Anche i carabinieri di Ferrara partecipano all’iniziativa “Un posto occupato”

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Questa mattina, nella sala d’attesa della stazione dei carabinieri di Ferrara, si è svolta una cerimonia sobria e toccante per l’inaugurazione dell’adesione al progetto “Un posto occupato”. L’iniziativa, che rappresenta l’impegno quotidiano e la profonda sensibilità dell’Arma dei Carabinieri nelle attività di prevenzione e contrasto alla grave problematica della violenza di genere, si colloca all’interno di un protocollo d’intesa consolidato con il Soroptimist International d’Italia.

Presenti alla cerimonia il comandante provinciale dei carabinieri di Ferrara, colonnello Alessandro Di Stefano, la nuova presidente del Soroptimist Club di Ferrara, dottoressa Maria Gabriella Marchetti, la dottoressa Patrizia Guidi, presidente uscente del Club, Lorenzo e Anna Pirani, titolari dell’Azienda Pirani Mobili di Gavello di Bondeno, che hanno realizzato la sedia rossa nei loro laboratori, e la dottoressa Daniela Fratti, storica socia del Soroptimist che ha collaborato attivamente alla creazione della prima stanza protetta all’interno del comando provinciale.

Grazie alla donazione dell’associazione di una “sedia rossa”, dotata di un significativo valore simbolico, i carabinieri di Ferrara hanno deciso di riservare uno spazio fisico e permanente all’interno dei propri uffici per onorare tutte le donne vittime di violenza, rinnovando e rafforzando così la collaborazione con il Soroptimist, già attiva sul territorio con il progetto “Una stanza tutta per sé”, un’aula appositamente allestita in caserma per protetto delle vittime vulnerabili.

Durante la cerimonia, Marchetti ha voluto evidenziare l’importanza dell’iniziativa, nata nel 2013 per impulso della giornalista Maria Andaloro, sottolineando come essa derivi da una riflessione intima e universale: “Potevo esserci io al suo posto; potevamo esserci tutti noi al loro posto. Questa sedia, che apparentemente appare vuota, rappresenta in realtà una presenza fondamentale che ci invita a non distogliere lo sguardo, ci responsabilizza, ci educa e, in un certo senso, ci scuote”.

Marchetti ha poi sottolineato il significato sociale e le prospettive del progetto: “Questa iniziativa non si limita a essere l’espressione del doveroso ricordo delle vittime. Vuole caricare la società di un problema culturale profondo, che deve trasformarsi in responsabilità civile e sociale. Solo in questo modo possiamo formare cittadini diversi: più responsabili, consapevoli, sensibili al rispetto e al dialogo, capaci di promuovere l’attenzione ai diritti umani come un vero e proprio stile di vita. Riuscendo in questo, potremo lasciare ai nostri figli una società migliore”.

Sulla sedia rossa collocata nella sala d’attesa è stata affissa una locandina con un messaggio chiaro e di forte impatto: “Posto occupato è un gesto concreto dedicato a tutte le vittime di violenza. Ognuna di quelle donne, prima che un marito, un ex, un amante, uno sconosciuto decidesse di porre fine alla sua vita, occupava un posto a teatro, sul tram, a scuola, in metropolitana, nella società. Questo posto vogliamo riservarlo a loro, affinché la quotidianità non lo sommerga”.

L’iniziativa “Un posto occupato” ha acquisito nel corso degli anni una rilevanza nazionale, ottenendo l’adesione di numerose e prestigiose istituzioni, tra cui il della nel 2017. L’installazione di questo simbolo all’interno della stazione Carabinieri di Ferrara rappresenta un costante monito per tutta la cittadinanza e un invito silenzioso, ma deciso, a non distogliere mai lo sguardo.

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