La Meloni inesistente: analisi del motivo per cui la premier sta emergendo sui social come simbolo anti-Trump.

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Fotogramma tratto da uno dei dei video realizzati con IA che circolano su TikTok 

Nel contesto della guerra tra Stati Uniti e Iran, del blocco dello Stretto di Hormuz e della frattura tra e Meloni che ridefinisce le relazioni transatlantiche, il principale contenuto condiviso dalla premier italiana sui social non è la sua politica estera, bensì un suo alter ego digitale. Una Giorgia Meloni che minaccia di chiudere le basi americane in Italia, sostiene il diritto di Teheran a bloccare Hormuz e critica il presidente statunitense riguardo all’arsenale nucleare. Tuttavia, nessuna di queste affermazioni è stata realmente pronunciata.

Un’analisi del fenomeno è stata condotta in un report recentemente pubblicato da NewsGuard, l’organizzazione dedicata all’analisi della disinformazione fondata da Steven Brill e Gordon Crovitz. A partire da gennaio 2026, i ricercatori Michele Calamaio e Giulia Pozzi hanno identificato quattro affermazioni false create per rappresentare la premier italiana come avversaria di Trump: complessivamente, queste fake news hanno accumulato 18 milioni di visualizzazioni su X e 1,6 milioni su TikTok entro il 30 aprile. Secondo gli autori, la dinamica sembra mirare a enfatizzare le tensioni tra ed Europa, suggerendo che anche Meloni, politicamente affiancata al presidente americano, si sia schierata contro di lui: se l’alleato europeo più vicino a Washington si oppone, l’isolamento di Trump diventa percepibile come un dato di fatto.

NewsGuard colloca le quattro affermazioni in un contesto più ampio. Dall’agosto 2025, i ricercatori hanno catalogato in totale sedici dichiarazioni inventate attribuite a membri del governo italiano, per un totale di 29 milioni di visualizzazioni su X al 4 maggio. A diffonderle sono principalmente account ostili all’Occidente, critici nei confronti di Israele, filo-iraniani e filo-russi: profili che frequentemente promuovono narrazioni anti-occidentali, ma per i quali, sottolineano gli autori, NewsGuard non ha trovato prove di collegamenti con campagne di influenza sostenute da governi. Non si tratterebbe quindi di un’operazione di Stato centralizzata, ma di un insieme di utenti, attivisti e propagandisti che convergono autonomamente sugli stessi obiettivi narrativi, riconoscendo nei membri del governo italiano un bersaglio utile.

Il caso più immediatamente identificabile come falso è un video pubblicato il 16 aprile 2026 dall’utente TikTok @maurizi20, in cui Meloni si rivolge a Trump con un imperativo “Presidente Trump, a un certo punto bisogna dirlo chiaramente: così non si guida il mondo”. Il filmato, accompagnato da una grafica che lo presenta come un discorso censurato dalle televisioni, è completamente falso. NewsGuard lo ha analizzato con Hive, riscontrando una probabilità del 99 per cento che fosse generato dall’intelligenza artificiale, e ha identificato i tipici di artificialità: espressioni facciali meccaniche, movimenti innaturali e incoerenze grammaticali nel parlato. Dalla verifica incrociata con Facta emerge che il video è stato creato a partire da un discorso reale di Meloni a del 3 marzo 2026, in cui però la premier non aveva pronunciato nulla di simile. L’account che lo ha pubblicato per primo, @_virdis_77, lo descriveva nella didascalia come una simulazione, un avviso che è scomparso nelle riprese successive. Per NewsGuard, questo è uno dei rari casi della serie a essere veicolato da utenti di lingua italiana, ed è stato condiviso sia da sostenitori della premier, che lo hanno interpretato come prova di forza politica, sia da suoi critici, che lo hanno utilizzato per lamentare un allontanamento da Trump avvenuto troppo tardi. La stessa fabbricazione, in altre parole, ha funzionato simultaneamente come strumento per due fazioni opposte.

@_virdis_77

Questo video è una simulazione: immagina un discorso che Giorgia Meloni dovrebbe avere il coraggio di fare davvero. Un intervento netto, chiaro, capace di prendere posizione anche davanti a figure come Donald Trump, invece di restare nel silenzio diplomatico. Perché su temi internazionali così delicati, il punto non è solo mantenere rapporti politici, ma dimostrare autonomia, coerenza e responsabilità. Nella realtà, su molte questioni decisive il governo italiano ha scelto prudenza o silenzio. In questa simulazione, invece, prende finalmente parola e dice ciò che molti si aspettano da un Presidente del Consiglio: una posizione chiara, seria e senza ambiguità.

