Insegnanti orientati al futuro, valorizzando tradizioni e territorio
La celebrazione dei 75 anni dell’Accademia dei Maestri artigiani di Ferrara è iniziata all’insegna della storia e della tradizione, con le immagini di alcuni dei fondatori storici come Pilade Cappellari, Efrem Navarra, Ugo Rossetti ed Edmondo Carlini, per poi proseguire con un richiamo all’innovazione, alla ricerca, alla resilienza e alla continuità aziendale.
A dimostrare questo legame, oltre ai racconti dei 12 imprenditori premiati narrati dai diretti interessati, ci sono anche le fotografie con le loro famiglie, che spesso rappresentano una parte fondamentale delle attività e un supporto totale per artigiani e commercianti.
La novità di quest’anno, come ha evidenziato il presidente dell’Accademia, Roberto Bonora, consiste nell’introduzione, accanto al tradizionale riconoscimento di Maestro Artigiano, di quello di Maestro d’Impresa, per evidenziare la nuova alleanza che ora unisce nell’Accademia le associazioni artigiane e quelle del terziario e commercio. Un cambiamento reso necessario dall’accelerazione del progresso, tecnologico e dei modelli imprenditoriali, e dal contesto instabile che le piccole aziende devono affrontare.
“Insieme possiamo farcela, imprenditori e istituzioni” ha rimarcato l’assessore al Commercio e alle Attività produttive del Comune di Ferrara, Francesco Carità, che ha ricordato di essere in attesa della risposta della Regione riguardo alle richieste di finanziamento per gli Hub urbani, mentre sono attivi i bandi comunali Affittasi e Botteghe storiche.
“Nella mia famiglia tutti sono artigiani, devo occuparmi delle faccende domestiche perché loro hanno sempre poco tempo” è il riferimento personale che ha condiviso Daniele Garuti, presidente della Provincia e sindaco di Poggio Renatico, per il quale “non può esserci sviluppo senza un’attenzione alle radici e alle competenze”.
Paolo Calvano, consigliere regionale Pd, ha evidenziato l’importanza di “ridurre l’incertezza e rimuovere gli ostacoli per le imprese”, ricordando come la Regione abbia investito 1 miliardo per le comunità locali in sei anni. Opportuno è stato il passo di estendere il riconoscimento a tutte le piccole imprese, ha sottolineato il vicepresidente della Camera di commercio di Ferrara e Ravenna, Paolo Govoni: “Insieme rappresentano il 99% delle imprese italiane, il 76% dei lavoratori e il 63% del Pil”.
“L’artigianato di servizio e il terziario di vicinato sono indicatori della qualità della vita nelle nostre città” ha affermato Marco Amelio, presidente Ascom-Confcommercio; rappresentano anche “la trasmissione del sapere, costruito giorno dopo giorno, che nessuna Intelligenza artificiale potrà mai sostituire” ha aggiunto Alessandro Osti, direttore di Confesercenti.
E sul tema del ricambio generazionale, “un problema significativo da affrontare insieme alla trasmissione dei nostri valori” si è soffermata Jessica Morelli, presidente di Cna Ferrara, che quest’anno celebra 80 anni, auspicando l’approvazione entro l’anno della nuova legge quadro sull’artigianato.
Stefano Ravaioli, conduttore della giornata, giornalista prima di Telestense e poi freelance, ha ricevuto il riconoscimento di Maestro onorario. La Targa San Giorgio è stata conferita a Umberto Passini, quinta generazione dell’azienda di Terre del Reno produttrice, tra l’altro, del Budino Estense con l’uvetta, fondata nel 1812 e premiata all’esposizione internazionale di Roma del 1914. “Lì Saverio presentò il lievito secco in polvere, un’innovazione per l’epoca che utilizziamo ancora oggi” ha ricordato.
Passini è stato premiato dal sindaco di Terre del Reno, Roberto Lodi. Il suo collega di Argenta, Andrea Baldini, ha invece premiato il primo dei nuovi Maestri artigiani, Paolo Bergonzoni, attivo come odontotecnico da 45 anni sul territorio, “ho sempre ritenuto fondamentale l’innovazione, la ricerca di materiali sostenibili e a basso impatto”, tanto che alcune ceramiche sono utilizzate anche nel settore aerospaziale.
Con Luca Farotti, impiantista specializzato in caldaie e climatizzatori, si è discusso della frontiera del “risparmio energetico e delle nuove forme di energia”. Paolo Mazzini, imprenditore nel settore edilizio e del restauro di immobili vincolati, con la sua Geostrutture, è passato in pochi anni da 3 a 35 dipendenti (premiato dall’assessore di Copparo, Alessandro Amà). Enrico Tarroni, storico gommista dell’Argentano, ha raccontato come collabora con gli agricoltori e ha affermato “devo ancora imparare”.
Tra i nuovi Maestri d’impresa figura Amilcare Tassinari, fondatore di alcuni locali storici dei Lidi: Hollywood, Aroldo, Le Vele, Il Setaccio, Il Gazebo: “Li ho aperti uno dopo l’altro, senza rendermene conto, ho lavorato e mi sono divertito” ha dichiarato, premiato dal sindaco di Comacchio, Pierluigi Negri.
Bianca Minghini ha rilevato il bar del distributore di via Zamboni e lo ha trasformato, “grazie anche alla collaborazione di mia figlia e a 14 ore di lavoro al giorno”, in un punto di riferimento per lavoratori e trasportatori. Gualtiero Calanca, 83 anni, ha raccontato sessant’anni di esperienza come agente di commercio nel settore vinicolo, “il segreto? Mi piaceva lavorare”.
Luis Marc Kerci ha fondato la pizzeria d’asporto Il Faraone a Poggio Renatico, rilevando poi La Baracchina, e a 32 anni è diventato un punto di riferimento per il paese: “lavoro la pizza Romana al mattarello, una tecnica tramandata” ha rivelato.
Il suo collega Antonio Lettieri è un’istituzione con il suo Pulcinella, “sono napoletano del rione Sanità, nato il 22 novembre del 1932 – ha ricordato -. Mi sono trasferito a Ferrara dopo il matrimonio e il mio datore di lavoro poco dopo mi ha proposto di rilevare la piccola pizzeria di via Borgoleoni. È iniziata così, amo Ferrara e stasera preparerò ancora 200 pizze”. Lettieri è stato premiato dal viceprefetto Vincenzo Martorano, presente anche la pronipote di 4 mesi.
Infine Giacomo Orlandi, il più giovane premiato con i suoi 28 anni, fondatore della coop Le Dita: “sono un ragazzo dislessico e ho iniziato nel 2018 trasformando questo problema in opportunità, con l’aiuto di mio padre che sperava di riposarsi andando in pensione”; ora la coop conta 38 dipendenti e sta lavorando a un progetto per un centro medico educativo pediatrico.
I commenti sono chiusi.