La ‘Ndrangheta a Ferrara: il Comune chiedeva solo 1.500 euro l’anno per il circuito

La 'Ndrangheta a Ferrara: il Comune chiedeva solo 1.500 euro l'anno per il circuito 1

I contributi diretti per la realizzazione di eventi conferiti all’associazione XBikes 2.0 Circuit, amministrata di fatto da Paolo Brando, il 46enne arrestato nell’ambito dell’inchiesta della Direzione Antimafia di Roma per i legami con la ‘Ndrangheta, non rappresentano l’unica fonte di vantaggi per i gestori della pista di go-kart.

Secondo quanto reso noto dalla consigliera del Movimento 5 Stelle Marzia Marchi, il contratto di affitto della pista di proprietà comunale prevedeva un canone di appena 1.500 euro l’anno, pari a 125 euro mensili per una superficie di circa 5.000 metri quadrati.

In una coincidenza rivelatrice, il bando che pochi mesi dopo sarebbe stato vinto dall’associazione sportiva associata alla criminalità organizzata è stato emanato il 28 giugno 2024, il giorno stesso dell’insediamento del Consiglio Comunale, prima ancora della formazione della nuova giunta guidata da Alan Fabbri.

Nel frattempo, a Latina le tre persone nei confronti delle quali il giudice per le udienze preliminari ha concesso l’arresto – Paolo Brando, la compagna Moira Di Giulio (ai domiciliari) e il loro complice Ivan Morsicani – si sono presentate davanti alla giudice Valeria Tomassini per l’interrogatorio di garanzia, per rispondere alle accuse di estorsione, spaccio di droga e autoriciclaggio legate alle attività delle piste di kart.

Tutti e tre hanno esercitato il diritto di non rispondere. Il processo riguarda principalmente fatti avvenuti nel Lazio, nei quali è stato riconosciuto il metodo mafioso, a differenza di quanto accaduto a Ferrara.

Nell’inchiesta sono indagati anche l’assessore allo sport Francesco Carità, due funzionari comunali che avrebbero agevolato i futuri gestori nell’assegnazione della pista e un legale che avrebbe fatto da tramite.

I pubblici ministeri Alessandra Fini e Lorenzo Del Giudice contestano a loro la rivelazione di segreti d’ufficio e la corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio. Reati che sarebbero stati commessi in concorso con Brando e la sua ex socia.

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