Spese per la coordinatrice regionale di Avviso Pubblico, Calvano: “Un ruolo di prestigio per promuovere la cultura della legalità”
«Desidero porgere le mie congratulazioni e i migliori auguri di buon lavoro alla consigliera regionale Maria Costi per la sua recente nomina a coordinatrice regionale per l’Emilia-Romagna di Avviso Pubblico, la rete nazionale degli enti locali e delle Regioni impegnati nella promozione della cultura della legalità democratica e nel contrasto alle mafie e alla corruzione». Così il capogruppo del Partito Democratico in Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, Paolo Calvano, commenta il nuovo incarico conferito alla presidente della Commissione assembleare V “Giovani, Scuola, Formazione, Lavoro, Sport e Legalità”. «Maria Costi ha sempre evidenziato competenza, sensibilità istituzionale e un impegno costante sui temi della legalità, della trasparenza e della lotta contro le infiltrazioni mafiose. Sono certo che saprà svolgere questo compito con autorevolezza, contribuendo a rafforzare ulteriormente la cooperazione tra le istituzioni e gli enti locali della nostra regione. La cultura della legalità rappresenta un presidio fondamentale per la qualità della nostra democrazia e l’Emilia-Romagna continuerà a essere un punto di riferimento nazionale su tali questioni». La consigliera regionale Maria Costi ha espresso gratitudine ai soci di Avviso Pubblico per la fiducia ricevuta, sottolineando che il suo impegno sarà quello di “potenziare ulteriormente la collaborazione tra i Comuni, le Province, la Città metropolitana, la Regione e tutte le realtà che quotidianamente operano per costruire territori più trasparenti, più equi e più sicuri”. Costi ha inoltre ribadito l’importanza di mantenere alta l’attenzione sulla presenza della criminalità organizzata anche nel Nord Italia: “Proprio in questi giorni i sindaci di tutte le città capoluogo dell’Emilia-Romagna hanno lanciato un appello al Consiglio Superiore della Magistratura affinché non venga sottovalutata la presenza delle mafie nel Nord Italia e che l’esperienza acquisita dalle procure del nostro territorio sia adeguatamente riconosciuta. È una posizione importante, che condivido pienamente: le mafie non conoscono confini geografici e abbassare la guardia sarebbe un errore gravissimo”.
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