È scomparso a 76 anni, dopo una lunga battaglia contro una malattia senza cura, Luigi “Gigi” Cattani, figura storica del sindacalismo e della politica a Ferrara.
Cattani iniziò la sua carriera come dipendente pubblico presso l’ospedale di corso Giovecca, entrando nella Cgil nel 1978. Inizialmente si occupò del sindacato degli edili, per poi passare alla Fiom, dove seguì le principali controversie aziendali, tra cui quella della Berco di quel periodo.
Nel 1989 fu eletto segretario provinciale delle tute blu, ruolo che mantenne per due mandati consecutivi.
Abbandonò la Cgil a metà degli anni ’90 e si dedicò brevemente al settore privato come responsabile del personale in un centro termale a Porretta, in provincia di Bologna.
Negli ultimi anni prima del pensionamento, lavorò come assistente presso un assessorato regionale in viale Aldo Moro.
In ambito politico-amministrativo, Cattani non assunse mai ruoli ufficiali, sebbene entrò a far parte della segreteria provinciale di Rifondazione Comunista, dove rappresentava l’ala più attiva del partito.
Era appassionato del “popolo”, della franchezza e del Brasile, visitando i suoi piccoli villaggi ogni volta che ne aveva l’opportunità.
“Un grande uomo e leader sindacale – lo ricorda Alfredo Valente, ex assessore del Comune di Ferrara e suo compagno in Rifondazione -. Sono onorato di aver condiviso un lungo percorso con lui come dirigente sindacale. È stato un punto di riferimento”.
“Era una colonna della sinistra critica e militante ferrarese – commenta Davide Nanni, consigliere comunale del Pd -. Spesso avevamo opinioni politiche molto diverse, ma sui valori antifascisti e su alcune battaglie significative per la città ci siamo sempre trovati d’accordo. Amava Ferrara e lascia un’eredità importante in chiunque lo abbia conosciuto, rispettato, accompagnato o avversato”.
“Ciao compagno – scrive sulla bacheca facebook Kiwan Kiwan, ex segretario del Prc ed ex consigliere comunale -, spesso ci hanno chiamati ‘compagni di merenda’. Sono senza parole. La tua intelligenza e la tua astuzia erano sempre al servizio della risoluzione dei problemi”.
Cattani lascia la moglie Sandra Pareschi, anche lei sindacalista di lunga data, e i figli Pierluigi, Michele e Chiara.