La ‘Ndrangheta a Ferrara. Avs e Possibile chiedono le dimissioni di Carità

La ‘Ndrangheta a Ferrara. Avs e Possibile chiedono le dimissioni di Carità 1

Dopo la notizia dell’iscrizione tra gli indagati dell’inchiesta della Procura Distrettuale Antimafia per la vicenda XBikes, l’Alleanza Verdi Sinistra Italiana e Possibile Ferrara chiedono le dimissioni dell’assessore Carità.

“Il fatto che un amministratore del Comune di Ferrara sia indagato dalla Procura Antimafia è un fatto assolutamente inedito per la nostra città, a nostra memoria. Crediamo sia opportuno che l’assessore faccia un passo indietro e si dimetta per dedicarsi a tempo pieno alla sua difesa, nella speranza risulti estraneo ai fatti” affermano. E aggiungono: “Forse la tanto vituperata , sbandierata dal sindaco, sarebbe da verificare dentro le stanze del palazzo comunale, piuttosto che nelle strade della città”.

Avs e Possibile proseguono: “Le indagini ipotizzano un sistema violento e mafioso che avrebbe operato in strutture in concessione del Comune, e ricevuto fondi pubblici e partecipato ad eventi pubblici. Ci chiediamo se in fase di definizione dei bandi e delle successive assegnazioni siano mai stati fatti i controlli necessari”.

Intanto, tutti i gruppi consiliari di hanno chiesto formalmente a Federico Soffritti, presidente del Consiglio Comunale, che Fabbri riferisca in apertura della seduta di lunedì 26 ottobre sulla vicenda.

“Non spetta alla politica accertare responsabilità penali, né intendiamo anticipare giudizi sulle persone coinvolte. Ma quando un’indagine investe la gestione di un bene pubblico, il sindaco ha il dovere istituzionale di riferire al Consiglio e alla città” dicono le minoranze.

Le opposizioni chiedono di conoscere gli elementi a disposizione dell’amministrazione, le verifiche avviate sulle procedure di affidamento e sulla gestione dell’impianto, l’efficacia dei controlli e le iniziative adottate o previste a tutela dell’ pubblico.

“Il rispetto della magistratura, della riservatezza delle indagini e della presunzione di innocenza è fuori discussione. Ma non può diventare un alibi per il silenzio istituzionale. Chiediamo al sindaco di spiegare ciò che l’amministrazione sa, ciò che ha verificato e ciò che intende fare. La trasparenza è una responsabilità verso i cittadini” chiudono.

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