quanto mi risulta – scrive Fabbri – nessun membro dell’amministrazione, né alcun soggetto su nostra indicazione, ha mai contattato le forze dell’ordine intervenute o altri enti istituzionali” per le finalità ipotizzate nell’interrogazione. Il sindaco definisce tale ricostruzione “un’affermazione del tutto priva di qualsiasi riscontro” e “una grave illazione”, invitando i consiglieri, qualora dispongano di prove concrete o documentate, a inviarle “senza indugio all’Autorità giudiziaria competente”.
Infine, riguardo alla trasparenza, Fabbri difende l’operato dell’Amministrazione, affermando che ha agito “nel pieno rispetto dei principi di trasparenza istituzionale”, bilanciando tali principi con la necessità di proteggere la riservatezza e la privacy delle persone coinvolte, trattandosi – si legge nella risposta – di “una vicenda attinente alla loro sfera privata”.
L’interrogazione era stata presentata l’11 maggio e si riferiva all’incidente avvenuto il 4 maggio 2026 nel comune di Sermide e Felonica, che aveva coinvolto un’auto con a bordo il sindaco Fabbri e l’allora assessora Savini, la quale, dopo la diffusione della notizia aveva rassegnato le proprie dimissioni. I consiglieri avevano richiesto chiarimenti anche considerando che la notizia, secondo quanto riportato nell’atto, era emersa pubblicamente alcuni giorni dopo l’evento.
“Prendiamo atto che per il sindaco la sicurezza stradale è un fatto privato” commenta Fabio Anselmo. “Se trovate un ubriaco al volante, soprattutto se occupa una carica istituzionale, voltatevi dall’altra parte e non fate domande, è un fatto privato. Mi chiedo, quindi, visto che ci troviamo di fronte a un fatto privato, perché l’ex assessora si sia dimessa? E perché il sindaco ha affermato che tali dimissioni siano state un gesto di grande responsabilità politica? Evidentemente l’attuale primo cittadino confonde pubblico e privato” conclude il capogruppo di minoranza.
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