♬ audio originale – Virdis

Più virale e tecnicamente più sofisticato è il post del 21 gennaio 2026 pubblicato dall’utente @IndiaTales7, profilo indiano dichiaratamente anti-Trump, che ha raggiunto 3,7 milioni di visualizzazioni e 53 mila like al 28 aprile. Vi appare un estratto di una conferenza stampa di Meloni accompagnato da un finto botta e risposta: alla presunta affermazione di Trump sull’inutilità della NATO senza l’America, si vede la premier rispondere chiudendo le basi statunitensi, annullando gli accordi commerciali e paventando il boicottaggio di McDonald’s. NewsGuard ricostruisce che la frase è tratta dalla conferenza stampa di fine anno al Consiglio dell’Ordine dei giornalisti, il 9 gennaio 2026, dove Meloni rispondeva con tono sarcastico a una domanda sul rapporto con Trump, citando le posizioni dei suoi critici per smontarle, non per condividerle. Nella stessa risposta, anzi, la premier ribadiva che Unione europea e legame transatlantico restano i pilastri della politica estera italiana e che eventuali disaccordi con Washington non implicano una rottura. La clip era stata isolata l’11 gennaio dall’account ufficiale del collettivo Anonymous, in una versione ridotta a una ventina di secondi, e poi ripresa nella forma del finto dialogo: la decontestualizzazione, qui, non passa dall’intelligenza artificiale ma dal montaggio e dalla traduzione tendenziosa.

Le altre due fake news identificate da NewsGuard riguardano la crisi dello Stretto di Hormuz. Un post del 6 aprile 2026 dell’account filo-iraniano @GBX_Press attribuiva a Meloni l’annuncio di un viaggio a Teheran per riaprire lo Stretto al traffico italiano e l’esplicito sostegno al presunto diritto iraniano di bloccarlo, raggiungendo 623.800 visualizzazioni e 17 mila like. Come sottolinea NewsGuard, la realtà documentale è opposta: una dichiarazione congiunta firmata dall’Italia con altri governi europei e i comunicati ufficiali del Consiglio dei Ministri hanno condannato la condotta iraniana e ribadito il principio della libertà di navigazione, in linea con la posizione espressa da Meloni anche al vertice della Comunità politica europea di Erevan del 4 maggio.

L’ultimo episodio, il 15 aprile 2026, riguarda un post dell’utente filo-iraniano @Vincentt1987, che ha attribuito a Meloni una risposta a Trump in cui la premier ricordava come, dei nove Paesi dotati di armi nucleari, solo gli Stati Uniti le abbiano effettivamente utilizzate, esortando il presidente americano a moderare i toni. Il post, con 445.400 visualizzazioni, era costruito come reazione all’intervista del 14 aprile al Corriere della Sera in cui Trump aveva accusato Meloni di non prendere sul serio la minaccia atomica iraniana e di non aiutare Washington a liberarsi dell’arma nucleare di Teheran, esprimendo shock per il comportamento della premier. NewsGuard precisa di non aver trovato traccia, in alcun comunicato di Palazzo Chigi, sui canali social ufficiali della premier o nelle fonti giornalistiche affidabili, di una replica formulata in quei termini: la citazione sarebbe completamente inventata.

Il modello, osserva il report, è coerente con quanto documentato negli anni precedenti da Counter Disinformation Network, ECFR e dagli stessi servizi di intelligence italiani riguardo all’ecosistema Doppelganger e alle reti filo-russe attive in Italia: il governo Meloni viene rappresentato come un alleato inaffidabile dell’Occidente, oppure, in modo speculare, come una voce di rottura interna alla NATO, a seconda della narrazione più utile in quel momento. Il caso del 2026 introduce una variazione: la leva non è più la guerra in , ma la frizione tra la premier e la Casa Bianca dopo lo scontro pubblico tra Trump e XIV e le accuse del presidente americano sull’Iran. Nonostante le recenti tensioni, ricorda NewsGuard, Trump e Meloni condividono ancora visioni simili su politiche migratorie, controllo delle frontiere e contenimento dell’influenza geopolitica di Iran e Cina. In Italia, anzi, la premier è frequentemente criticata dalle opposizioni proprio per non aver adottato una linea più dura nei confronti dell’amministrazione americana. La frattura, insomma, è reale ma circoscritta. Negli ecosistemi della disinformazione viene amplificata fino a trasformare Meloni in una capofila dell’ europea a Trump.

La stessa dinamica, sottolinea NewsGuard, è già stata applicata in passato all’Italia su altri temi: dichiarazioni inventate la presentavano come favorevole all’isolamento diplomatico di Israele, sostenitrice delle accuse di genocidio davanti alla Corte internazionale di giustizia, intenzionata a defilarsi in caso di scontro europeo con la Russia. Il governo italiano viene di fatto utilizzato come leva per accreditare l’idea di una frattura interna alle alleanze occidentali.

Così, nelle stesse ore in cui Meloni difende a Erevan la libertà di navigazione a Hormuz e prepara con la diplomazia americana il vertice con Rubio, in un altro angolo della rete circola un suo doppio che minaccia di chiudere le basi americane e fa il tifo per i Pasdaran. Sono due premier in direzioni opposte, e a guardare le visualizzazioni accumulate non è chiaro quale delle due, alla lunga, risulterà più reale.

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