Nordio: “Evitare il ritorno dell’abuso d’ufficio, non è inappropriato discutere di tangenti legate alla corruzione”
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“La risposta riguardo alla reintroduzione del reato di abuso d’ufficio è decisamente negativa”, afferma il ministro della Giustizia Carlo Nordio, rispondendo durante il question time alla Camera.
Specificando: “Il principio di tenuità o di modestia è già presente nel nostro ordinamento giuridico: si fa riferimento alla tenuità del fatto per escludere la punibilità di un reato, si parla di modesta quantità nella detenzione di sostanze stupefacenti, e nelle circostanze attenuanti si considerano le particolari esigenze di lievità e tenuità del fatto, quindi non è un sacrilegio utilizzare questo aggettivo. È nel codice penale: se si discute di tenuità o di modesta quantità anche riguardo alla droga, non sarà una bestemmia menzionare la modestia anche in relazione a presunte mazzette o al pretium sceleris della corruzione”, ha dichiarato Nordio durante il question time alla Camera, rispondendo a un’interrogazione della deputata Valentina D’Orso, che aveva citato affermazioni del ministro. Riguardo al reato di abuso d’ufficio, il ministro ha aggiunto: “Abbiamo dimostrato all’Europa, anche in base alla recente sentenza della Corte Costituzionale, che spetta agli Stati decidere i sistemi anticorruzione, che sono quelli che interessano all’Europa, e in questo l’arsenale repressivo e preventivo dell’Italia è il più ampio di tutti, abbiamo addirittura dei reati che non sono presenti in altri Stati”.
Il ministro ha anche discusso del dl sicurezza, attualmente in discussione alla Camera – dopo il caos di ieri – dove si vota la fiducia richiesta dal governo Meloni, con l’approvazione definitiva prevista entro venerdì per evitare la scadenza dei termini. La situazione rimane tesa a causa della norma controversa sui compensi agli avvocati per i rimpatri, che ha sollevato preoccupazioni da parte del Colle e forti critiche da parte delle opposizioni. L’esecutivo ha manifestato l’intenzione di procedere con la fiducia, ma sta già considerando un provvedimento “correttivo” specifico per affrontare le preoccupazioni del Quirinale.
L’impasse, spiega Nordio, sarà “risolto a breve, possiamo dire che è superato. Raggiungeremo una soluzione che sarà soddisfacente per tutti”. E riguardo alla norma sugli incentivi per i rimpatri volontari, il Guardasigilli chiarisce che “non è il ministero della Giustizia a aver redatto questi testi, ma noi forniamo i nostri contributi per una soluzione che possa essere soddisfacente per tutti, ed è quella che arriverà nei prossimi giorni. Si tratta di questioni di grande complessità – conclude il ministro – che a volte possono generare malintesi. C’è sempre spazio per chiarimenti, e questi chiarimenti sono stati forniti, e arriveremo, ripeto, a una conclusione che metterà tutti d’accordo. Quando si affrontano questioni così intricate, c’è sempre la possibilità di polemiche, ma soprattutto c’è la necessità di soluzioni e di composizioni rapide. E in questo caso è ciò che sta accadendo e vedrete che alla fine tutti saranno concordi”.
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