Decreto sicurezza, voto di fiducia in aula: consiglio dei ministri venerdì per modificare la normativa sui rimpatri.

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La Camera ha dato il via libera alla fiducia al governo riguardo al decreto sicurezza con 203 voti favorevoli, 117 contrari e 3 astenuti. L’approvazione finale è prevista entro venerdì per evitare il superamento dei termini. L’atmosfera in aula rimane tesa. L’esecutivo ha manifestato l’intenzione di proseguire con la fiducia, ma sta già considerando un intervento “correttivo” specifico per affrontare le preoccupazioni espresse dal Quirinale. Nel frattempo, le opposizioni continuano a criticare.

“Come può la presidente del Consiglio affermare che questa è una soluzione di buon senso? È così disorientata, così confusa dopo la sveglia referendaria da esprimere tali sciocchezze?”, afferma il leader M5S Giuseppe Conte intervenendo in dichiarazione di voto sulla fiducia richiesta dal governo per il decreto sicurezza e critica la premier riguardo alla norma sui compensi per gli avvocati per i rimpatri, che ha sollevato le obiezioni del Colle e le dure contestazioni delle opposizioni.

Venerdì, quindi, al termine del voto finale della Camera sul decreto sicurezza, il Consiglio dei ministri si riunirà immediatamente nella Sala del governo a Montecitorio. L’incontro dovrebbe servire per approvare il provvedimento specifico annunciato ieri dalla premier Giorgia Meloni per modificare la norma sugli incentivi per i rimpatri volontari inserita nel decreto sicurezza in tramite un emendamento. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi spiega: “Il decreto correttivo prevede quanto già anticipato: un correttivo” basato sulle “osservazioni ricevute dal Quirinale. Come abbiamo sempre fatto, teniamo in massima considerazione le osservazioni del Colle. La norma, comunque, conserva una sua utilità e nobiltà che volevamo conferirle, ovvero rilanciare un tema, quello dei rimpatri volontari assistiti che già si realizzano insieme a organizzazioni umanitarie, quindi procederemo secondo le osservazioni ricevute”. E assicura: verrà fatto “tutto entro venerdì” e il decreto “seguirà i percorsi necessari”.

“Ci siete riusciti – continua a criticare Conte in aula – Ci avete davvero sorpreso con questa norma che avete inserito in questo decreto, qualcosa di incredibile… di surreale. Anche ieri Giorgia Meloni ha precisato che è una norma di buon senso. Allora, riassumiamo. Spieghiamolo chiaramente a tutti. Credo che anche a voi colleghi della maggioranza sia capitato di rivolgervi a un avvocato, cercando un avvocato per riparare i torti subiti, per cercare difesa e protezione per le vostre ragioni. E cosa avete cercato in quell’avvocato? Comprensione, lealtà, diligenza, massima attenzione per tutelare le vostre ragioni – osserva l’ex premier – Ora questa norma a cosa costringe l’avvocato? In sostanza è come se il vostro avvocato, con cui avete un rapporto di fiducia, venisse contattato dal vostro avversario in giudizio che gli promette e addirittura gli consegna del denaro per persuaderlo a farvi aderire a una soluzione che è contraria, in ipotesi, ai vostri di cliente. Sapete come si chiama una situazione del genere? Ricorre in due reati. Il reato di patrocinio infedele e di corruzione. È quello che avete realizzato. Quindi l’avvocato viene retribuito dallo Stato, che è l’avversario del cliente, affinché convinca il cliente a sottoscrivere una soluzione che per definizione è contraria ai suoi interessi. State costringendo gli avvocati a commettere due reati”, accusa il leader 5S. Che si sofferma sulla figura dell’avvocato e sulla sua professione: “La funzione dell’avvocato è essenziale in un ordinamento democratico, è riconosciuta anche dall’ordinamento giuridico, il diritto di difesa all’articolo 24 è un principio costituzionale. Siete stati capaci di mettere in imbarazzo il presidente Mattarella che vi ha dovuto ricordare la nostra Carta costituzionale. E allora, da avvocato lo dico con orgoglio. Noi avvocati siamo il baluardo di chi non ha tutela. Non saremo mai i servitori del governo di turno, i burattini nelle mani del governo per cercare di rimediare a 4 anni di fallimento del governo Meloni. Scordatevelo – afferma Conte – Io mi sono sorpreso e sono rimasto gelato quando Meloni ha dichiarato che tutti, anche i magistrati, devono operare nella stessa direzione del governo, dell’esecutivo. Gelante. I magistrati sono l’argine, sono i custodi della legalità, tutelano i diritti. Non siete riusciti con i magistrati, con la riforma adesso state tentando di asservire gli avvocati alle vostre funzioni di governo”, aggiunge.

Anche Debora Serracchiani, deputata e responsabile Giustizia del Partito democratico, critica il bonus agli avvocati perché “bastava fare tre giorni intensivi di diritto per comprendere che era una norma manifestamente incostituzionale, poiché gli avvocati sono liberi e indipendenti e non possono essere retribuiti per andare contro il loro assistito. Si tratta di una sorta di patrocinio infedele. Purtroppo – aggiunge l’esponente dem – questo decreto sicurezza è solo repressione. Non prevede un euro per la prevenzione e soprattutto non sappiamo se c’è adeguata copertura finanziaria. C’è un tema serio – conclude Serracchiani – di copertura economica. Nei fatti sembrano destinare più fondi, non sappiamo ancora quanti, ma tolgono la possibilità di effettuare assunzioni nell’organico delle forze dell’ordine perché attingono le risorse dalle facoltà assunzionali. E sappiamo che le forze dell’ordine nel nostro Paese mancano e anche in misura significativa”.

Critiche al governo anche da parte del segretario di +Europa, Riccardo Magi, che “ha piegato lo strumento della decretazione d’urgenza trasformandolo in uno strumento di comando e di annullamento pressoché totale del Parlamento e delle prerogative dei parlamentari: si tratta del 127esimo decreto che questo governo ha emanato e della 115ma fiducia che questo governo ha apposto a questi decreti. Un’attività compulsiva di decretazione d’urgenza anche su provvedimenti denominati in modo altisonante decreti sicurezza che non hanno portato maggiore sicurezza ai cittadini italiani. Si tratta invece di monumenti alla propaganda securitaria che tendono ad aumentare le pene e le sanzioni anziché fare prevenzione nei confronti dei reati. Ma in questa occasione sono andati davvero oltre: sono arrivati a inaugurare la decretazione d’urgenza per emendare la decretazione d’urgenza”.

Il deputato di Avs, Filiberto Zaratti, chiede in aula le dimissioni della premier perché “gli italiani e le italiane che si sono recati alle urne hanno detto no alla riforma della giustizia ma anche no al governo Meloni. Non avete più la fiducia del paese e ne dovete prendere atto. Meloni ci metta la faccia e rassegni le dimissioni”. Riguardo alla norma sugli incentivi agli avvocati per i rimpatri critica: “Siete voi stessi a dire che quell’articolo è incostituzionale. E con quale coraggio venite a chiedere ai deputati di metterci la faccia. Sono norme di carattere fascista”, afferma Zaratti parlando di altre misure contenute nel decreto.

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