CES 2026, Lenovo illumina Las Vegas: l’IA entra in scena come un grande spettacolo
Un momento del concerto di Gwen Stefani che ha concluso Lenovo Tech World
Al Sphere di Las Vegas, la tecnologia è stata al centro della scena per una notte, all’interno di una struttura che è essa stessa un effetto scenico: un guscio alto 112 metri e largo 157 metri, rivestito all’esterno da oltre 54.000 metri quadrati di LED e dotato di uno schermo interno con risoluzione 16K che costringe il pubblico a guardare verso l’alto per vedere dove finisce.
Nello stesso luogo in cui si svolgono solitamente produzioni e residenze come quelle di U2, Eagles e Backstreet Boys, Lenovo ha organizzato il suo evento principale: lunghe file all’esterno, seguite da una vista mozzafiato di un’arena gremita: quasi 15.000 persone sedute di fronte a una superficie convessa massiccia progettata per trasformare ogni video in un’esperienza immersiva.
In questo microcosmo immerso nel rosso – il colore associato alla multinazionale cinese che domina il mercato dei personal computer – si è tenuta Lenovo Tech World, un evento di grande rilievo ai margini del CES, la più importante fiera mondiale dell’elettronica di consumo.
Ai piedi della gigantesca parete LED, Yang Yuanqing è emerso dall’unica piccola apertura che interrompe la superficie luminosa. Si tratta di un rettangolo nero netto, simile a quello attraversato da Jim Carrey alla fine di The Truman Show, quando attraversa il cielo artificiale per tornare alla realtà.
Avvolto da una luce rossa densa e uniforme, l’amministratore delegato di Lenovo è apparso sul palco come un astronauta appena atterrato su Marte.
Dopotutto, l’era in cui viviamo sembra pura fantascienza: conversiamo in modo naturale con le macchine. E i computer sembrano davvero capirci, sebbene siano privi di qualsiasi forma di coscienza.
La nuova era dell’IA ibrida
Yuanqing si è unito a Lenovo nel 1989. Vent’anni dopo è diventato amministratore delegato. Ancora una volta, ha il compito di incarnare la direzione dell’azienda mentre il settore cerca di stabilire la grammatica del computing personale nell’era dell’IA.
Nel suo discorso di apertura, Yuanqing ha delineato un’evoluzione dell’intelligenza artificiale che va oltre la generazione di testo, codice o immagini, descrivendola come una tecnologia che «percepisce il nostro mondo tridimensionale, comprende come le cose si muovono e si connettono» e impara dalla complessità umana.
Per l’amministratore delegato di Lenovo, questa trasformazione è «profondamente personale», poiché l’IA affina l’intuizione e la creatività attingendo da una fonte unica: «linguaggio, abitudini, esperienze e ricordi». In questo senso, l’IA può «automatizzare, elevare e massimizzare il potenziale umano».
A livello aziendale, secondo Yuanqing, l’impatto è ancora più radicale: l’IA non si limita a ottimizzare i processi; potenzia le organizzazioni a utilizzare i loro dati operativi, a imparare i loro flussi e ad applicare la loro logica decisionale per «creare valore ed evolversi come entità che imparano e si reinventano».
Da qui la nozione di un nuovo capitolo in cui i mondi digitale e fisico convergono. Yuanqing ha sottolineato che non esiste un modello valido per tutti: «ogni persona è unica, ogni organizzazione è diversa», e l’IA generica basata su informazioni pubbliche non è più sufficiente.
La risposta di Lenovo, ha spiegato, è un’IA personale costruita attorno alle persone e un’IA aziendale su misura per le catene del valore delle imprese. Insieme all’IA pubblica, questi componenti definiscono ciò che la multinazionale cinese definisce «una nuova era: IA ibrida».
Per illustrare e spiegare meglio questa nuova era, l’amministratore delegato di Lenovo ha invitato sul palco una delle figure chiave della corsa all’IA: Jensen Huang, amministratore delegato di Nvidia.
La nuova Giga Factory per l’IA Cloud di Lenovo
Nel loro dialogo sul palco, Yang Yuanqing e Jensen Huang hanno caratterizzato la fase attuale dell’intelligenza artificiale come un cambiamento di piattaforma paragonabile alle grandi transizioni che hanno segnato il settore IT dagli anni ’80.
Huang ha ricordato come lui e Yuanqing si siano incontrati «all’alba della rivoluzione del PC», attraversando internet, cloud e mobile, fino a ciò che lui chiama ora una nuova piattaforma: «applicazioni costruite sull’IA».
In questa prospettiva, l’intelligenza artificiale diventa il livello fondamentale del computing, «quasi un sistema operativo», con i modelli linguistici di grandi dimensioni destinati a fungere da base per le applicazioni future.
