Campi danneggiati e serre distrutte: il maltempo colpisce l’agricoltura ferrarese.
Pere, pesche, albicocche e susine giacciono a terra, campi di mais e girasole piegati dalla violenza del vento, serre e tunnel distrutti, tetti di abitazioni rurali, stalle e magazzini danneggiati. Il giorno successivo al violento fronte temporalesco che ha colpito il Ferrarese mercoledì 15 luglio, è iniziata la valutazione dei danni nelle campagne.
Dal Mezzano all’Alto Ferrarese, il temporale giunto dopo un lungo periodo di caldo e siccità ha impattato su coltivazioni e strutture agricole in tutta la provincia. Cia-Agricoltori Italiani Ferrara ha avviato una prima analisi, raccogliendo segnalazioni di danni ai campi di mais e pomodoro, agli impianti frutticoli, ai magazzini e alle attrezzature delle aziende.
“Caldo intenso alternato a precipitazioni altrettanto forti, accompagnate da vento violento: è uno scenario che si ripete con una frequenza ormai allarmante da fine maggio”, evidenzia Jennifer Felloni, frutticoltrice e vicepresidente di Cia Ferrara.
Secondo Felloni, ciò che le aziende stanno affrontando non può più essere considerato un evento eccezionale. “Il nuovo clima è in grado di distruggere in pochi istanti lavoro, reddito e cibo prezioso per tutti. Le aziende agricole non possono essere lasciate sole”.
La vicepresidente di Cia richiama quindi le istituzioni sull’importanza di garantire risarcimenti e strumenti di supporto alle imprese colpite. Resta da chiarire quali perdite saranno riconosciute dalle assicurazioni e quale risposta potrà arrivare da Agricat, il fondo mutualistico nazionale sostenuto attraverso le risorse della Politica agricola comune e destinato a intervenire in caso di eventi climatici disastrosi.
Cia sottolinea anche le difficoltà delle aziende che hanno investito in reti di protezione contro alcune calamità, evitando i costi delle coperture assicurative sulle colture, ma che ora si trovano a dover affrontare il danneggiamento delle stesse strutture difensive.
“Non possiamo rimanere in balia di questi eventi – aggiunge Felloni -. Non è giusto per la stabilità economica, sociale e ambientale del territorio e per ogni persona che domani non potrà mangiare una mela o una pera prodotta a Ferrara”.
L’organizzazione ha invitato gli agricoltori colpiti a contattare gli uffici territoriali, fornendo informazioni dettagliate sulle coltivazioni e sulle strutture danneggiate. La mappatura servirà a fornire dati precisi alla Regione e al Ministero e a richiedere l’attivazione di eventuali canali di finanziamento.
Un primo quadro giunge intanto dalle segnalazioni raccolte da Coldiretti Ferrara. Le conseguenze più gravi sembrano essersi concentrate nell’Alto Ferrarese, in particolare tra Bondeno e Terre del Reno, dove in alcuni frutteti si stima che sia caduto dal 30 al 50% delle pere, comprese le Carmen, la cui raccolta era già iniziata.
A causare i problemi maggiori è stato il vento, che in alcune zone avrebbe raggiunto o superato i 100-120 chilometri orari. Molto variabile, invece, la quantità di pioggia caduta: si è passati da circa 7-10 mm fino a punte di 70 mm e oltre concentrate in pochi minuti. Sulla base delle prime verifiche non risultano grandinate eccessive.
“La valutazione dei danni è appena cominciata, ma già dalla serata di mercoledì abbiamo ricevuto segnalazioni e testimonianze di problemi a coltivazioni, edifici e strutture produttive”, spiega il direttore di Coldiretti Ferrara, Alessandro Visotti.
La combinazione tra pioggia intensa e raffiche ha piegato numerosi campi di mais e girasole, con le piante abbattute o schiacciate a terra. Preoccupazione riguarda inoltre il pomodoro da industria, la cui campagna di raccolta è appena iniziata e che subirà un primo rallentamento a causa delle precipitazioni.
L’aumento dell’umidità, seguito dalla ripresa delle temperature, potrebbe inoltre favorire marciumi e ripercussioni sulla qualità del prodotto. Solo da pochi giorni era iniziata anche la raccolta delle barbabietole da zucchero, anticipata rispetto al consueto proprio a causa delle settimane di caldo e siccità che avevano accelerato la maturazione di diverse colture.
Secondo una prima stima di Coldiretti Ferrara, l’impatto del maltempo sulla produzione lorda vendibile delle aziende agricole potrebbe raggiungere complessivamente diverse centinaia di migliaia di euro. Un bilancio ancora provvisorio, destinato a essere aggiornato con il proseguire dei sopralluoghi.
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