Giustizia, tre nuovi magistrati a Ferrara. Incontro iniziale per il procuratore capo Caleca.

L’organico del tribunale di Ferrara si arricchisce con l’arrivo di tre nuovi magistrati. I nuovi ingressi sono Stefano Amore, Alessandro Pinto e Sergio Ippedico, i quali inizieranno il loro servizio rispettivamente il 24 e il 25 giugno. La notizia era già stata anticipata dal senatore Alberto Balboni di Fratelli d’Italia, sottosegretario alla Giustizia.

Per quanto concerne l’organizzazione delle udienze collegiali, Stefano Amore – che è già una figura nota a Ferrara – presiederà il collegio del mercoledì, affiancato dai giudici a latere Rosalba Cornacchia e Luca Turchetti.

Alessandro Pinto e Sergio Ippedico si uniranno invece al collegio del giovedì come giudici a latere, sotto la presidenza di Giuseppe Palasciano.

Nel frattempo, nella mattinata di mercoledì 17 giugno, ha fatto il suo ingresso negli uffici di via Mentessi anche il nuovo procuratore della Repubblica, Francesco Caleca. Il magistrato ha avuto modo di incontrare i sostituti procuratori per un primo giro di saluti e presentazioni, avviando così ufficialmente il suo percorso alla guida della Procura di Ferrara.

Nato a Partinico, in provincia di Palermo, il 1° aprile 1962, Caleca giunge in città dopo il pensionamento dell’ex procuratore capo Andrea Garau, avvenuto alla fine dello scorso anno.

Con un’ampia esperienza alle spalle, il nuovo procuratore capo di Ferrara – nel corso della sua carriera – ha seguito indagini complesse e di grande importanza, alcune delle quali riguardano la criminalità organizzata e le infiltrazioni mafiose in Emilia-Romagna.

Tra le inchieste più significative che ha coordinato si evidenziano la cosiddetta “Black Monkey” riguardante un’associazione a delinquere di stampo mafioso, e quella sul crac di Bio-On, la startup di Castel San Pietro. Non meno importante è il suo intervento nel caso Seci, la società di riferimento del Gruppo Maccaferri, per la quale, insieme all’allora procuratore capo di Bologna Giuseppe Amato, presentò un atto di cinque pagine con cui richiese formalmente il fallimento.

Il trasferimento a Ferrara era stato deciso lo scorso 11 marzo dal plenum del Csm con un’astensione.

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