Palazzo Prosperi Sacrati, nuovo ricorso di Zambelli contro il diniego del Comune di Ferrara

Palazzo Prosperi Sacrati, nuovo ricorso di Zambelli contro il diniego del Comune di Ferrara 1

Nuovo capitolo nella vicenda dell’accesso agli atti della concessione di Palazzo Prosperi Sacrati. Roberto Zambelli, che aveva già ottenuto l’accoglimento di un primo ricorso da parte del Difensore civico dell’Emilia-Romagna contro il silenzio del Comune di Ferrara, ha presentato una nuova contestazione dopo il diniego ricevuto il 14 ottobre. Il 20 ottobre ha chiesto un nuovo intervento dell’organismo regionale e il riesame del provvedimento da parte del responsabile della trasparenza del Comune.

La richiesta riguarda gli atti della procedura che ha portato all’aggiudicazione del palazzo alla Fondazione Slam Jam Luca Benini. Il Comune ha negato l’accesso al Concept progettuale, al progetto culturale-gestionale e al piano economico-finanziario, accogliendo le obiezioni della Fondazione, che ha invocato la tutela dei propri interessi economici e commerciali. Secondo l’Amministrazione, i documenti contengono know-how, strategie organizzative e informazioni riservate la cui divulgazione potrebbe danneggiare l’attività futura della Fondazione.

Nella risposta, firmata dal direttore generale Sandro Mazzatorta, il Comune sostiene inoltre che l’accesso civico non possa essere utilizzato per verificare la correttezza della procedura amministrativa o per contestare l’aggiudicazione, la cui legittimità può essere valutata dal giudice amministrativo. Il provvedimento richiama anche le comunicazioni pubbliche e politiche di Zambelli sulla vicenda.

Il ricorrente contesta soprattutto il fatto che il diniego, pur respingendo formalmente l’intera richiesta, motivi il rifiuto soltanto per i tre documenti progettuali. Nessuna spiegazione viene fornita, secondo Zambelli, per la mancata consegna dei verbali di gara, delle schede con i punteggi attribuiti, dell’atto di nomina e dei curricula dei componenti della commissione, né per la richiesta di pubblicazione degli atti.

Su questi documenti il Comune, in una precedente comunicazione del 21 luglio, aveva annunciato che sarebbero stati trasmessi una volta concluse le verifiche sull’aggiudicazione. La procedura si è poi conclusa il 30 luglio, quando la concessione è stata assegnata alla Fondazione, unica partecipante alla gara.

Il 6 ottobre il Difensore civico regionale aveva accolto il primo ricorso di Zambelli, invitando l’Amministrazione a consegnare i documenti già promessi e a concludere il procedimento con una risposta motivata, valutando concretamente le eventuali ragioni di riservatezza. Secondo il cittadino, il successivo diniego non avrebbe dato pieno seguito a queste indicazioni.

Nel nuovo ricorso Zambelli sostiene che l’accesso civico generalizzato spetti a chiunque e serva anche a consentire il controllo sull’attività amministrativa e sull’utilizzo delle risorse pubbliche. Chiede quindi che siano resi disponibili verbali, punteggi e documenti relativi alla commissione e che, per i progetti, venga consentito almeno l’accesso alle parti non riservate, oscurando soltanto le informazioni per le quali sia dimostrabile un concreto pregiudizio.

Zambelli richiama anche il termine del 5 novembre, entro il quale, secondo la sua interpretazione della normativa, il Comune dovrebbe confermare il diniego dopo la comunicazione del Difensore civico del 6 ottobre. In mancanza, sostiene, l’accesso dovrebbe essere consentito. La questione resta subordinata alla verifica degli atti e delle comunicazioni del procedimento.

Nella richiesta di riesame viene inoltre chiesto di chiarire chi sia effettivamente competente a decidere, perché il provvedimento indica Giorgio Bonaldo come responsabile della trasparenza, mentre, secondo Zambelli, il decreto sindacale in vigore attribuirebbe l’incarico al segretario generale Francesco Babetto. Il cittadino chiede infine che il riesame sia affidato a una figura non coinvolta nella gara.

Resta aperta anche la questione della firma del contratto: secondo Zambelli, per quanto gli risulta, la concessione non sarebbe ancora stata formalizzata, nonostante la determina del 30 luglio precisi che il Comune sarà vincolato soltanto con la stipula.

La vicenda si concentra ora sulla possibilità di conoscere gli atti che documentano la valutazione delle offerte e le ragioni dell’aggiudicazione, oltre che sui limiti alla riservatezza dei progetti presentati per la gestione di Palazzo Prosperi Sacrati.

I commenti sono chiusi.