Luna 2: la sonda sovietica che ha toccato per prima la superficie lunare

Luna 2: la sonda sovietica che ha toccato per prima la superficie lunare 1

Il 14 settembre 1959 la sonda sovietica Luna 2 si schiantò sulla superficie della Luna, diventando il primo oggetto costruito dall’uomo a raggiungere un altro corpo celeste. L’impresa arrivò meno di due anni dopo il lancio dello Sputnik e confermò il vantaggio conquistato dall’Unione Sovietica nelle prime fasi della corsa allo spazio. Luna 2 non effettuò un atterraggio controllato e non tornò sulla Terra: il suo obiettivo era raggiungere il satellite e raccogliere dati durante il viaggio, aprendo una strada che avrebbe portato, meno di dieci anni dopo, alle prime missioni con equipaggio intorno alla Luna.

La corsa allo spazio comincia con lo Sputnik

Quando 2 lasciò la Terra, la competizione spaziale tra Stati Uniti e Unione Sovietica era cominciata da meno di due anni. Il 4 ottobre 1957 Mosca aveva lanciato Sputnik 1, il primo satellite artificiale collocato in orbita terrestre.

Il successo sovietico aveva avuto conseguenze che andavano ben oltre la ricerca scientifica. Nel pieno della , la capacità di mettere in orbita un satellite dimostrava anche il livello raggiunto dalla tecnologia missilistica dell’URSS. Un vettore sufficientemente potente da trasportare un oggetto nello spazio poteva essere collegato, agli occhi delle potenze rivali, alla capacità di sviluppare missili balistici intercontinentali.

Gli Stati Uniti risposero accelerando il proprio programma spaziale e nel 1958 nacque la NASA. La Luna divenne rapidamente uno degli obiettivi principali della competizione.

I primi tentativi mostrarono però quanto fosse difficile raggiungerla.

I primi tentativi sovietici verso la Luna

Il programma sovietico subì diversi fallimenti prima di ottenere risultati. Razzi esplosero o non riuscirono a imprimere alle sonde la traiettoria necessaria per lasciare l’orbita terrestre.

Il primo grande risultato arrivò con Luna 1, lanciata il 2 gennaio 1959. La missione avrebbe dovuto raggiungere la superficie lunare, ma un errore nella traiettoria fece sì che la sonda mancasse il satellite di alcune migliaia di chilometri.

Il fallimento dell’obiettivo principale produsse comunque un primato. Luna 1 divenne il primo oggetto costruito dall’uomo a raggiungere la velocità di fuga dalla gravità terrestre e il primo a entrare in orbita intorno al Sole.

La missione fornì inoltre informazioni sull’ambiente tra la Terra e la Luna e contribuì a preparare il tentativo successivo.

Otto mesi più tardi l’Unione Sovietica era pronta a riprovarci.

Il lancio di Luna 2

Luna 2 venne lanciata il 12 settembre 1959 dal cosmodromo di Baikonur, nell’attuale Kazakistan, attraverso un razzo della famiglia R-7.

La sonda aveva una forma approssimativamente sferica e pesava circa 390 chilogrammi. Non disponeva di un sistema di propulsione capace di rallentarla per effettuare un atterraggio morbido. La missione era stata progettata per concludersi con un impatto sulla superficie lunare.

A bordo si trovavano diversi strumenti destinati allo studio dello spazio, tra cui rilevatori di radiazioni e particelle, un magnetometro e dispositivi per l’analisi dell’ambiente interplanetario.

Durante il viaggio Luna 2 trasmise informazioni verso la Terra. Tra i risultati scientifici della missione vi fu la conferma dell’assenza di un campo magnetico lunare globale di intensità paragonabile a quello terrestre e di una fascia di radiazioni significativa attorno alla Luna.

La sonda trasportava inoltre piccoli emblemi metallici sovietici recanti riferimenti all’URSS e all’anno 1959, destinati a raggiungere la superficie insieme al veicolo.

Il 14 settembre 1959 l’impatto sulla Luna

Dopo circa un giorno e mezzo di viaggio, Luna 2 raggiunse il suo obiettivo.

Alle 21:02:24 UTC del 13 settembre, corrispondenti alle prime ore del 14 settembre secondo l’ora di Mosca, i segnali radio provenienti dalla sonda cessarono improvvisamente. Luna 2 aveva colpito la superficie lunare nella regione compresa tra Mare Imbrium e Mare Serenitatis, nei pressi dei crateri Aristillus, Archimedes e Autolycus.

