Soia, Confagricoltura di Ferrara: “Positivo il pronunciamento del Parlamento europeo”
Confagricoltura Ferrara esprime soddisfazione per la decisione del Parlamento europeo di bocciare l’atto delegato della Commissione Ue che intendeva classificare la soia come una materia prima ad alto rischio di cambiamento indiretto della destinazione d’uso dei terreni, noto come High ILUC.
“Si tratta di una decisione ragionevole – afferma Claudia Guidi, presidente di Confagricoltura Ferrara – che previene l’imposizione di un ulteriore onere su una filiera sempre più rilevante. La sostenibilità deve essere costruita in collaborazione con le imprese agricole, non contro di esse, attraverso normative equilibrate, basate su dati scientifici e realmente applicabili”.
La soia è una coltura cruciale per l’agricoltura sia italiana che europea. L’Italia è il principale produttore nell’Unione europea e anche il territorio di Ferrara gioca un ruolo significativo. Questa produzione è fondamentale per la zootecnia, per le rotazioni agronomiche e per il rafforzamento dell’autonomia proteica dell’Europa. Confagricoltura aveva già messo in evidenza le problematiche legate all’atto delegato, evidenziando il rischio di una duplicazione degli obblighi burocratici. Infatti, la soia è già soggetta alle normative europee contro la deforestazione, che richiedono elevati standard di tracciabilità e sostenibilità.
“Se l’Europa desidera realmente garantire sicurezza alimentare, sostenibilità e competitività – rimarca Claudia Guidi –, deve smettere di vedere i produttori come parte del problema e iniziare a riconoscere che gli imprenditori agricoli sono una componente fondamentale della soluzione.” Per Confagricoltura Ferrara, il voto del Parlamento europeo rappresenta anche un segnale significativo in vista della futura Politica agricola comune: è necessario ridurre la burocrazia, aumentare la coerenza normativa e rafforzare la fiducia negli imprenditori agricoli. “Gli agricoltori non cercano scorciatoie – conclude la presidente di Confagricoltura Ferrara – ma normative chiare e sostenibili. Proteggere la filiera della soia significa tutelare la capacità dell’Europa di produrre cibo, generare valore nei territori e diminuire la dipendenza dall’estero. Questa è la direzione che le istituzioni europee devono continuare a perseguire.”
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