Sanità privata nella scuola pubblica, Usb: “I precari più fragili esclusi”

Sanità privata nella scuola pubblica, Usb: “I precari più fragili esclusi” 1

Una polizza sanitaria gratuita per oltre un milione di lavoratrici e lavoratori della scuola, ma non per tutti. E soprattutto, secondo Usb Scuola, una misura che rischia di trasformare le difficoltà del Servizio sanitario in un nuovo spazio per il welfare privato. Il sindacato interviene sulla nuova copertura sanitaria integrativa messa a disposizione dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, contestandone tanto le esclusioni quanto l’impostazione complessiva.

Il primo bersaglio della critica sono i supplenti brevi, rimasti fuori dalla platea dei beneficiari. Proprio, sottolinea USB, quella componente del personale scolastico che vive le condizioni di maggiore precarietà e che viene utilizzata durante l’anno per coprire assenze e cattedre rimaste temporaneamente scoperte.

Per il sindacato non si tratta di un dettaglio tecnico, ma della dimostrazione di come alla precarietà contrattuale continuino a corrispondere minori tutele. “La precarietà, in questo Paese, si paga anche in termini di diritti negati, non solo di stipendio”, sostiene Usb Scuola, che contesta così l’esclusione dalla nuova misura di una parte del personale.

Le critiche riguardano anche il metodo con cui la polizza è stata introdotta. Secondo Usb, una misura destinata a interessare più di un milione di dipendenti sarebbe stata definita senza un vero confronto con le organizzazioni sindacali non firmatarie del contratto collettivo nazionale. Beneficiari, esclusioni e soggetti assicurativi coinvolti sarebbero quindi stati stabiliti senza una contrattazione sufficientemente ampia.

Ma è soprattutto sul rapporto tra sanità pubblica e welfare integrativo che il sindacato concentra la propria analisi. Usb non contesta l’utilità immediata che una copertura sanitaria gratuita può avere per chi riesce ad accedervi, soprattutto in una fase segnata da lunghe liste d’attesa e dal crescente ricorso dei cittadini alla sanità privata. Mette però in discussione la scelta stessa di destinare risorse pubbliche a una polizza assicurativa.

Secondo il sindacato, infatti, il rischio è quello di normalizzare progressivamente l’idea che il Servizio sanitario nazionale non sia più sufficiente e debba essere affiancato da strumenti assicurativi legati alla posizione lavorativa. Una soluzione che consentirebbe di aggirare il problema delle liste d’attesa senza intervenire sulle cause che le producono.

Usb solleva inoltre il tema della gestione dei dati sanitari, affidata alle compagnie coinvolte nella copertura: UniSalute, Poste Assicura e Intesa Sanpaolo Protezione.

Sul tavolo rimane poi la questione delle priorità per il comparto scuola. Il sindacato ricorda le rivendicazioni aperte sul rinnovo contrattuale, sulla perdita di potere d’acquisto degli stipendi, sulla stabilizzazione dei precari e sulle assunzioni necessarie per ridurre il ricorso strutturale alle supplenze. Una polizza sanitaria, sostiene Usb, può rappresentare un vantaggio concreto per chi ne usufruisce, ma non può sostituire interventi sul salario e sulla stabilità del lavoro.

La misura contestata dal sindacato è operativa da mercoledì 10 settembre. Il Ministero ha messo a disposizione del personale scolastico una polizza sanitaria integrativa gratuita gestita da UniSalute in coassicurazione con Poste Assicura e Intesa Sanpaolo Protezione. La platea indicata supera 1,2 milioni di dipendenti.

Possono aderire docenti, Dsga e personale Ata a tempo indeterminato, i supplenti con contratto annuale fino al 31 agosto o fino al termine delle attività didattiche del 30 giugno, il personale utilizzato nelle scuole statali, i dirigenti scolastici e il personale amministrativo del Ministero. Restano invece esclusi, oltre ai supplenti brevi, il personale delle Province autonome di e Bolzano e della Valle d’Aosta, quello comandato presso altre amministrazioni e chi abbia già compiuto 71 anni al momento della decorrenza della copertura.

L’adesione non avviene automaticamente. Il personale interessato deve accedere all’area riservata del portale del Ministero tramite Spid, Cie o Cns e selezionare il servizio dedicato all’assicurazione sanitaria integrativa. Una volta espressa, l’adesione è irrevocabile e rimane valida fino alla scadenza del contratto per il personale a tempo determinato o fino alla cessazione dal servizio per quello di ruolo.

L’attivazione, inoltre, non è immediata. Dopo la richiesta occorre attendere la trasmissione dei nominativi a UniSalute e il Ministero suggerisce di aspettare almeno venti giorni prima di registrarsi sul portale o sull’app della compagnia assicurativa. Il numero verde dedicato all’assistenza sulle garanzie previste, le prestazioni e i rimborsi sarà attivo dal 30 settembre.

Una misura che può dunque tradursi in un beneficio concreto per una larga parte del personale scolastico, ma che per Usb lascia aperta una questione più ampia: se la risposta alle difficoltà di accesso alle cure debba passare dall’estensione delle assicurazioni integrative oppure dal rafforzamento della sanità pubblica. Per il sindacato la strada deve essere la seconda, insieme a maggiori salari e alla riduzione della precarietà che continua a caratterizzare una parte consistente del lavoro nella scuola.

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