Albachiara eterna: il percorso di Vasco che connette le diverse generazioni.

Albachiara eterna: il percorso di Vasco che connette le diverse generazioni. 1

di Mauro Alvoni

Esistono brani musicali che si ascoltano e brani che si percepiscono profondamente. Il 5 e 6 giugno 2026, Ferrara non sarà semplicemente il palcoscenico di due tappe del nuovo e attesissimo tour di Vasco Rossi. La città si trasformerà nel palcoscenico di un evento rock che si ripete da quasi cinquant’anni. Una folla immensa si radunerà al Parco Urbano Giorgio Bassani, tra cori interminabili e luci sollevate verso il cielo, per omaggiare un mito che ha superato le barriere temporali, vendendo oltre 40 milioni di dischi e rendendo la musica un patrimonio familiare che si trasmette di generazione in generazione.

Il percorso di Blasco è una traiettoria che attraversa la storia d’Italia, sostenuta da un repertorio straordinario che include più di 250 brani e 44 album pubblicati (comprendendo 18 opere fondamentali in studio, 12 dal vivo e 13 raccolte). Tutto ha avuto inizio tra le onde delle prime radio libere alla fine degli anni ’70, quando un giovane di Zocca, disordinato e audace, decise di dare voce agli ultimi e agli esclusi. Erano gli anni di “Colpa d’Alfredo” e di quella “Vita Spericolata” che a Sanremo suscitò scalpore, diventando immediatamente l’inno di una gioventù che rifiutava l’omologazione. I ragazzi di quel periodo oggi portano i propri figli ai concerti, ma nei loro occhi brilla esattamente la stessa luce di allora.

Successivamente, sono giunti gli anni ’90, la consacrazione e le notti magiche nei mega-stadi, fino a raggiungere vette leggendarie che nessun altro artista al mondo ha mai più eguagliato. È impossibile non pensare al leggendario Modena Park del 1° luglio 2017: il concerto che ha stabilito record assoluti, radunando ben 225mila spettatori paganti, trasformando una sola notte in un evento di rilevanza mondiale. È l’epoca d’oro in cui Vasco scrive le sue pagine più personali. Capolavori in grado di catturare l’anima di un Paese, ricordandoci che in fondo “è tutto un equilibrio sopra la follia”. Con questa straordinaria verità, tratta dall’immortale poesia di “Sally”, Vasco diventa il confessore laico di milioni di persone, l’unico capace di tradurre in parole semplici la vertigine del futuro.

Oggi, osservando la folla che affollerà Ferrara, il vero capolavoro di Vasco si rivela evidente: la presenza dei ventenni del Duemila. Giovani nati quando “Albachiara” era già una leggenda, che oggi intonano “Un senso” o “Siamo qui” con la stessa disperata urgenza dei loro genitori. Vasco è riuscito a comunicare con i nativi digitali senza mai inseguire le tendenze, rimanendo semplicemente umano e autentico.

Mentre la band perfeziona i dettagli del palco, dagli ambienti di produzione emergono le prime, caldissime indiscrezioni sulla scaletta del tour 2026. Lo stesso Vasco ha promesso una setlist “imprevedibile, inarrivabile e sorprendente”. Accanto a brani indiscutibili come “Gli Spari Sopra” e “Vivere”, le voci di corridoio si fanno insistenti sul recupero di grandi classici storici che mancano da anni dalle esibizioni dal vivo: i fan più appassionati scommettono sul ritorno a sorpresa di brani d’atmosfera come “Bolle di sapone”, “Alibi” e “La nostra relazione”. Il brano di apertura sarà qualcosa di inaspettato, rivela lo stesso Vasco, e voci di corridoio sussurrano possa trattarsi di “15 anni fa”.

Nelle due magiche notti estensi di giugno, quando le luci del grande palco si spegneranno, non avrà importanza l’età riportata sulla carta d’identità. Abbracciati alla transenna, padri e figli intoneranno all’unisono le stesse identiche parole. Perché Vasco Rossi non è solo passato o presente. Vasco è quel brivido eterno che svanisce, ma che ogni volta, puntualmente, ritorna per farci sentire incredibilmente vivi.

I commenti sono chiusi.