Imperia, Scajola propone interventi più brevi in Consiglio

Imperia, Scajola propone interventi più brevi in Consiglio

Durante la seduta consiliare di ieri sera, il sindaco ha annunciato l’intenzione di ridurre ulteriormente il tempo a disposizione dei consiglieri comunali per discutere le pratiche. L’ipotesi ha suscitato la reazione di Luciano Zarbano, esponente della minoranza, il quale sostiene che la questione non riguardi la lunghezza degli interventi. “Il problema è che già oggi i consiglieri non hanno lo stesso tempo per parlare”.

“Attualmente esiste una disparità di trattamento”, spiega Zarbano. “I consiglieri non hanno a disposizione gli stessi minuti. Alcuni consiglieri di maggioranza possono intervenire per 15 minuti, mentre alcuni consiglieri di minoranza ne hanno soltanto 7: meno della metà. Prima di parlare di ulteriori riduzioni, sarebbe doveroso partire da qui”.

Zarbano ha inoltre sottolineato come il sindaco abbia più volte criticato la minoranza per i tempi impiegati nelle varie sedute. “Ho notato che in alcune occasioni, mentre un consigliere di minoranza poneva domande o esprimeva dubbi, il sindaco lasciava l’aula”, afferma Zarbano. “È un gesto assai scortese che non riguarda la mia persona. Riguarda il rispetto dovuto a chi, in quel momento, parla per nome e per conto dei cittadini che lo hanno eletto”.

Sebbene il consigliere riconosca la necessità di un lavoro consiliare ordinato ed efficiente, ne evidenzia i limiti. “Nessuno vuole sedute interminabili. L’efficienza però non si ottiene comprimendo il diritto di parola, tanto meno quello di chi ha il compito di controllare l’operato dell’Amministrazione. Le domande e i dubbi sollevati in aula non sono un intralcio ai lavori. Sono lo strumento con cui il Consiglio verifica gli atti e le scelte dell’Amministrazione, e il modo in cui vengono spese le risorse pubbliche”.

“Capisco che il dissenso possa essere difficile da accettare, e chi non la pensa come il sindaco non è fuori di testa”, conclude Zarbano, “ma il bavaglio non è mai la soluzione. Al sindaco voglio ricordare le parole di Giulio Andreotti: «Sapete qual è la dittatura più difficile da sconfiggere per ognuno di noi? È la propria!» Perché uno può essere tentato di ritenersi illuminato, di credere che gli altri sbagliino. Ma la vita democratica è proprio il contrario”.

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