Farinelli: “Il campo progressista riparta dal lavoro. L’inerzia fa male”

Farinelli: “Il campo progressista riparta dal lavoro. L’inerzia fa male” 1

“C’è una parola dalla quale il campo progressista deve tornare a ripartire: lavoro”. È questo il punto di partenza dell’intervento di Michele Farinelli, segretario del Pd di , che invita il centrosinistra ferrarese a rimettere al centro dell’agenda politica il tema dell’occupazione e dello sviluppo, andando oltre il dibattito sulle alleanze e sui possibili candidati.

Farinelli riprende anche una riflessione avanzata nei giorni scorsi da Alessandro Talmelli, già segretario comunale del Pd di : “Dopo le sconfitte subite non basta discutere di alleanze, nomi e formule. Prima dobbiamo rispondere a una domanda: per fare cosa vogliamo stare insieme?”. Una domanda che, secondo il segretario dem di Comacchio, deve necessariamente partire dal lavoro.Farinelli: “Il campo progressista riparta dal lavoro. L’inerzia fa male” 2

Il punto, spiega Farinelli, è che la provincia di Ferrara “non ha un’unica economia”, ma presenta realtà profondamente differenti. “C’è l’Alto Ferrarese, con e la sua forte vocazione manifatturiera. C’è Ferrara, con industria, Petrolchimico, Università e servizi. C’è , dove la vicenda Berco dimostra che quando soffre una grande fabbrica soffre un’intera comunità. C’è , territorio di cerniera tra agricoltura, manifattura e agroindustria”.

E poi c’è la costa. “Ci sono Comacchio e la costa, dove turismo, pesca e commercio producono ricchezza ma anche tanta stagionalità”. Un problema che, per Farinelli, deve essere affrontato insieme a quello delle aree interne, “da a Mesola, Ostellato e Fiscaglia, che devono contrastare spopolamento e perdita di opportunità”.

Il segretario del Pd di Comacchio parte quindi dai numeri, ma invita a non fermarsi alla lettura più immediata dei dati sull’occupazione. “Nel 2025 gli occupati ferraresi sono cresciuti di oltre 8 mila unità. Bene. Ma nello stesso anno la cassa integrazione complessiva è aumentata del 15,7% e quella straordinaria del 67,8%”.

Da qui, secondo Farinelli, nasce la domanda che la politica dovrebbe porsi: “Non può essere soltanto quanto lavoro abbiamo creato, ma che lavoro abbiamo creato”. E ancora: “Quanti giovani hanno un contratto stabile? Quanti possono vivere e progettare una famiglia qui? Quanti lavoratori di Comacchio lavorano dodici mesi e non quattro?”.

È soprattutto sulla qualità e sulla stabilità dell’occupazione che il campo progressista, secondo Farinelli, dovrebbe costruire una nuova proposta politica. E per farlo anche il Pd provinciale deve “cambiare passo e trovarsi di più, non in meet ma dal vivo”. Il riferimento è alla necessità di un confronto più concreto e radicato nei territori, capace di coinvolgere non soltanto i partiti ma il mondo economico e sociale della provincia.

“Sul lavoro serve più voce, più iniziativa, più proposta”, sostiene il segretario dem. Perché, avverte, “l’inerzia fa male: mentre la politica aspetta, le imprese decidono, i giovani partono e i territori perdono competenze e popolazione”.

Da qui arriva la proposta politica vera e propria: “Gli Stati Generali provinciali del Lavoro e dello Sviluppo del campo progressista”. Non un appuntamento puramente politico né “un convegno” o “una riunione tra partiti”, ma un percorso aperto “a progressisti, riformisti, ecologisti, socialisti e civici” e soprattutto alle realtà che quotidianamente vivono i problemi del lavoro: “sindacati, imprese, cooperative, Università, scuole, ITS, lavoratori e giovani”.

Un percorso che, nelle intenzioni di Farinelli, dovrebbe svilupparsi direttamente nei territori, affrontando ogni volta una specifica questione. “A Cento sulla manifattura; a Copparo sull’industria; ad Argenta sull’agroindustria; a Ferrara su Petrolchimico, ricerca e innovazione; a Comacchio su turismo ed economia blu”. Senza dimenticare le aree interne, “che non possono essere una nota a piè di pagina”.

L’obiettivo finale, sottolinea Farinelli, non dovrebbe essere la produzione dell’ennesimo documento programmatico destinato a rimanere sulla carta. “Alla fine servono dieci progetti concreti e verificabili, non centocinquanta pagine di programma”.

E proprio da Comacchio arriva una delle proposte più precise dell’intervento: “Lanciamo una sfida precisa: destagionalizzare il lavoro prima ancora del turismo”. Perché, sostiene Farinelli, la vera destagionalizzazione non può essere misurata soltanto attraverso il numero di turisti presenti sulla costa durante i mesi invernali. “Si misura contando gli stipendi di dicembre”.

È dunque dal lavoro che, secondo il segretario del Pd di Comacchio, dovrebbe ripartire la costruzione di un nuovo campo progressista ferrarese. Prima delle candidature e delle formule politiche, prima ancora delle alleanze, servono idee e una proposta condivisa sui grandi problemi della provincia.

“Prima dei nomi vengono le idee. Prima delle alleanze viene il programma”, conclude Farinelli. E utilizza un’ per sintetizzare il senso della sua proposta: “Mentre discutiamo di quanto deve essere largo il campo, qualcuno deve ricordarsi di seminarlo. E il primo seme deve tornare ad essere il lavoro”.

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