Cia Ferrara: “Nonostante il calo del prezzo del petrolio, il costo del gasolio per uso agricolo rimane invariato”
Cia-Agricoltori Italiani Ferrara mette in evidenza l’ingiustificata immobilità dei prezzi dei carburanti, evidenziando una differenza ormai insostenibile tra le quotazioni internazionali della materia prima e i costi al distributore.
Mentre il prezzo del greggio WTI si è stabilizzato tra i 68 e i 69 dollari al barile – rimanendo sotto il limite dei 100 dollari da oltre un mese – i costi per le aziende e i consumatori restano, infatti, inspiegabilmente elevati. Una situazione destinata a deteriorarsi ulteriormente poiché questo primo fine settimana di luglio segna la conclusione del taglio delle accise sui carburanti introdotto per attenuare gli aumenti e, dato che non sono previste proroghe da parte del Governo, in questi giorni il prezzo di benzina e gasolio è destinato a salire ulteriormente.
“Il costo dei carburanti è impennato immediatamente il giorno dopo l’inizio del conflitto in Iran – evidenzia Massimo Piva, presidente di Cia Ferrara – non appena il prezzo del greggio ha superato i 100 dollari al barile, in modo del tutto ingiustificato e speculativo. E altrettanto speculativa è la stagnazione dell’attuale prezzo al distributore che si mantiene su 1,9 euro al litro, mentre il gasolio agricolo è fermo a poco più di 1 euro al litro, lo stesso valore di quindici giorni fa. Secondo le nostre stime, invece, in proporzione all’attuale valore del petrolio, il carburante agricolo dovrebbe costare tra gli 0,80 e gli 0,85 euro al litro“.
A complicare ulteriormente la situazione si aggiunge la scadenza, prevista per domani, dello sconto sull’accisa. “Ci troviamo di fronte a uno scandalo di proporzioni inaccettabili, una distorsione di mercato che grava sul settore agricolo, sulle famiglie, sui lavoratori e soffoca, in generale, tutte le imprese. È chiaro che questi prezzi influiscono pesantemente sui costi di produzione e sulla capacità di reddito delle nostre aziende agricole che, tra l’altro, nelle scorse settimane hanno dovuto irrigare intensivamente mais, soia e anche le coltivazioni frutticole colpite dallo stress idrico causato dalla forte siccità e dalle altissime temperature. Siamo davvero stanchi di dover pagare per dinamiche speculative internazionali e non è più tollerabile – conclude Piva – che le imprese, ma anche i consumatori, debbano sostenere costi così elevati, proprio mentre i mercati globali mostrano una tendenza opposta“.
Cia-Agricoltori Italiani Ferrara richiede un intervento immediato del Governo per indagare le motivazioni di questa mancata diminuzione dei prezzi e proteggere le imprese agricole, che non possono più sostenere margini di profitto ingiustificati lungo la filiera dei carburanti a discapito delle “vere” filiere, quelle agricole, che producono cibo e garantiscono spesso la stabilità economica e sociale dei territori.
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