Vignali (Forza Italia): “Nessun paziente dell’Ausl di Ferrara è attualmente assistito tramite teleassistenza”
“In base ai dati forniti dalla Regione relativi a marzo 2026, non risulta che alcun paziente non autosufficiente o con difficoltà di autogestione in carico all’Ausl di Ferrara sia attualmente seguito tramite teleassistenza”. Questa affermazione è stata rilasciata dal presidente del Gruppo Forza Italia nell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, Pietro Vignali.
“A Ferrara, invece, sta iniziando a diffondersi l’uso del telemonitoraggio, che attualmente coinvolge 1183 pazienti – ha continuato il capogruppo regionale azzurro – Tuttavia, l’intera Emilia-Romagna si trova in una situazione di notevole arretratezza nell’adozione dei servizi di telemedicina: solo 3.027 pazienti sono in teleassistenza e 7.262 in telemonitoraggio, per un totale di poco più di 10.000 assistiti. Questo corrisponde a circa l’1% del potenziale stimato, che a livello regionale supera il milione di cittadini, tra cui: circa 350.000 persone non autosufficienti, con limitazioni nelle attività quotidiane; oltre 700.000 cittadini non autogestiti che affrontano difficoltà nella gestione autonoma della propria patologia cronica. La teleassistenza rappresenta un servizio di supporto alla persona, che integra aspetti sociali e sanitari, mentre il telemonitoraggio permette il monitoraggio a distanza dei parametri clinici attraverso dispositivi tecnologici. Entrambi i servizi possono apportare miglioramenti significativi nella gestione dei pazienti vulnerabili e generare risparmi considerevoli, grazie alla diminuzione degli accessi inappropriati al pronto soccorso, dei ricoveri ospedalieri, delle giornate di degenza e delle prestazioni in lista d’attesa. Secondo stime conservative, con 200.000 pazienti seguiti in telemedicina si potrebbe realizzare un risparmio compreso tra i 30 e i 40 milioni di euro, solo per la riduzione dei ricoveri. In risposta a questi vantaggi, sono stati effettuati investimenti significativi anche attraverso il PNRR, che per quanto riguarda la Regione Emilia-Romagna ha permesso l’acquisto di 4.570 kit per il telemonitoraggio e 92 spirometri, per un valore totale di oltre 4,2 milioni di euro. Tuttavia, a quasi due anni dall’acquisto (2024), solo 379 dispositivi risultano effettivamente in uso, mentre la maggior parte rimane ancora nei magazzini aziendali. Nel caso specifico dell’AUSL di Ferrara, solo 19 di questi kit sono utilizzati, mentre 322 sono ancora nei magazzini aziendali.”
“Invece di continuare a giustificare le problematiche del sistema sanitario con il sottofinanziamento nazionale, la Giunta regionale e i dirigenti aziendali dovrebbero focalizzarsi sull’implementazione concreta di strumenti già disponibili e finanziati – ha concluso Vignali – È fondamentale un cambiamento immediato per portare la telemedicina al di fuori dei documenti programmatici e renderla finalmente operativa, sia a Ferrara che nel resto dell’Emilia-Romagna.”
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