Settore chimico. Protesta alla Taropol: “Rapporti sindacali sempre più deteriorati”

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“È stata una giornata fondamentale di mobilitazione e di forte rivendicazione di diritti e questioni che i lavoratori di Taropol considerano ormai urgenti e non più procrastinabili”. Martedì 7 luglio, il personale di Taropol ha attuato uno sciopero di 24 ore e un affollato presidio si è tenuto di fronte all’ingresso principale del petrolchimico, organizzato dalla Filctem Cgil Ferrara e dalla Uiltec Ferrara.

Al presidio, oltre ai lavoratori, erano presenti anche i segretari provinciali confederali della Cgil, Veronica Tagliati, e della Uil, Massimo Zanirato, insieme ai segretari di categoria regionali Simone Cavalieri per la Filctem e Filippo Spada per la Uiltec.

“Nell’ultimo anno – spiegano Filctem e Uiltec – le relazioni sindacali all’interno di Taropol hanno mostrato un progressivo deterioramento, caratterizzato da una crescente chiusura dell’azienda nei confronti delle rappresentanze dei lavoratori. Il divieto di utilizzare i consueti spazi aziendali per le assemblee sindacali, giustificato dalla Direzione con presunti motivi di sicurezza e accompagnato dalla proposta di utilizzare una sede esterna allo stabilimento”. Una decisione che i sindacati hanno considerato “ingiustificata e lesiva del diritto delle lavoratrici e dei lavoratori a riunirsi nel proprio luogo di lavoro”.

Durante l’ultima assemblea, comunicano Filctem e Uiltec, “sono emerse con forza numerose problematiche che attendono risposte da oltre un anno”. Le Organizzazioni Sindacali ribadiscono quindi “l’urgenza di avviare un confronto concreto sull’accordo integrativo aziendale, la creazione del Comitato Tecnico per l’analisi dei carichi di lavoro, la stabilizzazione dei lavoratori in staff leasing, il completamento degli organici, la verifica degli inquadramenti professionali, sugli investimenti negli impianti, sul ripristino dell’assicurazione extraprofessionale e del protocollo sulle relazioni sindacali, disdetto dall’azienda”.

“In risposta alla richiesta di un incontro urgente – proseguono -, la Direzione aziendale ha proposto una convocazione per il 20 luglio, a ridosso della fermata estiva. Una scelta che il sindacato considera inaccettabile, ritenendola l’ennesimo rinvio di un confronto che le lavoratrici e i lavoratori richiedono da tempo e che l’azienda continua a procrastinare con risposte ritenute insufficienti e prive di contenuti concreti”.

Un atteggiamento che, secondo i sindacati, confermerebbe “la persistenza di una gestione delle relazioni industriali caratterizzata da rigidità e indisponibilità al dialogo”. “Una condotta – aggiungono – che si colloca in un contesto già segnato dalla precedente condanna dell’azienda per comportamento antisindacale e che continua a manifestarsi attraverso nuove forme di chiusura”.

Questi sono i motivi che hanno indotto i due sindacati a proclamare lo sciopero di 24 ore per martedì 7 luglio.

“La giornata di ieri – affermano – ha dimostrato quanto siano importanti e fondamentali per tutti i lavoratori del sito determinati temi e diritti. La nostra unità è la nostra forza. Questo è il messaggio chiaro e inequivocabile che, uniti, inviamo alla proprietà aziendale. Ci auguriamo che, di fronte a questa dimostrazione di compattezza, l’azienda decida finalmente di ascoltarci con la serietà che la situazione richiede”.

“Come sempre – concludono -, i lavoratori e le organizzazioni sindacali rimangono disponibili al confronto e al dialogo costruttivo, ma restiamo e continueremo a essere inflessibili e determinati nel difendere i diritti e la dignità di ogni singolo lavoratore”.

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