‘Ndrangheta a Ferrara. “Silenzio inquietante di un sistema amministrativo fragile”
“Questo silenzio inquieta la città e, in particolare, tutto il mondo imprenditoriale. Perché, tra tutti quegli imprenditori e lavoratori onesti e competenti, non è andato a scegliere il meglio? Ci deve spiegare il modo in cui quel bando è stato assegnato a quelle persone”. Continua a far rumore il silenzio di Alan Fabbri sull’inchiesta della Dda di Roma che ha portato al sequestro della pista XBikes di via Diana, nell’ambito della maxi-inchiesta in cui – tra i 26 indagati – risultano esserci l’assessore Francesco Carità e due funzionari del Servizio Sport.
All’indomani dell’assenza del primo cittadino in Consiglio comunale – dove era atteso per riferire sulla vicenda – Civica Anselmo, Partito Democratico e Movimento Cinque Stelle tornano ad attaccare il sindaco. Lo hanno fatto durante una conferenza stampa convocata a palazzo municipale nella mattinata di martedì 27 ottobre.
“Ieri – dice Fabio Anselmo – Fabbri è andato ospite alla trasmissione di Red Ronnie su YouTube, dove candidamente ha dichiarato che non è venuto in Consiglio perché non ne aveva voglia. È un fatto inaccettabile perché stiamo parlando di fatti gravi. Non parliamo di responsabilità penali, ma politiche. Io non riesco a capire come si possa far finta di niente, dopo che le Procure Distrettuali di Milano, Napoli e Roma abbiano sviluppato inchieste che hanno interessato la nostra città. Da venerdì a oggi, non è arrivata una parola di smentita. E allora chi tace acconsente”.
L’avvocato prosegue: “Personalmente ho apprezzato il coraggio dell’assessore Carità di venire in Consiglio, seppure a discussione conclusa. Era presente anche il vicesindaco Balboni. Ieri Fabbri doveva stare in Consiglio, doveva rassicurare i consiglieri comunali e la città. Attendiamo una risposta che sappiamo non arriverà mai. Speravo venisse in aula col suo fare accattivante e a tratti violento e smentisse quello che avevano scritto i giornali. E poi se il sindaco non aveva voglia di farlo, chi glielo ha detto di fare la seconda campagna elettorale e farsi candidare“.
“Il panorama intercettativo dell’inchiesta riguarda colloqui e incontri che hanno come teatro proprio la campagna elettorale 2024. Non è sufficiente questo per indurre la coscienza di un pubblico amministratore a confrontarsi con la città, con la giunta, con il Consiglio comunale? Nessuno ha detto nulla” aggiunge il consigliere di opposizione. Poi, prima di chiudere il proprio intervento, il riferimento a quello che Anselmo reputa un approccio diverso del primo cittadino tra l’attuale inchiesta della Dda e quella che invece ha portato alle condanne degli affiliati al clan Vikings Arobaga: “Non riusciamo a comprendere la fermezza avuta da Fabbri con la mafia nigeriana rispetto a quella nostrana“.
Duro anche l’intervento di Anna Chiappini, capogruppo del Partito Democratico: “Fabbri assomiglia al personaggio di un film di Alberto Sordi in cui cerca in tutti i modi di allontanarsi dalle responsabilità che gli vengono attribuite e di cui deve rispondere. Doveva rispondere perché in questa inchiesta sono coinvolti il suo assessore e due dipendenti comunali. Se fossi il sindaco avrei cercato di intervenire per garantire a nome del mio assessore e dei miei dipendenti. Di certo non sarei scappata come sta facendo lui“.
Per il consigliere Massimo Buriani (Pd) l’assenza del sindaco non chiude la partita: “Ci saranno comunque occasioni in cui dovrà rispondere e raccontare come sta amministrando, con quali strumenti, risorse e finalità”. Il riferimento – spiega – è alle verifiche che la Guardia di Finanza sta effettuando relativamente ai finanziamenti erogati al Ferrara Summer Festival tramite le società partecipate. “Sta fuggendo dal confronto, ma lui mai si è confrontato in aula. Tranne quando c’è stato bisogno di farlo per aggredire qualcuno”.
Arianna Poli della Civica Anselmo punta il dito contro la delegittimazione delle istituzioni: “Sono veramente tante le situazioni in cui ci rendiamo conto di come lo stesso sindaco non ritenga il Consiglio comunale uno spazio da considerare come tale. Il ruolo dell’assise è sempre più svilito e l’assenza di ieri è quasi una presa in giro. Non stiamo dicendo che tutto quello che è nelle carte di inchiesta sia accaduto, ma ci aspettiamo delle risposte di rassicurazione. Se il sindaco viene informato delle accuse di mafia, sarebbe basilare rispondere che la città è contro. Oltre alla mancanza di rispetto penso ci sia una mancanza di trasparenza grave. Il confronto in aula non può essere facoltativo. Come città abbiamo la necessità di sapere come stanno le cose”.
“Da parte dei dirigenti e nemmeno degli amministratori c’è stato il paravento per riuscire a sconfiggere infiltrazioni di questo tipo” tuona Marzia Marchi del Movimento Cinque Stelle. “Prima o poi le domande che facciamo dovranno avere delle risposte. Se non le daranno a noi in Consiglio Comunale, le daranno nelle aule di tribunale”. E ancora sul sequestro del circuito: “Non parliamo di un fulmine a ciel sereno, né di un caso isolato. Ma rappresenta il sintomo macroscopico di un sistema amministrativo fragile, permeabile e strutturalmente opaco che questa amministrazione ha applicato ripetutamente nella gestione del patrimonio dei cittadini ferraresi”.
Non manca una stoccata sul Nucleo Anti Maranza. A lanciarla è il consigliere Enrico Segala (Pd): “Annunciano il Nam e poi arriva un’inchiesta antimafia. Il Nucleo dovrebbe occuparsi dei giovani, ma come spieghiamo ai ragazzi che chi dovrebbe dare per primo l’esempio non si è presentato in aula per difendere la legalità e ribadire che Ferrara è contro le mafie? Non è venuto a metterci la faccia. Così, che credibilità abbiamo quando andiamo nelle scuole per parlare di legalità alle nuove generazioni?“.
“La mancanza di una presa di posizione netta è ancora più grave se si considera che Ferrara è persona offesa di questi reati. Non ci si può limitare a dire ‘se chiamati collaboreremo’. Bisogna agire affinché il reato venga perseguito e accertato, rendersi parte diligente. Questo è un danno per la città” chiude il consigliere dem Matteo Proto.
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