Ars et Labor, la partenza di Marengo
“Esistono addii che lasciano un segno, poiché si avverte di lasciare una parte di sé nel luogo in cui si è trascorso un periodo significativo della propria esistenza. Questo è uno di quei momenti”. Così Andrés Marengo si congeda dopo un anno trascorso come presidente dell’Ars et Labor.
Un anno fa ricorda di essere “giunto in questa città con una grande sfida: contribuire a ristrutturare un club che stava vivendo uno dei periodi più complessi della sua storia. Ero consapevole che il cammino non sarebbe stato facile, ma non avrei mai pensato a quanto Ferrara sarebbe diventata fondamentale per me”.
Oggi “è tempo di dire addio, e la prima emozione che provo è una profonda riconoscenza. Ringrazio la città di Ferrara per avermi accolto con stima e affetto. Un grazie al sindaco, alle autorità, alle istituzioni e a tutte le persone che, fin dal primo giorno, ci hanno offerto supporto per cercare di restituire speranza a un club che rappresenta l’orgoglio di un’intera comunità”.
Altri ringraziamenti vanno “a ciascun membro del club. A chi ha operato negli uffici, durante le sedute di allenamento, allo stadio, curando ogni aspetto con professionalità, dedizione e un amore immenso per questi colori. Siete stati il vero motore di questo progetto e vi sarò sempre grato. Grazie ai giocatori e allo staff tecnico, che hanno affrontato un anno ricco di sfide senza mai smettere di combattere”.
Un ringraziamento, “soprattutto, ai tifosi. Non avete mai smesso di avere fiducia. Siete stati al fianco della squadra nei momenti più difficili, sostenendola quando ne aveva maggiore necessità. Mi avete insegnato che a Ferrara il calcio non è solo un gioco: è identità, appartenenza e passione. Porterò sempre con me il ricordo delle vostre voci, delle vostre bandiere e dell’orgoglio con cui difendete questi colori”.
Riguardo al futuro, Marengo dichiara che “oggi inizia una nuova fase. Auguro alla nuova proprietà il massimo dei successi. Spero possano ricevere il supporto di tutta la città e guidare il club verso il posto che Ferrara merita per storia, passione e grandezza”.
“Porto con me amicizie che dureranno per sempre – conclude –, l’affetto di tantissime persone e l’orgoglio di aver condiviso con voi un anno indimenticabile. Ci sono città che si visitano e città che ti cambiano. Ferrara appartiene a queste ultime”.
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