Schlein: “Inaccettabili le dichiarazioni di La Russa riguardo alla Flotilla, è necessario liberare gli attivisti”
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Le affermazioni di Ignazio La Russa riguardo alla Flotilla sono “dichiarazioni inaccettabili, soprattutto provenendo dalla seconda carica dello Stato”, afferma la segretaria del Pd Elly Schlein durante un intervento a Tagadà. La leader del partito interviene in seguito alle parole espresse ieri dal presidente del Senato, il quale ha ribadito una visione fortemente critica sull’iniziativa: “Si tratta di operazioni strumentali e propagandistiche con un alto contenuto mediatico. Se poi hai la fortuna di essere fermato e di poter dire di essere stato torturato, è il massimo che puoi sperare”.
È scoppiata una polemica. Le opposizioni rispondono. “Stiamo discutendo di una missione umanitaria organizzata da civili che non intendono arrendersi al fatto che, nonostante una finta tregua, a Gaza si continui a morire, le occupazioni illegali della Cisgiordania proseguono, così come le violenze dei coloni con il pieno supporto del governo criminale di Netanyahu. Questa è la realtà”, commenta Schlein. Ha poi richiesto “la liberazione immediata di quei due attivisti Thiago e Saif che attualmente sono stati sequestrati e si trovano in Israele, senza che siano state formalizzate accuse nei loro confronti”.
“Commento inaccettabile” di La Russa anche per un altro esponente del Pd, Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera. Il fatto che “la seconda carica dello Stato minimizzi e attacchi una missione umanitaria promossa da civili, ignorando che la Procura di Roma ha aperto un fascicolo per sequestro di persona e tortura, rivela molto sul suo spessore umano prima ancora che politico. La seconda carica dello Stato dovrebbe essere consapevole che a Gaza è ancora in vigore il blocco navale contro ogni norma del diritto internazionale e gli aiuti umanitari continuano ad arrivare a singhiozzo, mentre Israele porta avanti, in spregio alle risoluzioni dell’Onu, una pulizia etnica in Cisgiordania senza che la comunità internazionale intervenga, Italia compresa – scrive sui social – È singolare che la destra italiana, invece di chiedere a Israele di liberare gli attivisti, sequestrati e rapiti in acque internazionali su una barca con bandiera italiana, attacchi chi ha dato vita alla Global Sumud Flotilla. La Russa dovrebbe ricordare che la sovranità del nostro Paese va difesa ovunque e per tutti, non solo nei comizi. Comizi che chi occupa posizioni di vertice nello Stato dovrebbe evitare di tenere, invece di comportarsi come il portavoce italiano di Benjamin Netanyahu”, conclude Scotto.
Per Laura Boldrini, deputata Pd e presidente del Comitato Permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, “l’Italia e l’Europa devono esigere la liberazione immediata” dei due attivisti non solo “perché l’abbordaggio e il prelevamento degli attivisti sono avvenuti in violazione del diritto internazionale, ma perché non è tollerabile che Israele tenga sotto scacco il nostro Paese e l’Ue continuando a comportarsi come se fosse il padrone del Medio Oriente e del Mediterraneo, ignorando qualsiasi norma internazionale, senza subire alcuna conseguenza”.
Ha preso parte a una manifestazione pacifica davanti all’ambasciata di Israele a Bruxelles, l’europarlamentare dem Sandro Ruotolo. Insieme a un gruppo di deputati europei hanno richiesto la liberazione di Thiago e Saif “arrestati e detenuti illegalmente” perché “quello che è accaduto rappresenta l’ennesimo atto di aggressione, una violazione del diritto internazionale. L’abbordaggio della Freedom Flotilla è avvenuto in acque europee, al largo di Creta. Colpisce, ancora una volta, il silenzio dell’Europa”, spiega Ruotolo, che è anche membro della segreteria Pd.
Interviene Nicola Fratoianni di Avs: “Il governo Meloni dovrebbe avere un minimo di dignità come hanno dimostrato altri governi europei. Ci sarebbe molto da dire sulle nuove, ennesime affermazioni infelici del presidente del Senato, e sulla gravità delle sue parole riguardo alla Flotilla, a partire dalla ‘fortuna di essere fermato e poi poter gridare di essere torturato’, mentre sono sotto gli occhi di tutti le angherie e le violenze dell’esercito israeliano subite dai rapiti”.
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