“Per me, la polizia non è semplicemente un lavoro. Non mi sentirete mai usare il termine lavoro: la polizia è uno stile di vita, è la nostra esistenza“. Queste sono alcune delle prime affermazioni rilasciate dal questore di Ferrara, Luigi Silipo, in occasione della presentazione dei nuovi dirigenti che assumeranno la guida degli uffici Volanti, della Squadra Mobile e della Divisione Amministrativa della questura di Ercole I d’Este.
Nel suo discorso, Silipo ha messo in evidenza il profondo significato di essere poliziotto, sintetizzandolo in tre principi fondamentali: “Aiutare, proteggere e servire“. Un impegno che, secondo il questore, non ha orari né limiti. “Quando si aiuta, si protegge e si serve, non si chiude mai la porta. Le esistenze delle persone che incontri rimangono dentro di te e continuano a vivere nella tua vita. Il poliziotto vive le storie di tutte le persone che si rivolgono a lui” ha dichiarato.
Un concetto che si applica sia alle vittime sia a chi commette reati. “La vita di una persona assassinata ti resta dentro, così come quella di chi devi andare a fermare”, ha osservato, sottolineando il peso umano ed emotivo che accompagna il lavoro quotidiano degli agenti di polizia.
Riguardo al territorio, Silipo ha descritto Ferrara come “una città straordinaria, un gioiello”, ma anche “una sfida complessa” per chi è incaricato di garantirne la sicurezza e la vivibilità. Da qui l’appello rivolto ai cittadini a mantenere un dialogo continuo con le forze dell’ordine. “È fondamentale che le persone ci comunichino ciò che non funziona, perché solo in questo modo possiamo essere stimolati a migliorare e a intervenire dove necessario” ha aggiunto.
Il questore ha quindi richiamato il senso di responsabilità che accompagna il compito dei nuovi funzionari recentemente assegnati alla questura. “Abbiamo una responsabilità verso la comunità. Vivere per gli altri significa essere poliziotti e fare in modo che le vite degli altri diventino anche le nostre“. Rivolgendosi ai giovani commissari, ha sottolineato l’importanza dell’esperienza pratica: “Andranno sulla strada, perché è la strada che insegna a vivere, ad affrontare ogni giorno della propria esistenza ed è quella che forma realmente un poliziotto”.
Non è mancato un invito diretto ai cittadini: “Chi mi incontra per strada è invitato a fermarsi e a dirmi ciò che non va. Solo ascoltando possiamo migliorare noi stessi”.
Tra i temi che il questore intende promuovere nel proprio mandato vi è anche l’educazione alla legalità nelle scuole. Silipo ha richiamato alcune vicende che hanno profondamente colpito l’opinione pubblica, e su cui lui stesso ha indagato, come quelle di Sara Di Pietrantonio, Desirée Mariottini e Pamela Mastropietro, spiegando di voler affrontare con gli studenti argomenti come il bullismo, il rispetto per gli altri e il rispetto di sé stessi. “Nel momento in cui non rispettiamo gli altri, non rispettiamo nemmeno noi stessi” ha affermato.
Silipo ha inoltre ricordato Samanta Zironi, assassinata lo scorso 30 maggio al Barco, sottolineando come mantenere viva la sua memoria rappresenti “un dovere morale“, poiché “con il passare del tempo si tende a dimenticare”.