L’ampiezza del cambiamento, ha sottolineato Huang, è ancora più profonda perché reinventa l’intera stack tecnologico: dalle applicazioni tradizionali che girano su CPU ai sistemi IA che funzionano su GPU, rendendo necessaria la modernizzazione degli investimenti accumulati nel corso dei decenni nel settore IT.
Questa transizione apre, secondo Huang, «opportunità dell’ordine del trilione di dollari», trainata dal calcolo accelerato, dall’IA generativa e ora dall’IA basata su agenti, in un contesto in cui le dimensioni dei modelli e il numero di token crescono a tassi esponenziali, specialmente con l’espansione dei sistemi di inferenza e ragionamento.
Yuanqing ha notato che la visione di Lenovo è «completamente allineata» con quella di Nvidia. Ha ricordato che a Tech World 2025 le due aziende avevano presentato congiuntamente il concetto di IA ibrida, annunciando innovazioni congiunte quasi ogni trimestre da allora.
Il nuovo capitolo di questa partnership, ha spiegato Yuanqing, è il lancio della Lenovo AI Cloud Giga Factory con Nvidia, basata sulla piattaforma Vera Rubin svelata da Huang poco prima del CES.
Huang ha sottolineato che questa iniziativa mostra un’abilità spesso sottovalutata di Lenovo: la capacità di progettare, costruire e installare sistemi complessi su scala globale, notando che «un terzo dei 500 supercomputer più veloci del mondo sono costruiti da Lenovo».
L’obiettivo, ha detto l’amministratore delegato di Nvidia, è trasformare quell’esperienza in un prodotto, consentendo ai clienti di passare «dagli computer alle fabbriche di IA» nel minor tempo possibile.
A rafforzare la partnership c’è anche la tecnologia di raffreddamento liquido Neptune, che secondo entrambi gli amministratori delegati rende Lenovo «l’unica azienda in grado di combinare progettazione interna, produzione in-house e servizi globali a questa scala», un elemento chiave per rendere operativa, materializzare e industrializzare la visione dell’IA ibrida.
Qira, l’IA diventa personale
La conversazione con Huang ha preparato il terreno per uno degli annunci più significativi della serata: l’introduzione di un’IA personale di nome Qira. Presentandola, Yang Yuanqing l’ha descritta come «il nostro primo super agente IA personale», chiarendo che in Cina è nota come Tianxi e che sarà «orchestrata su tutti i dispositivi» per offrire un’esperienza di intelligenza artificiale davvero personalizzata.
Secondo l’amministratore delegato di Lenovo, tutto inizia con la percezione: attraverso sensori, dispositivi indossabili come occhiali e ciondoli intelligenti, e tecnologie ambientali come le telecamere per le sale riunioni, l’IA personale «vedrà ciò che vedi e sentirà ciò che senti», sempre con il consenso dell’utente.
Questa fase è seguita dalla collaborazione, resa possibile attraverso PC, tablet e smartphone, tramite i quali Qira assiste nella pianificazione, preparazione e comunicazione, evolvendosi mentre impara. Il cuore di questo percorso è ciò che Yuanqing ha definito un «computer IA privato».
Nel tempo, ha dichiarato l’amministratore delegato, l’IA personale evolve in «un partner cognitivo», capace di pensare e agire in allineamento sempre più stretto con l’utente.
Nella visione di Lenovo, Qira ridefinisce ciò che significa avere tecnologia costruita attorno alle persone: opera su telefoni, PC, tablet e dispositivi indossabili, è disponibile ovunque sia necessaria l’IA e funziona senza interruzioni su diverse piattaforme, da Windows ad Android.
Il concetto di «Intelligenza Ambientale Personale»
Nel quadro di Lenovo, Qira appare come «Lenovo Qira» sui prodotti Lenovo e come «Motorola Qira» sui dispositivi Motorola, presentando la stessa intelligenza unificata dietro interfacce diverse. È un’IA che l’azienda descrive come «intelligenza ambientale personale»: non semplicemente un assistente da interrogare, ma uno strato sempre attivo che cerca di mantenere il contesto, le attività e i dati mentre l’utente passa da un dispositivo all’altro.
Qira, spiega Lenovo, può suggerire proattivamente, rispondere istantaneamente quando chiamata o rimanere silenziosa in background fino a quando non è necessaria, adattandosi alle preferenze di ogni utente. Si attiva naturalmente dicendo «Ehi, Qira», premendo un pulsante dedicato o toccando un comando rapido sullo schermo.
