La Russa querela Ponzani: la docente si affida all’avvocato Anselmo

È l’avvocato Fabio Anselmo il legale a cui la storica Michela Ponzani ha affidato l’incarico dopo le parole pronunciate il 22 ottobre a Otto e mezzo su La7, che hanno aperto la querela con il presidente del Senato Ignazio La Russa.
Durante la trasmissione condotta da Lilli Gruber, la docente ha sostenuto che La Russa non ricoprirebbe oggi quella carica se nel 1973, quando fu tra i protagonisti del “Giovedì nero” di Milano, fosse stato in vigore l’ultimo decreto Sicurezza del governo Meloni.
Il “Giovedì nero” risale al 12 aprile 1973: una manifestazione dell’estrema destra, definita da Ponzani come vietata, degenerata in violenze e scontri con le forze dell’ordine. In quell’occasione due bombe a mano furono lanciate dal corteo: una ferì un passante e un poliziotto, l’altra uccise l’agente Antonio Marino, 22 anni. Per quell’omicidio furono condannati in via definitiva i militanti neofascisti Vittorio Loi e Maurizio Murelli. La Russa vi partecipò come responsabile cittadino del Fronte della Gioventù.
Da qui l’annuncio di querela. Secondo Emiliano Arrigo, portavoce del presidente del Senato, dagli atti giudiziari risulterebbe “non soltanto l’assenza di qualsiasi sua responsabilità in relazione a quella tragica vicenda, ma persino alla semplice ipotesi di manifestazione non autorizzata”, con un “certificato penale intonso”.
La Russa è intervenuto anche tramite i social: “Sono pronto a rinunciare ad adire le vie legali qualora la signora Michela Ponzani chiedesse immediatamente scusa. Lo stesso discorso vale per gli altri soggetti nei cui confronti sono state avviate verifiche su quanto da loro detto o scritto su di me. In tutta la mia vita ho querelato una sola persona, e l’ho fatto perché aveva offeso la memoria di mio padre a oltre dieci anni dalla sua scomparsa. Questa volta, invece, mi trovo di fronte a una fake news gravemente lesiva della mia onorabilità, basata sul travisamento di fatti risalenti a oltre cinquant’anni fa e strumentalmente utilizzata oggi nel tentativo di impedirmi di condannare, senza se e senza ma, le violenze avvenute sabato 17 ottobre. Pretendo le scuse”.
Nella puntata successiva dello stesso programma – quella di lunedì 26 ottobre – è arrivata la replica della storica, che non ha inteso scusarsi. Ha chiarito di non aver mai attribuito a La Russa l’omicidio dell’agente, ma di averne ricordato la presenza in quel corteo sulla base di cronache e documenti d’archivio, rivendicando il diritto a discutere pubblicamente la storia. “Grave querelare una docente” ha aggiunto Ponzani, facendo sapere di aver affidato l’incarico all’avvocato Fabio Anselmo.
La vicenda quindi potrebbe presto passare dai salotti televisivi alle aule di tribunale.
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