In queste ore a Ferrara sono in corso indagini approfondite, a seguito di una serie sospetta di decessi ravvicinati – alcuni dei quali presentano un quadro compatibile con una presunta overdose – che ha suscitato l’interesse degli inquirenti per accertare la possibile diffusione in città di una sostanza stupefacente considerata particolarmente pericolosa a causa di alterazioni o contaminazioni con elementi nocivi.
Attualmente non ci sono certezze né prove che possano dimostrare un legame diretto tra i decessi avvenuti. Tuttavia, ci sono alcuni indizi e circostanze che gli investigatori non intendono ignorare, a partire dalla concentrazione dei casi sospetti verificatisi negli ultimi giorni e da alcune modalità che sembrano unire più decessi.
In particolare, ciò che desta maggiore preoccupazione è la rapidità con cui la sostanza, nei casi esaminati, sarebbe entrata in circolazione, causando effetti letali in pochi minuti.
Un elemento emerso anche nel rinvenimento, nel tardo pomeriggio di sabato 8 agosto, di due persone decedute in un appartamento di via Leonello Poletti: un uomo e una donna. All’interno dell’abitazione sono state rinvenute siringhe e materiali riconducibili a sostanze stupefacenti, circostanza che ha portato a ipotizzare un’overdose. Questa ipotesi dovrà essere confermata dagli accertamenti medico-legali.
Gli stessi accertamenti sono stati disposti anche per gli altri casi considerati sospetti registrati nelle ultime ore, con l’intento di verificare eventuali elementi in comune. Gli esami dovranno innanzitutto stabilire con precisione le cause del decesso e, nel caso venissero rinvenute sostanze, identificarle, determinarne l’eventuale concentrazione e verificare possibili analogie.
Spetterà poi agli investigatori incrociare i risultati delle analisi tossicologiche con gli altri dati raccolti per comprendere se nel territorio circoli una sostanza particolarmente pericolosa, e se siano quindi necessari ulteriori interventi di prevenzione per evitare altre morti tra gli assuntori.