L’importanza di questo annuncio è stata chiarita ulteriormente pochi minuti dopo da Luca Rossi, Presidente del Gruppo Dispositivi Intelligenti di Lenovo, che ha spiegato come Qira inauguri una nuova era di IA personale, progettata attorno agli utenti e basata sulla fiducia e sul controllo totale sui propri dati.
Un super agente IA per ogni dispositivo
Rossi ha sottolineato che questo super agente può operare senza interruzioni su laptop, smartphone e dispositivi indossabili, trasformando l’intelligenza artificiale da strumento passivo in un potente elemento distintivo nel mondo reale.
Luca Rossi ha anche presentato un concept Motorola. Un piccolo ciondolo, dotato di una telecamera e altoparlante integrati, che consente agli utenti di indossare l’IA e interrogarla in qualsiasi momento.
Per discutere del futuro dei dispositivi indossabili nell’era dell’IA, Cristiano Amon, CEO e Presidente di Qualcomm, è salito sul palco, i cui chip Snapdragon forniscono la potenza di calcolo necessaria per computer, smartphone e occhiali intelligenti per eseguire compiti complessi.
Amon ha descritto l’emergere di una nuova classe di dispositivi destinati a trasformare la relazione quotidiana con la tecnologia. Si tratta di dispositivi indossabili intelligenti che diventano «il vero dispositivo di IA personale», sempre attivi e compagni contestuali capaci di reagire in tempo reale e colmare il divario tra mondo fisico e digitale.
Il valore dei dati nell’era dei dispositivi indossabili equipaggiati con IA
Il punto chiave, ha sottolineato l’amministratore delegato di Qualcomm, è la gestione dei dati: con il consenso dell’utente, questi dispositivi avranno accesso alle informazioni personali rilevanti, decidendo cosa rimane sul dispositivo e cosa viene elaborato nel cloud.
Per Amon, il potenziale di mercato per i dispositivi indossabili è enorme, con una traiettoria che potrebbe portare a decine di milioni di dispositivi entro pochi anni.
<p“il motivo per cui parliamo di dispositivi indossabili e di questi dispositivi di IA personali,” spiega Amon, “è che gli esseri umani hanno già deciso cosa indossare: occhiali, gioielli, ciondoli, anelli, braccialetti, spille. questa è l’opportunità in cui il settore tecnologico si fonderà con il settore della moda.” in questo scenario, la partnership di Qualcomm con Lenovo e Motorola è citata come esempio di un’azienda in grado di “rendere intelligenti gli oggetti quotidiani”, dagli occhiali intelligenti “che vedono ciò che vedi e sentono ciò che senti”, muovendosi naturalmente con il corpo.
Questa visione è resa possibile dall’evoluzione di Snapdragon, che deve combinare dimensioni compatte, efficienza energetica e sufficiente potenza di calcolo per eseguire modelli con miliardi di parametri localmente mantenendo al contempo connettività avanzata. Qualcomm si riferisce a tecnologie in grado di utilizzare il Wi-Fi con un consumo simile a quello del Bluetooth, fino alla connettività cellulare, per rimanere sempre connessi al proprio agente IA.
Al centro di tutto, ha spiegato Amon, c’è un’architettura a basso consumo «sempre attiva», in cui l’IA opera sul dispositivo e nel cloud secondo un modello ibrido.
Qui emerge la visione strategica più ampia: il valore dei dati edge. I dati generati vicino all’utente, in tempo reale, forniscono un contesto unico e difficile da replicare. Amon, a questo riguardo, ha avanzato una previsione: «Credo che chiunque sappia sfruttare i dati edge e fornire qualcosa di rilevante per l’utente sarà il vincitore nella corsa all’IA».
I dati, inevitabilmente, sollevano la questione della governance. Lenovo, a questo riguardo, si concentra su un’«architettura di IA ibrida privacy-first» che consente all’utente di scegliere tra l’elaborazione sul dispositivo e il cloud computing.
Questa configurazione dovrebbe consentire a Qira di diventare un «compagno» che agisce quando necessario, senza trasformarsi in un’infrastruttura opaca.
Qira e Copilot, una possibile coesistenza
Ma come si integrerà Qira nel sistema operativo Microsoft, il sistema operativo per personal computer prodotto dall’azienda guidata da Yuanqing? Come coesisterà con Copilot, il chatbot del gigante di Redmond che ha recentemente guadagnato un tasto dedicato sulle tastiere dei computer?
Per spiegare questo, Luca Rossi ha intrattenuto una conversazione sul palco con Yusuf Mehdi, Vicepresidente Aziendale e Chief Marketing Officer Consumer di Microsoft.
