La Corte dei Conti segnala problematiche nelle società partecipate. Ritorna alla ribalta il caso Amsef.
di Tommaso Piacentini
Nel corso della commissione di controllo… La Corte dei Conti ha evidenziato diverse problematiche riguardanti alcuni assetti delle società partecipate pubbliche. Ieri (25 maggio), la commissione consiliare ha approvato, con il solo sostegno della maggioranza, la presa d’atto della delibera della sezione regionale della Corte dei Conti, che ha richiesto di discutere le criticità emerse riguardo alle società partecipate in Consiglio Comunale.
Facciamo un passo indietro. Il testo unico sulle società partecipate stabilisce che ogni anno, entro il 31 dicembre, si debba effettuare un’analisi complessiva della partecipazione e approvare “un piano di riassetto per la loro razionalizzazione, fusione o soppressione” da parte degli enti pubblici che possiedono le quote di partecipazione. Questi provvedimenti devono poi essere inviati alla sezione di controllo della Corte dei Conti.
Nell’ultima riunione, svoltasi il 26 marzo 2026, durante la quale è stato esaminato il piano approvato a dicembre 2024 dal Consiglio Comunale, i magistrati contabili hanno messo in evidenza cinque aspetti problematici.
Il primo riguarda la società Agenzia Mobilità e impianti (Ami), Ferrara Expo e Tper. Su questo punto, Matteo Fornasini ha affermato che “verrà confermato quanto indicato nei provvedimenti di ricognizione e quindi le società si qualificheranno come soggetti a controllo pubblico sostanziale”.
È stata riscontrata anche una “discrepanza” per Acosea Impianti Srl riguardo alla sua qualificazione, inizialmente come “in house” e successivamente come “di diritto singolare”. L’assessore Fornasini ha dichiarato che “riporteremo in modo corretto la qualifica di ‘in house’”.
Criticità sono state sollevate anche riguardo ai compensi degli amministratori di Acosea e di Ami. In particolare, la Corte dei Conti ha notato un “superamento dei limiti normativi previsti nella determinazione dei compensi”. Per quanto riguarda la prima partecipata pubblica, l’assessore Fornasini ha spiegato: “Fino al 2018, l’amministratore di Acosea era l’holding ‘Ferrara servizi’. La precedente amministrazione ha richiesto di designare una persona fisica come amministratore, escludendolo così dalla personalità giuridica della holding. Questo ha influito sul compenso, poiché il precedente amministratore riceveva un’indennità di 14mila 400 euro e complessivamente questa separazione ha comportato un adeguamento del compenso pari a 23mila 400 euro”.
Il tema principale che ha acceso il dibattito nella commissione è quello riguardante la separazione societaria effettiva tra la società che gestisce i servizi cimiteriali, ovvero Ferrara Tua, e Amsef, che si occupa di attività commerciali di onoranze funebri. La delibera della Corte dei Conti richiede di “escludere in radice qualsiasi forma di controllo societario da parte della controllante Ferrara Tua che possa influire negativamente sulle condizioni necessarie a garantire la concorrenza nel mercato di riferimento”.
Considerando che la segnalazione della Corte dei Conti si basa su una ‘fotografia’ delle due società al 2023 – ovvero prima della vendita delle quote pubbliche di Amsef -, Fornasini ha dichiarato di aver superato la criticità: “La risposta dell’Amministrazione per affrontare questo tema è stata quella di procedere alla razionalizzazione delle quote di partecipazione di Amsef”.
A questo proposito, il consigliere Davide Nanni (Pd) ha attaccato: “I rilievi formulati dalla Corte dei Conti sul 2023 derivano da quell’operazione che avete definito di massimo risparmio, che è stata la fusione inversa per incorporazione della holding dentro Ferrara Tua. In questo modo avete ripristinato quel conflitto di gestione risolto sui servizi cimiteriali e le onoranze funebri, quindi di nuovo il controllante e il controllore sono coincisi”.
Il consigliere dem ha poi chiesto il motivo per cui, alla richiesta di accesso agli atti fatta insieme al collega Fabio Anselmo riguardo alle due offerte ricevute per rilevare Amsef, “Ferrara Tua ci ha risposto con ritardo, dopo un mese dalla richiesta di accesso agli atti, su sollecitazione, sostenendo che ‘ottempererà alla richiesta di informazione a conclusione della procedura di cessione, non ancora formalmente perfezionata”. E ha concluso: “La Corte dei Conti chiedeva di sanare la situazione, non di vendere le quote”.
L’assessore ha quindi risposto che “non è possibile mettere a disposizione atti finché la procedura non è conclusa. Se desiderate tutti gli atti, dovete avere la pazienza di attendere che la procedura venga completata”.
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