Pesca, gli europarlamentari Pd a Goro. Focus su granchio blu e molluschicoltura

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Domani, martedì 22 settembre, gli europarlamentari del Partito Democratico Stefano Bonaccini e Giuseppe Lupo parteciperanno alle tappe di e Cesenatico della missione della Commissione Pesca del Parlamento europeo che si svolgerà tra Veneto, Emilia-Romagna e Marche.

La Commissione Pesca farà tappa a Goro e in Romagna perché Bonaccini e Lupo hanno voluto portarla direttamente nei territori, tra le imprese, le cooperative e i lavoratori che ogni giorno affrontano le difficoltà del settore. Una scelta che prosegue un dialogo costante, mai interrotto e non saltuario, con il sistema produttivo del e con le marinerie di Cesenatico e della costa romagnola.

A Goro la delegazione visiterà l’impianto per la lavorazione del granchio blu del Consorzio Pescatori e incontrerà gli operatori della pesca e della molluschicoltura. A Cesenatico il confronto riguarderà le prospettive delle marinerie adriatiche, i costi sostenuti dalle imprese e la gestione degli stock ittici.

“La diffusione del granchio blu dimostra che le specie aliene invasive non rappresentano più un rischio futuro, ma un’emergenza economica, ambientale e sociale già presente. Nel Delta del Po hanno compromesso produzioni, reddito e anni di lavoro, colpendo una delle aree più importanti d’Europa per la molluschicoltura. Per affrontarle servono prevenzione, monitoraggio, ricerca, contenimento, sostegni agli allevamenti danneggiati e risorse per il ripristino delle produzioni” afferma Bonaccini.

“Il Parlamento europeo ha già indicato una strada: nella risoluzione approvata a marzo sulla tutela delle specie sensibili e il contrasto alle specie esotiche invasive abbiamo chiesto risorse specifiche, sistemi di allerta precoce e il diretto dei pescatori. La situazione del Delta del Po dimostra quanto sia urgente tradurre quelle richieste in interventi finanziati e accessibili alle imprese. La risoluzione approvata dal Parlamento europeo nel marzo 2026 non può restare sulla carta. Le specie aliene si contrastano coinvolgendo chi lavora sul mare e garantendo strumenti europei permanenti, capaci di intervenire rapidamente quando un’invasione mette a rischio ecosistemi, allevamenti e occupazione. La nuova programmazione finanziaria deve dare attuazione concreta a quell’indirizzo politico” prosegue.

“A Cesenatico vogliamo confrontarci con le marinerie sulle scelte che riguardano l’Adriatico. Le misure di gestione devono poggiare su dati scientifici aggiornati e considerare anche le conseguenze economiche e sociali per chi lavora in mare. La sostenibilità ambientale deve andare di pari passo con la sostenibilità sociale ed economica” aggiunge l’ex presidente della Regione Emilia-Romagna.

La missione si svolge mentre è aperto il negoziato sul bilancio pluriennale dell’Unione per il 2028-2034. La proposta della Commissione prevede circa 2 miliardi di euro nei piani nazionali. Nella sua posizione negoziale il Parlamento europeo ha invece chiesto 7,3 miliardi di euro per la pesca nell’ambito della rubrica 1, oltre a 1,5 miliardi nella rubrica 3 per la dimensione esterna della politica della pesca.

“La proposta negoziale del Parlamento rappresenta un’alternativa netta ai tagli previsti dalla Commissione europea. La distanza tra 2 miliardi e le risorse richieste dal Parlamento non è soltanto contabile: riguarda la capacità dell’Unione di sostenere davvero pesca e acquacoltura, affrontare emergenze come quella delle specie aliene e garantire un futuro alle comunità costiere. Questo è il principio con il quale già nei mesi scorsi abbiamo difeso i produttori di vongole adriatiche. La Commissione Pesca del Parlamento europeo ha respinto l’obiezione alla deroga che consente, per altri quattro anni, la pesca delle vongole a partire da 22 millimetri anziché dai 25 previsti dalla regola generale. È un risultato importante per le nostre marinerie raggiunto grazie al lavoro della delegazione del Partito Democratico al Parlamento europeo, ottenuto sulla base delle specificità ambientali dell’Adriatico e delle evidenze scientifiche, anche grazie al lavoro dei consorzi di gestione” spiega l’europarlamentare Pd.

Chiude Bonaccini: “Questa è la posizione che difenderemo, più risorse dedicate e chiaramente riconoscibili, che non si perdano nella competizione con altre priorità dei piani nazionali. Servono per aiutare le imprese ad affrontare le specie invasive, investire nella e nell’innovazione e tutelare il reddito degli operatori. Vogliamo che da questo bilancio arrivino risposte concrete a tutte le marinerie adriatiche. Sostegni per chi è colpito dal granchio blu, investimenti per le imprese e nuove opportunità per i giovani che scelgono di lavorare nel settore”.

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