Mehdi ha inquadrato Qira come il punto di convergenza tra l’ecosistema di Lenovo e le tecnologie di Redmond. «Siamo entusiasti di portare tutto il potere della tecnologia Microsoft in Lenovo Qira», ha dichiarato, spiegando che Azure e Windows Extend forniranno «i modelli e l’infrastruttura IA più avanzati» per garantire prestazioni coerenti ovunque gli utenti utilizzino i loro dispositivi.
L’obiettivo, ha aggiunto Mehdi, è una crescente integrazione tra Copilot e Qira per offrire «esperienze più intelligenti, intuitive e naturali» capaci di unificare l’esperienza cross-device.
Mehdi ha ricordato che negli ultimi due anni Lenovo e Microsoft hanno «rimodellato completamente il PC dall’interno verso l’esterno», dalla funzionalità al design, per integrare naturalmente l’IA nel flusso di lavoro.
L’interazione, ha spiegato, inizia da voce e testo, con un PC «abbastanza intelligente da comprendere il contesto» grazie a funzionalità come Copilot Voice e Copilot Vision, sempre con il consenso dell’utente. L’IA può quindi suggerire, assistere e adattarsi a ciò che appare sullo schermo, combinando l’elaborazione sul dispositivo per garantire privacy e bassa latità con la potenza del cloud.
Guardando al futuro, Rossi ha sottolineato l’importanza di un’esperienza fluida tra telefono e PC. Mehdi ha risposto evidenziando la recente integrazione di Copilot sugli smartphone Motorola come uno degli sviluppi più significativi: dalla sincronizzazione dei messaggi all’accesso diretto all’app Copilot dalla schermata home, a un’interfaccia più espressiva e personalizzabile.
«Le persone vivono su più dispositivi e si aspettano continuità», ha concluso Mehdi, affermando che Lenovo e Motorola, insieme a Microsoft, sono «in una posizione unica» per costruire esperienze realmente integrate tra PC e dispositivi mobili.
Lisa Su, CEO di AMD: «Viviamo in una nuova era del computing»
Quando Yang Yuanqing è tornato sul palco, ha chiamato uno degli «architetti» dell’IA, celebrato da Time come «Persona dell’Anno» insieme a molti altri innovatori nella corsa all’IA: Lisa Su, CEO di AMD, che quest’anno ha aperto il CES 2026 con il suo discorso principale.
Al pubblico presente allo Sphere di Las Vegas, Su ha dichiarato che stiamo vivendo «una nuova era del computing», in cui l’IA diventa una capacità distribuita ovunque, dai data center all’edge.
Per le imprese, ha spiegato, l’IA deve essere «aperta, efficiente e affidabile», eseguibile nel cloud, on-premise e all’edge, con libertà di scelta tra diverse CPU, GPU e acceleratori, perché «non esiste una risposta valida per tutti».
Con l’accelerazione della domanda di inferenza e la crescita delle dimensioni dei modelli, Su ha indicato l’infrastruttura AI su scala rack come elemento chiave, annunciando che Lenovo sarà tra i primi fornitori di sistemi ad adottare l’architettura Helios di AMD.
Il messaggio finale di Su è stato strategico: il futuro del computing dipenderà dalla profonda collaborazione all’interno dell’ecosistema e dalla capacità per i clienti di implementare l’IA dove crea il maggior valore.
FIFA e la Coppa del Mondo IA
La conclusione di Lenovo Tech World è stata dedicata alla partnership tra Lenovo e FIFA, in vista della prossima Coppa del Mondo di calcio che si terrà quest’anno in Nord America.
Yang Yuanqing ha spiegato come le soluzioni tecnologiche di Lenovo assistano già gli arbitri nelle decisioni di fuorigioco «con sicurezza e quasi senza ritardi», introducano avatar dei giocatori alimentati dall’IA per una rappresentazione più realistica e rendano possibile osservare la partita da un’altra angolazione grazie alla stabilizzazione delle immagini dalle telecamere indossate dagli arbitri.
Infine, Gianni Infantino, presidente della FIFA, è salito sul palco, definendo la Coppa del Mondo 2026 «il più grande spettacolo mai visto sul pianeta», con sette milioni di spettatori previsti negli stadi e fino a sei miliardi di persone davanti agli schermi in tutto il mondo.
Infantino ha annunciato che FIFA e Lenovo «abbracceranno pienamente l’intelligenza artificiale» attraverso Football AI, una piattaforma progettata per supportare squadre, arbitri e tifosi.
La prima componente è Football AI Pro, un assistente basato su IA generativa che, secondo Infantino, «democratizzerà l’accesso ai dati» fornendo analisi avanzate a tutte le 48 nazioni partecipanti e in seguito anche ai tifosi.
«Questo è solo l’inizio», ha detto Infantino, discutendo dei futuri sviluppi mirati a rendere