Ancora sui Maranza: il coro delle critiche alla boutade del sindaco Fabbri

Ancora sui Maranza: il coro delle critiche alla boutade del sindaco Fabbri 1

Si amplia il coro delle voci contrarie all’ipotetica costituzione a di un “Nucleo Anti Maranza”, annunciata sui social dal sindaco di Ferrara Alan Fabbri in concomitanza con l’insorgere dell’inchiesta sulle infiltrazioni mafiose nell’amministrazione comunale.

Per Alleanza Verdi Sinistra, Possibile e La Comune di Ferrara “è evidente che l’adozione di questa terminologia a livello istituzionale alimenta discriminazioni e pregiudizi di natura socio-razziale”.

Viene soprattutto contestata la necessità di questa misura, visto che “il Comitato Provinciale per l’Ordine e la , presieduto dal prefetto, ha confermato più volte che non esiste alcuna emergenza di ordine pubblico, né in città né in provincia”.

Secondo le sigle politiche, l’obiettivo reale è duplice: “aumentare l’odio in funzione elettorale e forse anche garantire uno stipendio a carico del pubblico erario all’ex vicesindaco Nicola Naomo Lodi, nonché segretario provinciale della , lo stesso partito di Fabbri, che sostiene di diventare direttore di quel NAM. Affidare a un pregiudicato un organismo presentato come strumento di garanzia della legalità sarebbe davvero un ossimoro”.

Per Arianna Poli, co-portavoce di Coalizione Civica per Ferrara e consigliera comunale della Lista Anselmo, “il problema è l’idea di sicurezza che ne emerge e la scelta di individuare una categoria di giovani come destinataria di specifiche attività di controllo e repressione”.

“Mentre si annunciano nuove task force – aggiunge – servirebbe la stessa attenzione per gli spazi di aggregazione, l’educativa di strada, la cultura e le opportunità di partecipazione. I giovani non possono entrare nel dibattito pubblico soltanto quando vengono descritti come un problema di ordine pubblico”.

Per il Gruppo Territoriale del M5S e la sua consigliera Marzia Marchi “che un’amministrazione promuova un’azione anti-persone richiama logiche discriminatorie che sanno di razzismo e fascismo. Se poi a guidarla è un ex vicesindaco condannato (in primo grado, ndr) per usurpazione di pubbliche funzioni e induzione indebita, con ulteriori vicende giudiziarie in corso in materia di trattamento illecito di dati personali, sono inevitabili gli interrogativi sulla legittimità e sull’opportunità di questo sedicente organismo securitario”.

“Dopo sette anni di governo cittadino all’insegna della sicurezza – proseguono -, tra recinzioni e rimozioni, la situazione al Gad, da sempre al centro della campagna elettorale della Lega, non è migliorata. Anzi, il disagio e l’insicurezza attraversano tutta la città”.

“Il quadro normativo e costituzionale attuale garantisce già tutti i mezzi per prevenire,

perseguire e rieducare – interviene Daniela Cataldo de La Comune di Ferrara -. La vera sicurezza non si costruisce con gli slogan di facciata che vengono puntualmente ridimensionati quando si passa ai fatti, ma applicando la legge con equità, rafforzando i servizi educativi sul territorio e ricordando che dare rispetto è il primo e indispensabile dovere di chi governa”.

Il collettivo OUT!*, infine, osserva “con profonda preoccupazione e indignazione l’ennesima operazione di propaganda populista punitiva. Il linguaggio utilizzato dal primo cittadino lo troviamo inammissibile, soprattutto nel punto in cui afferma che c’è “chi non merita di avere alcun diritto nella nostra società”, cosa che costituisce per noi un atto gravissimo, incostituzionale e deumanizzante”.

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