Ferrara: tra crisi demografica, clima e frammentazione sociale
di Giulio Fratta
«Se a monte di un’alleanza politica non possiamo trovare un’alleanza sociale, credo che sia certa la sconfitta: in questi anni il nostro più grande errore è stato quello di aver permesso l’insediamento di fenomeni economici capaci di sotterrare la popolazione e di fare a pezzi la credibilità del nostro partito, il Pd».
Andrea Orlando, ex Ministro della Giustizia, torna a Ferrara per l’incontro finale del Festival dell’Unità dal titolo Geografie del lavoro: dinamiche nazionali e sviluppo locale a Ferrara, coordinato dalla presidente del Cds Chiara Bracci.
La serata è stata dedicata all’analisi delle ragioni per le quali la crisi economica in arrivo nella Città delle Biciclette sia un quadro complesso e dettagliato. Una semplice statistica ha convinto molte aziende ad abbandonare il suolo ferrarese: il 50% del territorio si trova sotto il livello del mare.
Ciò che agli occhi del cittadino può sembrare una curiosità di geografia locale, allo sguardo dell’imprenditore risulta un vero e proprio pericolo per la vita di un’attività: «Per chi lavora nell’ambito dell’ingegneria idraulica, come me, il futuro rappresenta tutto; ogni giorno, al Consorzio, ci si chiede quale sia il domani dei nostri figli, ma la crisi climatica potrebbe cancellare questa parola dal vocabolario di moltissime famiglie ferraresi, dato che, con l’innalzamento del livello del mare, metà della provincia finirebbe sott’acqua». Così Stefano Calderoni, presidente del Consorzio di Bonifica della Pianura di Ferrara, introduce il grande problema della città.
Massimo Zanirato, segretario generale di Uil Ferrara, offre una soluzione: «Sarebbe necessario informare la popolazione al riguardo, troppi uomini e troppe donne non conoscono il grande e vicino pericolo. Abbiamo bisogno della strumentazione adatta, certamente, ma non possiamo andare avanti senza una mentalità diversa».
Ferrara, infatti, a fronte di una deindustrializzazione imponente e un calo demografico spaventoso, non è riuscita a unificarsi, come racconta Chiara Bertelli: «Sono la co-coordinatrice del tavolo provinciale dell’imprenditoria, organizzazione nata per eliminare i problemi economici sfruttando la forza non del singolo, bensì quella del gruppo. È mancata, devo ammettere, la calma, troppe voci hanno provato a sovrastare l’altra con una perdita dell’unità».
Anche la segretaria generale della Cgil Ferrara, Veronica Tagliati, non esita ad evidenziare i punti deboli della struttura economica cittadina: «Una popolazione troppo vecchia rappresenta un reale segnale d’allarme, perché significa che i giovani non riescono a trovare spazio in città».
Continua quindi Giuseppe Tagliavia, segretario generale Cisl Ferrara: «Stiamo provando a riportare i ragazzi e le ragazze a Ferrara, un aumento della media di età significa un calo demografico, un calo demografico significa la rovina della città».
Conclude la serata Annalisa Felletti, consigliera provinciale di parità: «Un altro grande problema spesso trascurato è la discriminazione che prospera in città: discriminazione di genere, discriminazione religiosa, discriminazione etnica. Questi sono solo gli esempi più lampanti, tuttavia a Ferrara ho notato una certa ignoranza sul tema della maternità. Maternità, spesso, ha significato licenziamento. Si è parlato di cambio di mentalità, perché non cominciare da qui?».
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