Picco delle Eta Aquaridi 2026: orari e luoghi per osservarle in Italia questa notte.
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Le Eta Aquaridi, conosciute come le “stelle cadenti” di maggio associate al passaggio della cometa di Halley, raggiungeranno il loro apice tra la notte di oggi e domani, mercoledì 6 maggio.
Le fonti astronomiche più autorevoli concordano su questo intervallo: l’International Meteor Organization segnala il massimo nella notte tra il 5 e il 6 maggio, mentre NASA ed EarthSky – noto portale scientifico che fornisce aggiornamenti su astronomia e osservazione del cielo – indicano che il momento migliore dell’evento si verifica nelle ore precedenti all’alba del 6 maggio.
Per chi osserva dall’Italia, questo implica una semplice conclusione: è preferibile non guardare in serata, ma alzarsi molto presto.
Il periodo più favorevole è all’incirca tra le 3:00 e le 5:30, ovvero quando il radiante dello sciame, situato nella costellazione dell’Acquario, si eleva sufficientemente sull’orizzonte sud-est e prima che la luce del giorno possa offuscare le meteore più deboli.
A Roma, per esempio, il Sole sorgerà il 6 maggio alle 06:00, quindi dopo le 5:30 il cielo inizierà già a schiarirsi.
Dove osservare nel cielo
Le Eta Aquaridi prendono il loro nome da Eta Aquarii, una stella della costellazione dell’Acquario.
È da quella regione del cielo che le meteore sembrano originarsi, anche se in realtà possono apparire in diverse zone.
La direzione più utile, dall’Italia, è tra est e sud-est, con il radiante ancora piuttosto basso ma in ascesa nelle ultime ore della notte.
La regola migliore, come sempre con gli sciami meteorici, è non concentrarsi su un solo punto: è preferibile sdraiarsi o reclinarsi e mantenere lo sguardo su una vasta porzione di cielo, idealmente lontano da lampioni, edifici e strade illuminate.
NASA consiglia anche di dare agli occhi 20-30 minuti per adattarsi all’oscurità e di evitare l’uso dello schermo del telefono.
Quante stelle cadenti si possono osservare
In teoria, le Eta Aquaridi possono raggiungere fino a 50 meteore all’ora al picco, ma questo valore è teorico e dipende da un cielo molto buio e da condizioni ottimali. Inoltre, lo sciame è più prolifico nell’emisfero sud e nelle latitudini tropicali; dall’emisfero nord, e quindi anche dall’Italia, i tassi osservabili sono generalmente più contenuti.
L’IMO ricorda infatti che a nord dell’equatore la pioggia produce normalmente circa 10-30 meteore all’ora poco prima dell’alba.
In altre parole: anche in una notte favorevole, dall’Italia non ci si deve aspettare un “temporale” di scie continue. Tuttavia, le meteore più luminose possono risultare molto spettacolari, poiché le Eta Aquaridi sono rinomate per la loro elevata velocità, circa 65,4 chilometri al secondo, e per le scie persistenti che a volte lasciano dietro di sé.
Il problema di quest’anno è la Luna
Il vero ostacolo del 2026 non è tanto il picco dello sciame, quanto la luce della Luna.
L’IMO segnala che nella notte di massimo la Luna sarà illuminata all’84%, e la NASA avverte che la sua luminosità potrebbe offuscare molte delle meteore più deboli. Non è un caso: a Roma la Luna piena è stata il 1° maggio alle 19:23, quindi stanotte avremo ancora una Luna gibbosa calante molto evidente.
Questo non implica che sia inutile tentare. Tuttavia, è consigliabile scegliere un luogo dove sia possibile nascondere la Luna dietro un edificio, una collina o un albero, mantenendo aperta la visuale verso il cielo orientale. È il modo migliore per recuperare contrasto e aumentare le possibilità di vedere le scie più luminose.
EarthSky suggerisce di osservare nelle ore precedenti all’alba cercando di schermare la luce lunare.
Da dove osservarle in Italia
La risposta più sincera è: ovunque il cielo sia realmente buio. Le Eta Aquaridi possono essere viste anche dall’Italia centro-settentrionale, ma si osservano meglio con un orizzonte orientale libero e poca illuminazione artificiale.
In pratica, le condizioni migliori si trovano su colline, campagne, altopiani, zone costiere poco urbanizzate e aree montane non troppo chiuse.
Chi rimane in città può comunque provare, ma con aspettative più contenute. In un cielo urbano, tra inquinamento luminoso e Luna brillante, si vedranno principalmente solo le meteore più intense.
In sintesi, quando uscire
Per l’Italia, la finestra da segnare è questa: notte tra il 5 e il 6 maggio, con osservazione consigliata dalle 3:00 fino alle prime luci dell’alba, meglio tra est e sud-est, lontano dalle città e con la Luna schermata il più possibile. Il picco è reale, ma nel 2026 sarà una caccia più paziente che abbondante.
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