In Italia si forma il campione europeo per la guida autonoma. Raccolta straordinaria di 38 milioni.

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L’Italia si inserisce con decisione nella competizione globale per la mobilità autonoma. Niulinx, spin-off del Politecnico di , specializzata nello sviluppo della guida autonoma, ha ottenuto un round di finanziamento straordinario da 38 milioni di euro, il più significativo investimento italiano nel settore, con A2A e CDP Venture Capital come investitori principali (entrambi con un contributo di 10 milioni). Hanno partecipato all’operazione anche AFL, Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, Pirelli, VC Partners SGR, MOST – Centro per la Mobilità Sostenibile, Fondazione ICO Falck e investitori privati di rilevanza internazionale.

La startup è impegnata nello sviluppo dell’intero sistema tecnologico: dalla percezione dell’ambiente alla pianificazione del tragitto, dal controllo del veicolo alla gestione remota della flotta. La tecnologia è frutto del gruppo di ricerca AIDA – Artificial Intelligence Driving Autonomous del POLIMI, diretto dal Professor Sergio Matteo Savaresi.

Con oltre 60 professionisti tra ingegneri e data scientist (età media 25 anni), Niulinx rappresenta la prima iniziativa italiana di mobilità autonoma con ambizioni e visione europee. La società è guidata dal CEO Luca Foresti, imprenditore noto per la sua esperienza nel settore sanitario (14 anni alla direzione del Centro Medico Santagostino), dal CFO Gian Marco Felice e dal CTO Cristiano Bonetti.

Guida autonoma in Europa: un’opportunità da 300 miliardi

L’entusiasmo di Foresti per la guida autonoma non è una novità. “La seguo da dieci anni. Le motivazioni per cui questa tecnologia rappresenta una vera rivoluzione sono piuttosto evidenti”. Il mercato globale della guida autonoma vale attualmente oltre 50 miliardi di dollari e si prevede che superi i 300 miliardi entro il 2035. Mentre Stati Uniti e Cina vantano diversi attori consolidati, l’Europa non ha ancora un leader continentale. “Niulinx è stata creata proprio per colmare questa lacuna: non replicando il modello americano, ma sviluppando un approccio industriale europeoregolatory-first, capital-efficient, progettato per espandersi attraverso collaborazioni con operatori locali”, afferma Foresti.

Il ragionamento si basa sulla mobilità attuale: un sistema multimodale in cui l’automobile, nonostante la sua diffusione (45 milioni in Italia), risulta un mezzo inefficiente. “Il 90% delle auto è fermo. Questo spreco di spazio e risorse, insieme ai costi elevati di alternative come i taxi, evidenzia la necessità di un servizio di trasporto punto a punto più efficiente. È chiaro che le persone utilizzeranno flotte di auto a guida autonoma per i loro spostamenti”, sottolinea Foresti.

Il modello unico di Robot-Sharing

Niulinx non parte da zero, ma su una base solida già testata. Nel 2025, il progetto pilota del Gruppo A2A, Politecnico di Milano e MOST – Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile ha portato sulle strade di Brescia la sperimentazione di una tecnologia di guida autonoma. Questa sperimentazione ha dimostrato l’efficacia di veicoli elettrici che, in autonomia, raggiungono l’utente per un innovativo servizio di car sharing.

Da qui scaturisce il modello di business iniziale di Niulinx: il “robot-sharing“. Con questo sistema, l’auto arriva autonomamente, il cliente la guida fino a destinazione e poi il veicolo si dirige autonomamente verso una stazione di ricarica o un nuovo utente. Un modello che, oltre a essere redditizio, fornirà i dati essenziali per sviluppare in futuro il vero e proprio robotaxi.

L’approccio tecnologico (ibrido) di Niulinx

La startup sviluppa tutta la tecnologia necessaria per la guida autonoma: da come l’auto “percepisce” l’ambiente circostante, a come “determina” il percorso e controlla il veicolo, adottando un approccio ibrido.

L’azienda utilizza un mix di intelligenza artificiale e controllo umano. L’AI si occupa della “percezione” (cioè trasformare i dati grezzi dei sensori in informazioni utili, come riconoscere un semaforo o un ciclista a una certa distanza). Per i casi più rari e complessi – quelli che il sistema non riesce a gestire autonomamente – Niulinx propone una soluzione innovativa: invece di investire somme ingenti per addestrare gli algoritmi a coprire ogni singola eventualità, prevede che l’auto si fermi e venga guidata a distanza da un operatore umano. Questa strategia consente di ottenere l’omologazione (Livello 4 a velocità limitata a 30 km/h) senza i costi proibitivi della gestione di tutti gli “edge cases” fin dall’inizio. Una volta che il servizio sarà redditizio e la flotta su strada aumenterà, la startup raccoglierà i dati necessari per evolvere verso il robotaxi.

Una coalizione senza precedenti

Il round da 38 milioni di euro ha riunito una coalizione industriale senza precedenti in Italia nel settore della mobilità, dell’energia e delle infrastrutture.

Oltre a A2A e CDP Venture Capital, hanno investito AFL, Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, Pirelli, VC Partners SGR, MOST – Centro Nazionale per la Mobilità Sostenibile, e Fondazione ICO Falck, che ha già supportato la sperimentazione del Politecnico. Completano il quadro investitori di profilo internazionale come Emilio Frazzoli e Stefano Bernardi. La presenza di Ferrovie dello Stato è considerata cruciale per lo sviluppo di una mobilità multimodale in Europa, integrando la guida autonoma con la rete ferroviaria esistente.

L’investimento finanzierà la crescita di Niulinx su tre fronti: il completamento dello stack di guida autonoma e il percorso di omologazione europea, l’espansione del team fino a oltre 100 ingegneri e l’avvio del modello di franchising con operatori locali in mercati chiave europei.

L’obiettivo principale di Niulinx è ambizioso: essere tra i primi in Europa a omologare la guida autonoma e a fornire un servizio a pagamento. Questo “primo grande successo”, atteso entro tre anni, aprirà le porte a un massiccio dispiegamento su larga scala. Foresti è ottimista: “Entro il 2029 saliremo su una macchina Niulinx.”

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