Festival estivo, le forze di opposizione: “Il metodo Fabbri è un insuccesso”
La reazione delle opposizioni non si è fatta attendere dopo la sentenza del Tar Emilia-Romagna riguardante il Ferrara Summer Festival. Il provvedimento cautelare che ha accolto la richiesta dei residenti di piazza Ariostea, imponendo limitazioni e riduzioni d’orario per gli ultimi otto eventi del programma 2026, diventa un nuovo campo di battaglia politica.
Per Sara Conforti (Pd) si tratta di “un fallimento di un approccio”. Anna Zonari (La Comune) la definisce “la vittoria dei cittadini”. Mentre il giudizio di merito è atteso per novembre, è emerso nel corso del procedimento che dal 2027 il festival non si svolgerà più in piazza Ariostea.
La consigliera Conforti sottolinea di aver sempre sostenuto le ragioni dei residenti sin dall’inizio della questione, senza mai chiedere la sospensione del festival, ma proponendo misure per attenuarne l’impatto. Richiama inoltre i documenti presentati dal Partito Democratico in Consiglio comunale già nel giugno 2025, sostenendo che l’amministrazione abbia scelto di non intraprendere la strada della mediazione.
Secondo la dem, “governare non significa vivere in una campagna elettorale continua, dividendo la città in fazioni e alimentando il conflitto per polarizzare il dibattito”, ma comporta la responsabilità di prevenire e risolvere i conflitti tra residenti, organizzatori e attività economiche.
Nel suo intervento, la consigliera critica anche la gestione amministrativa della situazione. “Se si diffonde l’idea che le norme possano essere eluse, che le procedure siano un impedimento e che chi è più forte possa imporre la propria volontà, allora non siamo più nel campo della buona amministrazione. Siamo nella legge del più forte”, afferma. Conforti osserva anche che i residenti hanno dovuto affrontare spese legali per ricorrere al Tar, mentre il Comune ha speso circa 25mila euro di risorse pubbliche per difendersi nel contenzioso. A suo avviso, anche gli organizzatori sarebbero stati “progressivamente disabituati al rispetto delle regole”, dopo che l’amministrazione avrebbe “smantellato procedure, competenze e modelli organizzativi creati proprio per garantire la convivenza tra eventi e qualità della vita”.
Ancora più severo il giudizio di Anna Zonari, consigliera de La Comune di Ferrara, che definisce il provvedimento cautelare “una vittoria dei cittadini”. Richiamando quanto riportato nell’ordinanza, sottolinea che il Tar ha ritenuto il ricorso supportato da “numerosi elementi di fumus boni iuris”, imponendo limitazioni allo svolgimento dell’edizione 2026 del festival.
Secondo Zonari, il contenuto dell’ordinanza dimostrerebbe le problematiche del regolamento comunale riguardante il rumore e le deroghe agli orari degli eventi, che la consigliera definisce “completamente fuori scala” rispetto alla normativa regionale. “Non è un dettaglio tecnico – afferma – ma la rappresentazione di un’Amministrazione che, per anni, ha redatto le proprie regole senza alcun rispetto per chi vive in quelle aree, ci dorme e ha richiesto per mesi semplicemente di avere un dialogo. Alla faccia della città che interagisce con i propri cittadini”.
Zonari richiama anche una direttiva firmata dal sindaco Alan Fabbri e prodotta agli atti del giudizio, dalla quale si evince la creazione di un gruppo di lavoro incaricato di trovare una nuova collocazione per il Ferrara Summer Festival a partire dal 2027. Una situazione che la consigliera definisce “una resa”, attribuendola alla determinazione dei residenti che hanno scelto di rivolgersi alla giustizia amministrativa.
Nel suo intervento, annuncia infine che la questione proseguirà anche sul piano penale con un nuovo esposto in Procura, finalizzato – secondo quanto riferisce – a fare chiarezza sui rapporti tra il Comune e le società private coinvolte nell’organizzazione della manifestazione.
La consigliera contesta anche l’interpretazione della decisione fornita dal sindaco Fabbri sui social. Secondo Zonari, il primo cittadino avrebbe omesso di menzionare gli effetti concreti del provvedimento cautelare, che ha comportato modifiche al programma del festival, mentre la valutazione definitiva sulla legittimità degli atti impugnati resta affidata alla sentenza di merito del Tar, attesa per il prossimo 4 novembre.
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