Ndrangheta a Ferrara. Il silenzio di Fabbri preoccupa anche in Regione

Ndrangheta a Ferrara. Il silenzio di Fabbri preoccupa anche in Regione 1

«Fabbri fugge dal confronto. Deve rispondere alla città sulla vicenda del kartodromo». Da Ferrara la preoccupazione per quanto scoperto dalla Direzione Antimafia di Roma si diffonde nel resto della regione.

Da via Aldo Moro Paolo Calvano, capogruppo del Partito Democratico, ritiene «inaccettabile che Alan Fabbri non si sia presentato in Consiglio comunale per chiarire una vicenda che coinvolgerebbe un suo assessore e riguarda il kartodromo di proprietà del Comune, finito sotto sequestro nell’ambito di un’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia».

«Il sindaco non può rifugiarsi dietro l’assenza di comunicazioni ufficiali – aggiunge il dem -. Quando un’inchiesta accende i riflettori su possibili infiltrazioni della criminalità organizzata nella gestione di un bene pubblico, il primo dovere di chi governa è fare chiarezza, non sottrarsi al confronto».

Calvano chiede a Fabbri di spiegare ai ferraresi «quali controlli siano stati fatti e come intenda tutelare il Comune. La presunzione di innocenza vale per tutti, ma non cancella la responsabilità politica di chi amministra. I cittadini meritano risposte, non assenze. La tutela del patrimonio pubblico e la prevenzione di qualsiasi infiltrazione mafiosa devono essere una priorità assoluta: su questo non sono ammesse ambiguità né sottovalutazioni».

Sempre dall’Assemblea legislativa regionale si levano le voci dei consiglieri di Alleanza Verdi Sinistra.

«Quanto sta emergendo dall’inchiesta sulle presunte infiltrazioni della ’ndrangheta a Ferrara è motivo di profonda preoccupazione – dichiara la capogruppo Simona Larghetti -, tanto più perché coinvolge la gestione di un bene pubblico e vede tra gli indagati un assessore e due funzionari comunali. Una vicenda che pone interrogativi seri sulla trasparenza e sulla tenuta democratica delle istituzioni cittadine».

«Sarà la magistratura ad accertare eventuali responsabilità penali, nel pieno rispetto della presunzione di innocenza. Ma le responsabilità politiche e istituzionali non possono essere sospese in attesa delle sentenze. Per questo è particolarmente grave l’assenza del sindaco Alan Fabbri in Consiglio comunale, nonostante la richiesta delle opposizioni di riferire su quanto sta accadendo. Non basta una nota per liquidare una vicenda di questa portata», aggiunge il consigliere regionale Paolo Trande, parlando anche a nome di Coalizioni Civiche e Possibile.

«La lotta alle mafie non può ridursi agli slogan sulla sicurezza. Richiede trasparenza, controlli e istituzioni capaci di rispondere ai cittadini – concludono i due consiglieri regionali -. Sono ormai tre giorni che il sindaco Fabbri evita di esprimersi pubblicamente su una vicenda di enorme gravità, che coinvolge direttamente la sua amministrazione. Un silenzio che non è più accettabile. Condividiamo le richieste avanzate unitariamente dalle opposizioni: il sindaco vada in Consiglio comunale, chiarisca quanto accaduto e si assuma le proprie responsabilità politiche e istituzionali. Ferrara merita risposte, non silenzi».

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