La differenza tra UTC e ora di Mosca spiega perché alcune fonti occidentali riportino 13 settembre 1959 come data dell’impatto, mentre nella cronologia sovietica e in diverse ricostruzioni venga indicato il 14 settembre.

Il risultato rimaneva lo stesso: per la prima volta un manufatto costruito sulla Terra aveva raggiunto fisicamente un altro corpo celeste.

Non era ancora un atterraggio. Luna 2 arrivò sulla superficie a grande velocità e venne distrutta nell’impatto. Per ottenere il primo allunaggio morbido sarebbe stato necessario aspettare il 3 febbraio 1966, quando la sonda sovietica Luna 9 riuscì a posarsi sulla superficie e a trasmettere immagini verso la Terra.

Un successo anche politico per l’Unione Sovietica

Il risultato di Luna 2 ebbe immediatamente una forte dimensione politica.

Il leader sovietico Nikita Krusciov arrivò negli Stati Uniti il 15 settembre 1959 per una visita ufficiale, appena dopo il successo della missione. Durante il viaggio incontrò il presidente americano Dwight D. Eisenhower e gli consegnò una replica di uno degli emblemi metallici trasportati da Luna 2.

Il messaggio propagandistico era evidente. L’Unione Sovietica poteva presentarsi come la potenza che aveva lanciato il primo satellite artificiale e, poco dopo, aveva raggiunto per prima la Luna.

La serie di primati sovietici non era ancora terminata.

Soltanto poche settimane dopo, nell’ottobre del 1959, Luna 3 riuscì a fotografare per la prima volta la faccia della Luna permanentemente nascosta alla Terra. Le immagini erano rudimentali rispetto agli standard successivi, ma mostrarono territori che nessun essere umano aveva mai potuto osservare direttamente.

Nel 1961 sarebbe arrivato un risultato ancora più importante: Jurij Gagarin divenne il primo uomo a raggiungere lo spazio e a completare un’orbita terrestre.

Dal vantaggio sovietico al programma Apollo

La successione dei successi dell’URSS contribuì ad aumentare la pressione sugli Stati Uniti.

Nel maggio del 1961, poche settimane dopo il volo di Gagarin, il presidente John Fitzgerald Kennedy indicò davanti al Congresso l’obiettivo di portare un uomo sulla Luna e riportarlo sano e salvo sulla Terra prima della fine del decennio.

L’impegno venne ribadito pubblicamente il 12 settembre 1962 nel celebre discorso pronunciato alla Rice University. La Luna diventava così il traguardo principale della competizione spaziale tra le due superpotenze.

Nel frattempo continuarono le missioni robotiche. L’Unione Sovietica raggiunse il primo allunaggio morbido con Luna 9 nel 1966; nello stesso anno Luna 10 divenne il primo veicolo a entrare in orbita intorno al satellite.

Gli Stati Uniti svilupparono i programmi Ranger, Surveyor e Lunar Orbiter, fondamentali per studiare la superficie e individuare possibili siti di atterraggio in vista delle missioni umane.

Il 20 luglio 1969, il modulo lunare di Apollo 11 raggiunse infine la superficie. Neil Armstrong e Buzz Aldrin divennero i primi esseri umani a camminare sulla Luna, mentre Michael Collins rimase in orbita a bordo del modulo di comando.

Erano trascorsi meno di dieci anni dal viaggio di Luna 2.

La sonda che raggiunse un altro mondo

Luna 2 non possedeva telecamere, non poteva effettuare un atterraggio controllato e la sua esistenza operativa terminò nel momento stesso in cui raggiunse la destinazione. Rispetto alle missioni lunari sviluppate pochi anni più tardi, si trattava di una macchina relativamente semplice.

Il valore storico della missione risiede proprio nel primato ottenuto. Fino al settembre del 1959 tutti gli oggetti costruiti dall’essere umano erano rimasti sulla Terra, nella sua atmosfera o nello spazio circostante, con la sola Luna 1 ormai avviata in un’orbita eliocentrica dopo avere mancato il proprio bersaglio.

Con Luna 2, per la prima volta una macchina partita dalla Terra arrivò fisicamente sulla superficie di un altro corpo celeste. Fu uno dei passaggi che trasformarono la Luna da oggetto osservato a distanza per millenni in una destinazione raggiungibile attraverso l’esplorazione spaziale.

I commenti sono chiusi.