Si chiamava Hamrouni Hassen, il 30enne di origine tunisina deceduto a seguito del tragico incidente stradale verificatosi nella serata di sabato 20 giugno – intorno alle 21.20 – lungo via Copparo.
Il giovane si trovava come passeggero sui sedili posteriori di una Volvo V50 condotta da un 46enne di nazionalità afghana, affiancato da una 38enne italiana. Entrambi, feriti, sono stati trasportati all’ospedale Sant’Anna di Cona in ambulanza. Nell’altra vettura – una Nissan Juke – viaggiava una 33enne di Boara, che ha riportato gravi ferite.
Quest’ultima è stata trasportata in elicottero all’ospedale Maggiore di Bologna, dove attualmente è ricoverata in prognosi riservata nel reparto di Rianimazione.
I due veicoli stavano procedendo in direzioni opposte quando, per motivi che sono ora oggetto di indagine da parte degli inquirenti, uno dei mezzi – che dovrà essere determinato dai rilievi della polizia locale – ha invaso la corsia dell’altro, causando uno scontro frontale mortale. Il 30enne è deceduto sul colpo dopo essere rimasto intrappolato tra le lamiere del veicolo e non c’è stato nulla da fare.
Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i soccorritori del 118 con tre ambulanze, l’automedica e l’elisoccorso, insieme ai vigili del fuoco, alla polizia locale e a quella di Stato per la gestione del traffico.
La pm Silvia Clinca avvierà in queste ore un fascicolo di indagine per omicidio stradale e lesioni e – dopo aver disposto il sequestro dei veicoli e il trasferimento della salma in medicina legale – potrebbe contestualmente ordinare gli accertamenti tecnici irripetibili di rito, ovvero autopsia e consulenza cinematica, per ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente.
La tragedia riporta inevitabilmente alla mobilitazione avviata nelle scorse settimane dai residenti del tratto compreso tra Pontegradella e la rotatoria del centro commerciale Le Mura. Riuniti nel comitato Via Copparo Sicura, avevano esposto striscioni e cartelli per denunciare quella che consideravano una situazione ormai insostenibile dal punto di vista della sicurezza stradale.
“Non vogliamo aspettare che si verifichi una tragedia per agire” avevano dichiarato i membri del comitato, in quella che oggi assume il sapore amaro di una drammatica premonizione.
Tra le principali problematiche segnalate dai cittadini figuravano l’eccessiva velocità dei veicoli, la scarsità di attraversamenti protetti e l’assenza di adeguate infrastrutture per pedoni e ciclisti. “Le automobili sfrecciano continuamente” e “attraversare la strada è rischioso anche in pieno giorno”, denunciavano i residenti, richiedendo interventi concreti come dissuasori di velocità, maggiore segnaletica, attraversamenti illuminati e sistemi di controllo elettronico.
La portavoce del comitato, Elena Rastelli, aveva inoltre ricordato come da tempo fossero state avanzate richieste all’amministrazione comunale per migliorare la sicurezza lungo l’arteria, evidenziando anche la presenza di uno studio di fattibilità per la realizzazione di opere dedicate alla mobilità ciclabile e pedonale.
Non solo. I residenti sostenevano che gli incidenti fossero frequenti. Un altro episodio, raccontavano, si era verificato appena poche settimane prima, quando un’auto aveva perso il controllo finendo contro la recinzione di un’abitazione. Alcuni cittadini avevano inoltre segnalato fenomeni di alta velocità nelle ore notturne e persino presunti eventi di gare clandestine.
Ora, dopo il drammatico bilancio di sabato sera, quelle richieste tornano con forza al centro dell’attenzione.