La vicinanza ad Anselmo. Il gesto di Fabbri definito “minaccioso e vile”
Coalizione Civica, Movimento 5 Stelle e Rifondazione Comunista ritornano sui fatti accaduti durante il Consiglio comunale del 27 maggio, esprimendo forti critiche nei confronti del sindaco di Ferrara, Alan Fabbri, e manifestando solidarietà a Fabio Anselmo.
Uscendo dall’assemblea, dove si stava discutendo dell’incidente che ha coinvolto il sindaco e l’assessora Savini, Fabbri aveva lasciato alla stampa un comunicato Ansa che riportava notizie di problemi giudiziari del figlio dell’avvocato risalenti al 2021. Questo gesto ha indotto Anselmo a presentare una querela dopo aver richiesto l’inserimento dell’articolo agli atti, definendolo “un atto intimidatorio”.
“Se con questo gesto intimidatorio – ha dichiarato Coalizione Civica in una nota – il Sindaco ha voluto anche stabilire un confronto tra quanto accaduto e le vicende passate riguardanti il figlio di Fabio Anselmo, allora è necessario constatare con grande preoccupazione che manca del tutto il senso delle istituzioni, del ruolo pubblico ricoperto e dei doveri che ne derivano. Chi occupa cariche istituzionali ha l’obbligo di rendere conto delle proprie responsabilità di fronte alla città, non di utilizzare situazioni personali e familiari altrui come strumento di delegittimazione”.
Inoltre, esprimono “vicinanza umana al figlio di Fabio Anselmo, al quale deve essere garantito il diritto all’oblio, al rispetto della propria privacy e alla possibilità di costruire serenamente il proprio percorso di vita senza essere coinvolto strumentalmente nel conflitto politico”.
“Una situazione che rattrista chi considera l’impegno pubblico come un servizio alla comunità e non come una forma di propaganda o attacco personale – affermano i 5 Stelle -. Da qualsiasi angolazione si osservi, si evidenzia la difficoltà politica di un sindaco incapace di assumersi le proprie responsabilità e pronto a cercare altrove le colpe delle proprie azioni pur di preservare un’immagine che si sta deteriorando”.
Il consigliere regionale del Movimento definisce invece questo comportamento “meschino, che abbassa il livello del dibattito pubblico e dimostra una preoccupante incapacità di distinguere tra responsabilità politica e attacco personale”.
Rifondazione Comunista, che si era presentata alle elezioni nella lista Sinistra unita per Anselmo, sottolinea invece come ci sia “una differenza sostanziale tra il dovere di rendere conto del proprio ruolo istituzionale e il tentativo di trascinare nel fango il dolore privato di una famiglia”.
“Confondere questi aspetti – concludono – significa degradare il dibattito democratico e alimentare un clima politico sempre più tossico. Le istituzioni dovrebbero essere spazi di trasparenza, rispetto e confronto civile, non luoghi in cui si utilizzano le sofferenze personali come arma politica”.
I commenti sono chiusi.