Coperion, il Consiglio sostiene i dipendenti
di Tommaso Piacentini
Il Consiglio Comunale si unisce in sostegno ai dipendenti di Coperion. La mozione a favore degli 80 lavoratori che sono a rischio di licenziamento a causa della decisione dell’azienda di avviare le procedure per il licenziamento collettivo, è stata approvata all’unanimità durante la seduta del Consiglio Comunale di lunedì 27 luglio.
Coperion Italia, come ha illustrato la prima firmataria della mozione, la consigliera Iolanda Madeo (Fdi), rappresenta un’industria storica e strategica per il territorio ferrarese, un punto di riferimento nel campo della progettazione e realizzazione di impianti per la movimentazione di materiali sfusi e delle tecnologie per il settore industriale.
La proprietà di Coperion GmbH e la holding di riferimento, il fondo di investimento americano Lone Star Fund, hanno comunicato la loro decisione unilaterale di cessare le attività legate al settore dell’impiantistica per la trasformazione delle materie plastiche (compounding) nel mercato europeo, influenzando direttamente lo stabilimento e la struttura di Coperion Srl di Ferrara e avviando la procedura di licenziamento collettivo per tutti i circa 80 dipendenti, tra cui impiegati, tecnici, quadri e dirigenti.
La situazione di Coperion non presenta difficoltà né dal punto di vista economico né da quello produttivo. La scelta del licenziamento collettivo, come riportato nel testo della mozione, “non è dovuta, infatti, a uno stato di insolvenza, a un cedimento strutturale o a una crisi industriale del sito”, ma si tratta al contrario “di una realtà produttiva e ingegneristica sana, redditizia, in utile e con margini operativi assolutamente in linea con il mercato di riferimento”.
“La decisione di smantellare il presidio ferrarese – ha spiegato Madeo – sembra essere motivata esclusivamente da logiche finanziarie e da un riposizionamento strategico del fondo proprietario, orientate a concentrare le risorse su business a diversa marginalità e su mercati extra-europei, scaricando l’intero costo umano, occupazionale ed economico della dismissione sul territorio ferrarese, sulle sue famiglie e sul tessuto dell’indotto locale”.
Per questo motivo, tutti i consiglieri hanno impegnato il sindaco Alan Fabbri e la Giunta a intervenire avviando un dialogo con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna, affinché il Governo prenda una posizione chiara nei confronti della proprietà, sollecitando “la formale e immediata sospensione della procedura di licenziamento collettivo avviata per i circa 80 lavoratori del sito ferrarese”.
Una decisione che ha ricevuto il pieno consenso di tutto il Consiglio: “Venerdì pomeriggio ho avuto l’opportunità di visitare l’azienda e di confrontarmi con i lavoratori – ha dichiarato la consigliera Sara Conforti (Pd) -. Attualmente hanno 10 milioni di commesse su cui stanno lavorando, quindi l’azienda è in ottima salute; i luoghi dove conservano i semiassemblati dei macchinari che producono erano completamente pieni e hanno dovuto richiedere un aumento di spazio”.
“Si tratta di un corpo dipendenti composto esclusivamente da tecnici di altissimo livello. Sono persone di età compresa tra i 30 e i 50 anni, con 2-3 individui vicini alla pensione. Sono circa 75 famiglie giovani che non hanno cercato lavoro all’estero o altrove, ma sono rimaste a Ferrara, crescono e iscrivono i loro bambini nelle nostre scuole, contribuendo a contrastare l’inverno demografico di cui tanto si discute in politica”.
La consigliera Marzia Marchi (M5S) ha parlato di un attacco al lavoro e alla Costituzione, denunciando: “Le conseguenze di questa chiusura non si limitano ai cancelli della Coperion, ma colpiranno l’indotto locale, le imprese artigiane e i fornitori del nostro territorio che collaborano con questa attività. Anche a Ferrara assistiamo a tentativi di conquista da parte delle multinazionali che arrivano, sfruttano le competenze dei nostri lavoratori e poi demoralizzano lasciando dietro di sé macerie di tipo sociale ed economico”.
La Consigliera Anna Zonari (La Comune) ha collegato la crisi di Coperion a una più ampia crisi della chimica ferrarese: “La vicenda Coperion non può essere separata dalla progressiva crisi della chimica ferrarese e del petrolchimico. Coperion progetta tecnologie e impianti destinati in larga parte alla trasformazione, al dosaggio, alla movimentazione e al riciclaggio dei polimeri: non stiamo parlando quindi di un’azienda isolata, ma di un segmento altamente qualificato di una filiera che per decenni ha caratterizzato Ferrara”.
A chiudere la discussione in aula è stata l’assessore con delega al Lavoro Angela Travagli, che ha ribadito la vicinanza dell’Amministrazione comunale ai lavoratori e alle loro famiglie, sottolineando come, su questioni come il lavoro, si debba agire “con unità istituzionale, mettendo da parte ogni divisione per concentrare gli sforzi sulla tutela delle persone e del sistema economico locale”.
L’assessore ha inoltre confermato l’impegno della Giunta a seguire con attenzione la vertenza, collaborando con tutti i soggetti coinvolti per perseguire ogni strada utile alla salvaguardia dei posti di lavoro e del futuro produttivo del sito.
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