Sigfrido Ranucci al Teatro Nuovo con “Diario di un trapezista”

Sigfrido Ranucci al Teatro Nuovo con "Diario di un trapezista" 1

Lontano dai riflettori e dalla conduzione di Report, Sigfrido Ranucci condivide con il pubblico le vicende legate alle persone incrociate nel suo cammino professionale e privato. Sabato 7 novembre alle 21 il giornalista si presenterà al Teatro Nuovo di Ferrara con "Diario di un trapezista. Cronache di resilienza di un reporter", una produzione di Mismaonda da lui stesso scritta e caratterizzata dalla voce narrante di Stella Gasparri.

Lo spettacolo mette in luce gli aspetti più nascosti della sua attività, evidenziando come incontri inaspettati, scelte rapide e circostanze varie abbiano, nel tempo, influenzato l'esito delle sue indagini e, talvolta, la sua esistenza personale.

"Ci sono persone che con la loro presenza e le loro scelte, pur rimanendo nell’ombra, sono state determinanti per la realizzazione delle mie inchieste, persone che sembrano uscite da un romanzo", spiega il giornalista in occasione della presentazione.

Tra i personaggi ricordati vi è un vagabondo che gli fornì supporto per l'inchiesta sui bombardamenti di Falluja e sull'impiego del fosforo bianco da parte degli USA. Si ricorda inoltre un tassista che consentì di recuperare la collezione d'arte di Calisto Tanzi, comprendente opere di valore sfuggite alla giustizia, e una producer svizzera che lo assistette per evitare pressioni politiche relative a un'indagine su un politico.

Il viaggio narrativo include anche episodi sul traffico di armi, sulle minacce della mafia e su incontri diventati pubblici. Tra questi, Ranucci cita una vicepreside che lo aiutò nell'inchiesta sulle armi, un rapinatore pugliese testimone di un ordine di uccisione mafioso e una professoressa che documentò l'incontro segreto in autogrill tra il senatore Matteo Renzi e l'ex agente dei servizi segreti Marco Mancini.

Al centro della narrazione c'è anche Lavinia, una bodyguard che, secondo le dichiarazioni del giornalista, contribuì a bloccare il piano di alcuni politici per sostituire Ranucci alla guida di Report.

Queste storie, pur nella loro diversità, sono legate dal ruolo svolto da individui spesso invisibili al pubblico nel lavoro del reporter. "Ho maturato la convinzione – conclude Ranucci – che tutte le persone che ho incontrato nella mia vita hanno avuto un compito, coloro che sono andate via è perché quel compito l’avevano portato a termine. Tutte si sono portate via un pezzo di me e mi hanno insegnato qualcosa, alcune anche a non essere come loro."

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