L’Emilia-Romagna ratifica la normativa sul testamento biologico.

L'Emilia-Romagna ratifica la normativa sul testamento biologico. 1

In Emilia-Romagna è stata approvata la legge riguardante il suicidio medicalmente assistito. La proposta di legge sul fine vita, presentata da Avs, Pd, Civici e Movimento 5 Stelle con Paolo Trande (Avs) come primo firmatario, ha ottenuto il sostegno di Pd, Avs, Civici e Movimento 5 Stelle, mentre ha incontrato l’ di FdI, Forza Italia, Rete civica e .

La finalità della norma è quella di disciplinare l’accesso al suicidio medicalmente assistito per i pazienti affetti da malattie irreversibili e da sofferenze intollerabili, assicurando equità nell’accesso e tempi adeguati alle condizioni fisiche dei richiedenti.

Il voto dell’Assemblea è giunto dopo un lungo dibattito tra le forze politiche, durante il quale sono state ribadite le posizioni già espresse nel corso della discussione in commissione: per il centrosinistra, si tratta di una legge che recepisce le indicazioni della Corte costituzionale e, senza creare conflitti con le cure palliative, affronta questioni concrete. Il centrodestra ha manifestato una netta opposizione, definendo l’iniziativa della Regione Emilia-Romagna come una fuga in avanti e chiedendo un potenziamento delle cure palliative.

A presentare la proposta di legge sono stati la relatrice di maggioranza Alice (Pd), il relatore di minoranza Nicola Marcello (FdI) e il primo firmatario Paolo Trande (Avs). Parma ha evidenziato come la proposta della Regione risponda a problematiche reali e come non sia corretto contrapporre le cure palliative al suicidio medicalmente assistito, mentre Marcello ha sostenuto che il centrosinistra ha intrapreso una fuga in avanti e che prima di considerare il suicidio medicalmente assistito sia necessario rafforzare le cure palliative.

Trande ha ribadito che la legge, “lungi dal prevedere forme di eutanasia, offre risposte a un bisogno concreto”. Questo sarebbe dimostrato dal fatto che “anche Regioni governate dal centrodestra come Piemonte e Lombardia hanno dovuto adottare misure amministrative riguardo al suicidio medicalmente assistito” e, sul piano etico, ha sottolineato l’importanza del diritto all’autodeterminazione, ricordando che “è fondamentale ascoltare tutte le sensibilità religiose e culturali, eccetto quelle che intendono imporre il proprio punto di vista agli altri”.

La legge approvata dall’Assemblea legislativa disciplina l’accesso al suicidio medicalmente assistito per i pazienti affetti da malattie irreversibili, che comportano sofferenze fisiche o psichiche considerate intollerabili. La legge si basa su quanto stabilito dalla Corte costituzionale, che ha identificato in queste persone il profilo di chi può accedere al suicidio medicalmente assistito: individui affetti da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche o psicologiche ritenute intollerabili, mantenuti in vita da trattamenti di sostegno vitale e capaci di prendere decisioni libere e consapevoli. Inoltre, la persona deve aver ricevuto informazioni adeguate e complete sulle alternative disponibili, comprese le cure palliative.

La verifica della sussistenza di queste condizioni è effettuata da una struttura pubblica del Servizio sanitario , con garanzie procedurali rigorose. La decisione riguardante l’autorizzazione o meno al suicidio medicalmente assistito è affidata a una Commissione di valutazione multidisciplinare (CoVam) che opera all’interno del Servizio sanitario regionale su base territoriale, ovvero per “Area Vasta”, e ha il compito di definire e verificare le modalità di attuazione.

La commissione è composta da diverse professionalità cliniche: medico palliativista, anestesista rianimatore, medico legale, psichiatra, medico specialista nella patologia del richiedente, farmacologo o farmacista, psicologo, infermiere e, se richiesto dall’interessato, può partecipare alla commissione anche il medico di medicina generale o un altro medico di fiducia indicato, esclusivamente in qualità di consulente. La CoVam si avvale del parere, non vincolante, del Comitato Regionale per l’Etica Clinica (Corec), anch’esso multidisciplinare e istituito con delibera già nel 2024.

La proposta di legge non stabilisce scadenze rigide entro cui la commissione deve esprimere il proprio parere sulla richiesta del paziente, garantendo che tali tempistiche siano compatibili con la condizione clinica del paziente, evitando ritardi ingiustificati. L’intera procedura è gratuita per il paziente.

Inoltre, la Commissione di valutazione effettua una prima visita recandosi nel luogo in cui si trova il paziente e conduce colloqui con le persone eventualmente indicate dal paziente stesso. Le attività legate all’espletamento del suicidio assistito saranno svolte esclusivamente da personale su base volontaria. Ogni anno, l’Assemblea legislativa procederà a una valutazione sull’applicazione di questa norma e sui suoi effetti.

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