Tari, Zerbini risponde a Madeo: “I dati sono reali, il Comune non è un osservatore”
Giada Zerbini, segretaria comunale del Partito Democratico di Ferrara, risponde alla consigliera Iolanda Madeo, accusandola di averle attribuito affermazioni mai fatte e di aver confuso l’assenza delle simulazioni per le singole utenze con la mancanza di dati economici ufficiali.
“Devo riconoscere alla consigliera Madeo una certa inventiva: è riuscita a qualificare come estremamente grave una frase che non ho mai pronunciato”, dichiara Zerbini.
Al centro della controversia si trova l’espressione “aumenti annunciati”, che, secondo la segretaria dem, non sarebbe mai stata utilizzata nel suo intervento precedente. “È Madeo a metterla tra virgolette, ad attribuirmela e poi a costruire la propria replica su di essa”, sostiene Zerbini.
Il tema in discussione riguardava invece il legame tra l’alto livello di raccolta differenziata raggiunto a Ferrara e l’onere della tassa sui rifiuti sostenuto dalle famiglie. La città, ricorda Zerbini, ha raggiunto quasi l’88% di raccolta differenziata, ma questo impegno non avrebbe portato benefici proporzionati né sulle bollette né sulla qualità percepita del servizio.
A sostegno della propria posizione, la segretaria del Pd cita il Rapporto 2025 di Cittadinanzattiva, che evidenzierebbe per Ferrara un incremento del 13,8% rispetto al 2024 per una famiglia-tipo. “Le bollette pagate dai ferraresi, a differenza delle affermazioni che Madeo mi attribuisce, esistono realmente”, osserva.
Un secondo punto di conflitto riguarda i dati relativi al 2026. Madeo avrebbe evidenziato che non sono ancora disponibili le simulazioni delle bollette delle singole famiglie. Una situazione che, secondo Zerbini, non giustifica però l’affermazione che le cifre complessive non esistano.
La segretaria comunale del Pd richiama infatti il Piano economico-finanziario 2026-2029 approvato da ATERSIR. Per il 2026, il documento prevede entrate tariffarie complessive di riferimento pari a 30.208.752 euro, rispetto ai 29.747.842 euro dell’anno precedente, con un incremento aggregato dell’1,55%.
“Questo non implica che la bolletta di ogni famiglia aumenterà automaticamente dell’1,55%. Non l’ho mai affermato”, precisa Zerbini. “Significa però che i numeri ufficiali esistono eccome”.
Secondo la segretaria dem, è quindi necessario distinguere tra il dato economico complessivo, già presente nei documenti approvati, e la distribuzione concreta dei costi tra le diverse categorie di utenza, per la quale non sarebbero ancora disponibili le simulazioni individuali.
La risposta affronta anche il ruolo del Comune nella definizione del Piano economico-finanziario. Zerbini concorda sul fatto che l’amministrazione non possa redigere il Piano “a piacimento”, ma contesta la rappresentazione di un Comune completamente estraneo al processo. “Gli stessi atti Atersir lo confermano: la proposta relativa a Ferrara è stata oggetto di confronto con il gestore e con il Comune; il Consiglio locale l’ha poi condivisa e proposta al Consiglio d’Ambito”, afferma.
Il Comune, sottolinea Zerbini, non decide autonomamente le tariffe, ma partecipa al percorso istituzionale, fornisce dati e partecipa al confronto con il gestore. “Non è il regista unico, certamente. Ma non è nemmeno un turista entrato per caso nella sala”. È proprio sulle azioni intraprese dall’amministrazione durante questo confronto che la segretaria del Pd concentra le proprie domande. Zerbini chiede se il Comune abbia sollecitato Hera a una maggiore efficienza, se abbia contestato specifiche voci di costo e se abbia proposto risparmi o misure di contenimento a tutela dei cittadini. “ARERA stabilisce le regole del gioco, ma non obbliga il Comune a fare la comparsa”, dichiara. “Affermare semplicemente che lo prevede il sistema non equivale a governare”.
Per Zerbini, il nodo politico rimane la mancanza di un beneficio economico chiaramente percepibile dai cittadini, nonostante l’elevata percentuale di raccolta differenziata raggiunta dalla città. “Se i cittadini raggiungono quasi l’88% di raccolta differenziata e questo grande impegno non produce un beneficio economico percepibile, allora esiste un problema. E la politica ha il dovere di affrontarlo, non di nasconderlo dietro formule regolatorie”.
La segretaria comunale del Partito Democratico rilancia quindi le domande già poste nel precedente intervento: perché chi differenzia così tanto continui a pagare sempre di più, quali benefici economici concreti ricevano le famiglie, come siano utilizzate le risorse generate dal sistema e quali iniziative abbia intrapreso il Comune nelle sedi istituzionali competenti.
“A queste domande Madeo non risponde”, conclude Zerbini. “Io ho posto domande su numeri reali. Madeo ha risposto a parole immaginarie. Se questa è la gravità inaudita, allora forse ciò che questa maggioranza considera davvero intollerabile non sono le affermazioni false, ma le domande alle quali non sa, o non vuole, rispondere”.
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